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Biden pronto a usare i soldi russi congelati: ecco perché questi 300 miliardi di dollari possono cambiare la guerra

Gli Usa aggirerebbero così i problemi di finanziamento all’Ucraina dovuti al veto repubblicano. E Putin potrebbe essere spinto alla trattativa
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NEW YORK - Usare i soldi russi congelati, per finanziare l’Ucraina. L’amministrazione Biden ha deciso di seguire questa strada, anche per aggirare i problemi che sta incontrando al Congresso e tra gli alleati europei, per continuare ad aiutare Kiev a difendersi dall’invasione di Mosca.

I dollari della Banca centrale russa

Quando Putin ha ordinato la sua aggressione, la Banca centrale russa aveva circa 300 miliardi di dollari all’estero, per la maggior parte investiti negli Stati Uniti e in Europa, in particolare in Belgio e Svizzera. Il Cremlino non li aveva ritirati prima di attaccare, perché non voleva dare il segnale che stava per invadere il Paese vicino, come denunciavano da tempo i servizi di intelligence americani e britannici, e forse anche perché non si aspettava che i suoi soldi sarebbero stati confiscati. Ma aveva sbagliato i calcoli, e trattandosi di dollari, Washington aveva il diritto di bloccarli.

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NEW YORK - Usare i soldi russi congelati, per finanziare l’Ucraina. L’amministrazione Biden ha deciso di seguire questa strada, anche per aggirare i problemi che sta incontrando al Congresso e tra gli alleati europei, per continuare ad aiutare Kiev a difendersi dall’invasione di Mosca.

I dollari della Banca centrale russa

Quando Putin ha ordinato la sua aggressione, la Banca centrale russa aveva circa 300 miliardi di dollari all’estero, per la maggior parte investiti negli Stati Uniti e in Europa, in particolare in Belgio e Svizzera. Il Cremlino non li aveva ritirati prima di attaccare, perché non voleva dare il segnale che stava per invadere il Paese vicino, come denunciavano da tempo i servizi di intelligence americani e britannici, e forse anche perché non si aspettava che i suoi soldi sarebbero stati confiscati. Ma aveva sbagliato i calcoli, e trattandosi di dollari, Washington aveva il diritto di bloccarli.

Da allora in poi questa montagna di soldi è rimasta nelle banche dove era stata trasferita, senza che nessuno li toccasse: né la Russia, né i suoi nemici. Per almeno due ragioni: primo, gli Usa non erano convinti di avere l’autorità legale per spenderli; secondo, temevano che impossessarsi di quei capitali avrebbe spinto altri Paesi a ritirare i propri, o cambiarli in altre monete, affossando il valore del biglietto verde. Ora però, secondo il New York Times, l’amministrazione sta cambiando parere.

I motivi della svolta americana

Un po’ perché ha bisogno di soldi, visto che la Camera a maggioranza repubblicana sta ostacolando i nuovi finanziamenti, così come membri dell’Unione europea tipo l’Ungheria; e un po’ perché si è convinta che non ci saranno particolari ripercussioni legali ed economiche, se dovesse usare quei dollari per finanziare la difesa di un paese illegalmente aggredito dal loro proprietario. Anche la segretaria al Tesoro Yellen, all’inizio titubante, sembra ora essere d’accordo. È possibile che sia necessaria un’autorizzazione del Congresso per sequestrare e spendere quei fondi, ma Biden è convinto che su questo il Parlamento non alzerà le barricate. Anzi: vorrebbe dire finanziare Zelensky senza cacciare un soldo americano.


Perciò gli Usa, secondo il Times, hanno chiesto ai membri del G7, Italia inclusa, di immaginare un piano per impossessarsi dei capitali di Putin e usarli contro di lui. L’obiettivo è finalizzare l’operazione entro febbraio, ossia il secondo anniversario dell’invasione. La mossa, oltre a far infuriare Mosca che risponderebbe con cause ovunque, potrebbe rappresentare una svolta nel conflitto. Primo, perché vedendosi portare via questa montagna di soldi, il Cremlino potrebbe riconsiderare l’ipotesi di sedersi al tavolo delle trattative, in cambio della loro restituzione. Secondo, perché 300 miliardi di dollari sono il triplo dei finanziamenti chiesti da Biden al Congresso per continuare gli aiuti all’Ucraina, che così potrebbero procedere per almeno tre anni, soffocando in Putin ogni illusione di riuscire a stancare presto la resistenza dell’Occidente.
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Resta il dubbio se questi fondi possano essere usati per acquistare armi, pagare i conti del governo ucraino, oppure come collaterali per l’emissione di obbligazioni. Qualunque sia alla fine la risposta tecnica, la sostanza cambia poco: i soldi di Mosca verrebbero usati contro Putin, per sconfiggerlo nella sua aggressione imperialista.

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