Segui la diretta dalla guerra in Ucraina del 26 dicembre
Oggi gli ucraini celebreranno il Natale il 25 dicembre come in Occidente, e non il 7 gennaio come in Russia. Secondo un’inchiesta del New York Times Putin sarebbe pronto al cessate il fuoco alle condizioni attuali. Crosetto: “Fin quando non sento Putin dire che vuole una tregua o il cessare il fuoco non ci credo. Poi, più degli annunci, vorrei che smettessero di cadere le bombe”. La Bild segnala invece che Putin potrebbe attaccare tra un anno un Paese europeo. Kiev: La 'fine della guerra può avvenire solo alle nostre condizioni. La Russia è un criminale e deve essere punita”. Intanto Putin manda un segnale di forza e fa sapere che sta programmando le visite all’estero per il prossimo anno – sfidando il mandato di cattura internazionale della Cpi – nel giorno in cui l’Occidente festeggia il Natale.
La prigione di Navalny nel “posto più isolato del mondo”
La colonia penale a Kharp, nell'Artico, dove è stato trasferito in segreto Alexei Navalny, "è il posto più isolato al mondo". Lo ha sottolineato Leonid Volkov, tra i più stretti alleati dell'oppositore russo. "E' quasi impossibile raggiungere questa colonia, è quasi impossibile persino inviare lettere lì", ha commentato. La regione di Yamalo-Nenetsk, a quasi 2 mila km da Mosca, oltre il circolo polare artico, è nota per gli inverni lunghi e rigidi. La città è vicino a Vorkuta, le cui miniere di carbone erano tra le più dure nel sistema di gulag sovietici.
L’esercito russo riprende il controllo di Marinka, ma l’Ucraina smentisce
La città dell’est dell’Ucraina, a poca distanza da Donetsk, è sotto il controllo dell’esercito di Mosca. Lo ha annunciato il ministro della Difesa russo Segej Shoigu. A Marinka un tempo abitavano 10mila persone. Oggi si tratta di una città fantasma. Gli ucraini hanno smentito la notizia, affermando di mantenere il pieno controllo di Marinka.
Navalny ricompare dopo 20 giorni: trasferito in un carcere di massima sicurezza nell’Artico russo
Aleksej Navalny è ricomparso. Lo annunciano i collaboratori dell’attivista anti Putin, sparito da 20 giorni dalla colonia penale numero 6 di Melekhovo – a Est di Mosca – senza che le autorità russe dessero alcuna spiegazione. “Lo abbiamo trovato”, ha affermato la portavoce Kira Yarmysh. “E’ nella colonia penale della regione di Yamal Nenets”, ha aggiunto. Si trova nel carcere I-K3 di Kharp, nella regione artica russa, a 2000 km da Mosca. “Navalny – ha aggiunto – sta bene, oggi ha ricevuto la visita del suo avvocato”. La scomparsa del blogger aveva allarmato tutto il mondo, spingendo anche l’amministrazione Biden a protestare pubblicamente con il Cremlino. Inizialmente ai primi di dicembre le autorità di Melekhovo avevano giustificato il mancato videocollegamento tra Navalny e il suo legale con un blackout elettrico, salvo poi, dopo una settimana, ammettere che non figurava più nei loro registri. Senza dare altre spiegazioni.
Ora risulta chiaro che Navalny è stato trasferito in un carcere di massima sicurezza, come stabilito dalla sentenza dello scorso agosto che lo ha condannato per “estremismo” a 19 anni di carcere che si sommano agli 11 anni e mezzo che sta già scontando. Condanne che per la comunità internazionale non sono suffragate da prove ma sono puramente frutto della persecuzione politica ordinata da Putin. Le colonie penali a “regime speciale” sono gli istituti con le condizioni di detenzione più dure del sistema carcerario russo e spesso si trovano in regioni molto isolate. I trasferimenti richiedono talora diverse settimane di viaggio in treno senza che avvocati e familiari riescano a ottenere informazioni fino alla fine del viaggio. Probabilmente non è un caso che il trasferimento sia stato ordinato proprio nei giorni in cui Putin ha annunciato la sua candidatura alle presidenziali del 17 marzo: un modo per bloccare la voce del suo oppositore che anche da carcere riesce a comunicare con l’esterno attraverso i collaboratori.
