✕

Dress code della festa: quasi nudi. E a Mosca la conduttrice tv finisce nel mirino dei putiniani

Gli attivisti filo governativi: mancanza di rispetto per chi sta al fronte
2 minuti di lettura

MOSCA - Riflettori e fumo artificiale, sullo sfondo di arredi in stile post-industriale: è lo scenario dell’evento moscovita più discusso dell’ultima settimana, la provocatoria festa a tema nudista delle celebrità russe. Volti noti del jet set moscovita hanno accolto l’invito della 32enne e conduttrice televisiva Nastja Ivleeva a mostrare i loro corpi in una festa privata a tema “almost naked”, quasi nudo. Centinaia di volti più o meno noti il 20 dicembre si sono riversati al club moscovita Mutador, spendendo migliaia di dollari per accedere alla festa privata.

Il dress code, semplice ma provocatorio, richiedeva di indossare il minimo possibile. Per la serata, la padrona di casa ha scelto un abito trasparente, indossato sull’intimo nero e su una cintura con pietra preziose da 23 mila dollari. Il cantante di origini bulgare Filipp Kirkorov ha optato per un completo trasparente con strass. La collega Lolita Miljavskaja per un più sobrio abito color carne, con effetto finto nudo.

Sono no…

MOSCA - Riflettori e fumo artificiale, sullo sfondo di arredi in stile post-industriale: è lo scenario dell’evento moscovita più discusso dell’ultima settimana, la provocatoria festa a tema nudista delle celebrità russe. Volti noti del jet set moscovita hanno accolto l’invito della 32enne e conduttrice televisiva Nastja Ivleeva a mostrare i loro corpi in una festa privata a tema “almost naked”, quasi nudo. Centinaia di volti più o meno noti il 20 dicembre si sono riversati al club moscovita Mutador, spendendo migliaia di dollari per accedere alla festa privata.

Il dress code, semplice ma provocatorio, richiedeva di indossare il minimo possibile. Per la serata, la padrona di casa ha scelto un abito trasparente, indossato sull’intimo nero e su una cintura con pietra preziose da 23 mila dollari. Il cantante di origini bulgare Filipp Kirkorov ha optato per un completo trasparente con strass. La collega Lolita Miljavskaja per un più sobrio abito color carne, con effetto finto nudo.

Sono nomi di artisti che, seppure senza l’animosità che contraddistingue i più accesi sostenitori dell’operazione militare in Ucraina, non hanno mai voltato le spalle al Paese e al Cremlino anche dopo l’inizio dell’operazione militare in Ucraina. Tanto non è bastato a salvarli dall’immediata epurazione dai palinsesti e da quella che la giornalista Ksenja Sobchak, anche lei presente all’evento, ha definito una “fustigazione dimostrativa”.

Video e foto di corpi seminudi, diffuse in rete già la sera del 20, hanno dato motivo agli attivisti delle organizzazioni nazionaliste di avviare le prime azioni legali. A poco o niente sono serviti i video di scuse pubblicati nei giorni seguenti.

Kirkorov ha provato a schivare le accuse, affermando di non essere stato al corrente del reale tono della serata. È una versione che poco convince il pubblico al quale però chiede clemenza: “Ci sono momenti nella vita di ogni persona in cui si entra nella porta sbagliata”. Nel video di scuse pubblicato sui social si è definito un patriota con un unica patria.

Anche il cantante Dima Bilan, ha tentato di smorzare i toni. Del dress code, ha osservato, ognuno “ha la propria comprensione”. Ha ricordato ai suoi fan il suo impegno artistico a sostegno dei militari al fronte e si è scusato: “capisco perfettamente l'indignazione della nostra gente”.

Lolita Miljabskaja aveva in piano un lungo tour per il suo 60 esimo compleanno, ma dal momento in cui ha preso parte alla serata di Ivleeva gli organizzatori dei vari concerti hanno iniziato a ricevere messaggi di minaccia. “L’avevo presa con ironia. Si vede che a qualcuno non è piaciuta la quantità di gente”, ha commentato amaramente in un video sui social.

Il rapper Vacio, giunto alla festa con solo un calzino a coprire le parti intime, finora ha pagato il conto più salato per la serata fuori dagli schemi: 15 giorni di arresto amministrativo e l’accusa di “propaganda di valori non tradizionali”.

Contro Ivleeva, invece, è stata avviata una class action da di circa 10 milioni di euro per danni morali. Gli oltre venti sottoscrittori della querela, coordinati coordinati dall’attore e produttore Aleksandr Inshakov, si dichiarano feriti dall’“atteggiamento irresponsabile” della Iveeva in un momento in cui il Paese è impegnato a difendere non solo i confini, ma anche i valori tradizionali. La compensazione, andrà al fondo governativo “Difensore della Patria”.

Ekaterina Mizulina, presidente della “Lega per l’Internet sicuro” e promotrice di una serie di iniziative di moralizzazione dello spazio pubblico, ha reso pubblico l’avvio di indagini fiscali sul conto di Ivleeva, i cui beni potrebbero essere messi sotto sequestro preventivo. I contratti pubblicitari della blogger con la banca Tinkoff e l’operatore di telefonia Mts sono stati sospesi.

Contestualmente alle indagini è partita la macchina del fango messa in moto dai colleghi più conservatori. Il giornalista Vladimir Soloviov che ha dedicato ampio spazio nel suo programma Full Contact alle invettive contro i "vili sodomiti” irrispettosi dei “ragazzi al fronte”. Il famoso regista Nikita Mikhalkov ha paventato un crollo morale delle truppe chiamate a difendere i connazionali, interessati solo alla vita mondana e si è lasciato andare a commenti poco edificanti sui corpi esposti dei colleghi. Con maggior tatto, il cantante e producer Maksim Fadeev ha paragonato la festa al “Ballo di Satana” del romanzo di Bulgakov Maestro e Margherita, allegoria del lussuoso ricevimento organizzato nel ’35 dall’ambasciata statunitense, mentre le purghe staliniane decimavano l’intellighenzia sovietica.

Leggi i commenti