In Svizzera l’autovelox dei record: in poche settimane incassa oltre 5,5 milioni di euro
di Franco ZantonelliLUGANO – Piazzando un Radar, come si chiamano gli Autovelox in Svizzera, il Cantone di Basilea ha incassato 5,4 milioni di franchi in due mesi, tra il primo giugno e il 4 agosto scorsi. Stiamo parlando di circa 6 milioni di euro, al cambio di questi giorni. A provocare questa ecatombe finanziaria a 6800 automobilisti è stato un rilevatore di velocità, collocato in località Tenniken, lungo l’autostrada A2, che attraversa la Svizzera da Chiasso al confine tedesco.
A causa di un restringimento della carreggiata il limite è passato da 120 a 80 km orari ed è lì che il Radar ha continuato, imperterrito, ad emettere i suoi implacabili flash. Implacabili e incontestabili perché, nella Confederazione, non c’è santo che tenga. Quando incorri in un eccesso di velocità se ti …
LUGANO – Piazzando un Radar, come si chiamano gli Autovelox in Svizzera, il Cantone di Basilea ha incassato 5,4 milioni di franchi in due mesi, tra il primo giugno e il 4 agosto scorsi. Stiamo parlando di circa 6 milioni di euro, al cambio di questi giorni. A provocare questa ecatombe finanziaria a 6800 automobilisti è stato un rilevatore di velocità, collocato in località Tenniken, lungo l’autostrada A2, che attraversa la Svizzera da Chiasso al confine tedesco.
A causa di un restringimento della carreggiata il limite è passato da 120 a 80 km orari ed è lì che il Radar ha continuato, imperterrito, ad emettere i suoi implacabili flash. Implacabili e incontestabili perché, nella Confederazione, non c’è santo che tenga. Quando incorri in un eccesso di velocità se ti va bene te la cavi con una multa disciplinare, che regoli come un divieto di sosta. Ma se ti va male, ovvero se, come nel caso di Tenniken, corri a 120 o più dove il limite è di 80, perdi la patente, paghi una multa che, sovente, è proporzionale al tuo reddito, soprattutto finisci davanti a un Pubblico Ministero, che ti può tacciare da “pirata della strada” e infliggerti una condanna penale.
Grazie alla legge “Via sicura”, votata dal Parlamento Federale e in vigore dal primo gennaio 2013, i magistrati hanno pochi margini per derogare dalle pene previste. Tantomeno un Pretore o un Giudice di Pace ha facoltà di annullare una multa o una condanna. D’altro canto “Via sicura”, pensata per ridurre le vittime della strada, i suoi risultati li ha dati: nel 2012 i morti per incidente erano stati 339, contro i 187 del 2019. “Dati - scrive Ustra, l’Ufficio federale delle strade – che restituiscono un quadro ai minimi storici dalla prima rilevazione del 1940”.
Tornando al Radar del Canton Basilea, attivato nell’estate scorsa, dei 6800 automobilisti beccati con il piede pesante, 60 hanno perso la patente e finiranno in Procura. C’è, comunque, sicuramente, un aspetto controverso di “Via sicura” ed è la disinvoltura con cui cantoni e comuni piazzano i rilevatori di velocità, suscitando il sospetto che sia un mezzo per fare cassa.
Nel maggio scorso il Deputato federale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, in una mozione al Governo di Berna, ha denunciato il fatto che “numerose infrazioni vengono comminate di notte a strade deserte, e riguardano eccessi di velocità di pochi km/h. Non hanno dunque un vero obiettivo di prevenzione”. Per il parlamentare l’obiettivo è quello di “fare cassetta a spese degli automobilisti”.
Fatto sta che alcuni cantoni mettono, addirittura nel preventivo, o manovra che dir si voglia, gli incassi previsti con i radar/autovelox. Tre anni fa, fece notare il Corriere del Ticino, scrivendo sulla manovra per il 2021 “le autorità hanno già deciso che, ogni giorno, dovranno essere spiccate multe stradali per almeno 65.000 franchi. Per un totale di incassi che, sull’arco dell’anno, supererà i 23 milioni di franchi”.