Attacco di droni sull’Ucraina nella notte di Natale: abbattuti 28 su 31
La Russia ha lanciato durante la notte un attacco di droni contro l'Ucraina, lanciandone 31 dalla penisola di Crimea occupata. L'aeronautica ucraina ha dichiarato di averne abbattuti 28. "Il 25 dicembre, il nemico ha attaccato con 31 veicoli aerei senza pilota. E 28 droni Shahed-136/131 sono stati abbattuti", ha detto l'aeronautica sui social media. Lo scorso anno il presidente Volodymyr Zelensky ha spostato il Natale dal 25 dicembre rispetto al 7 gennaio, giorno del Natale ortodosso. Mosca non ha dato tregua nemmeno nella notte di Natale.
Cremlino: Putin programma visite all'estero nel 2024
Il presidente russo Vladimir Putin sta programmando visite all'estero il prossimo anno, ma non all'inizio dell'anno, 'ora la cosa principale e' l'agenda internà. Lo ha detto a RIA Novosti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Non proprio all'inizio dell'anno. Ora, ovviamente, la cosa principale è l'agenda interna", ha detto Peskov a RIA Novosti in risposta ad una domanda sulle previste visite all'estero del leader russo.
Russia: aerei russi Rossiya riprendono voli diretti Mosca-L'Avana
La compagnia aerea russa Rossiya, sussidiaria di Aeroflot, ha ripreso i voli diretti tra Mosca e L'Avana, che erano stati sospesi dal marzo 2022 a causa delle sanzioni imposte dall'Unione Europea alla Russia per l'invasione dell'Ucraina. I media ufficiali hanno riferito che il Boeing 777-300ER della Rossiya è atterrato con più di 300 passeggeri all'aeroporto internazionale Josè Martí dell'Avana in questa prima operazione. I voli che collegheranno nuovamente le capitali della Russia e di Cuba opereranno due volte alla settimana - il mercoledì e la domenica - e, a causa dell'aumento della domanda, un'ulteriore operazione sulla rotta è prevista per sabato 30 dicembre. Parlando alla televisione di Stato, il ministro del Turismo dell'isola, Juan Carlos Garcìa Granda, ha sottolineato l'importanza della riattivazione dei voli tra Mosca e L'Avana, dato che il turismo russo è attualmente la terza fonte di viaggiatori internazionali a Cuba, dopo Canada e Stati Uniti. Quest'estate la compagnia Rossiya ha ripreso i voli diretti tra Mosca e la località cubana di Varadero e da allora più di 40.000 passeggeri hanno usufruito del volo da Mosca.
Zelensky: “Un'altra dimensione del Natale per milioni di ucraini”
Milioni di ucraini hanno imparato "un'altra dimensione del Natale", celebrando ancora una volta questa festività nel periodo di una guerra su larga scala. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel discorso fatto alla vigilia di Natale e pubblicato su Youtube, come riporta il Kyiv Independent. "Questo Natale ha uno stato d'animo diverso, un contesto diverso, un gusto diverso - ha detto Zelensky - oggi tutti gli ucraini sono insieme. Celebriamo il Natale tutti insieme. Nella stessa data, come una grande famiglia, come una nazione, come un Paese unito". Da quest'anno la Chiesa ortodossa ucraina è passata ufficialmente alla data del 25 dicembre per celebrare la festività. Fin dal 1917, infatti, in ucraina il Natale è stato festeggiato il 7 gennaio: il disegno di legge promulgato a luglio dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky rappresenta solo l'ultimo tentativo di sradicare l'influenza dell'invasore nel Paese. "I nostri doni, valori e tradizioni sono cambiati. Oggi non si tratta tanto di come decorare le nostre case, ma piuttosto di come proteggerle e ripulirle, spazzando via il nemico. Ci rallegriamo di vedere la prima stella nel cielo della sera e di non vedervi missili e droni nemici", ha detto Zelensky.