TOKYO — Dare a un figlio un nome speciale è un dono o un’imposizione genitoriale, un’impronta d’amore o una proiezione dell’ego della madre e del padre? Riprendendo la locuzione latina nomen omen, usata per suggerire come, nel modo in cui siamo chiamati dalla nascita fino alla morte, sia il seme di un destino, Tommaso Landolfi nel racconto “A caso” (1975) scriveva che «un nome qualunque non esist…