Milei allontana l’Argentina dai Brics. Ma l’alleanza a presidenza russa si allarga
di Daniele MastrogiacomoL’Argentina non farà parte dei Brics. Il presidente Javier Milei lo aveva detto subito dopo aver vinto le elezioni e ieri lo ha confermato ufficialmente con una lettera inviata, quasi in fotocopia, a Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. Il grande paese latino americano resta quindi fuori dal fronte che si pone come alternativa, economica e geopolitica, a quello guidato dagli Usa e a cui aderisce la maggioranza dei paesi occidentali.
E’ una defezione importante, per il volume di export e per le già difficili relazioni con il Brasile che resta il principale partner commerciale della regione. Ma è anche una scelta strategica oltre che ideologica. Milei ha dichiarato che gli Usa e Israele sono i due paesi con cui intende sviluppare un asse privilegiato e ora che la Russia inizia la sua presidenza di turno dei Brics la scelta acquista maggiore valenza.
L’Argentina non farà parte dei Brics. Il presidente Javier Milei lo aveva detto subito dopo aver vinto le elezioni e ieri lo ha confermato ufficialmente con una lettera inviata, quasi in fotocopia, a Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. Il grande paese latino americano resta quindi fuori dal fronte che si pone come alternativa, economica e geopolitica, a quello guidato dagli Usa e a cui aderisce la maggioranza dei paesi occidentali.
E’ una defezione importante, per il volume di export e per le già difficili relazioni con il Brasile che resta il principale partner commerciale della regione. Ma è anche una scelta strategica oltre che ideologica. Milei ha dichiarato che gli Usa e Israele sono i due paesi con cui intende sviluppare un asse privilegiato e ora che la Russia inizia la sua presidenza di turno dei Brics la scelta acquista maggiore valenza.
La lettera ufficiale della ministra
La ministra degli Esteri, Diana Mondino, aveva voluto ufficializzare il no con una missiva indirizzata il 29 dicembre scorso ai cinque capi di Stato. In essa declinava l’invito a partecipare come rappresentante di uno Stato membro dal 1° gennaio 2024, così come previsto, perché “ci appare inopportuno”. La ministra ha ricordato che il nuovo governo ha visioni e compie scelte diverse da quello passato il cui esecutivo aveva approvato l’ingresso nei Brics. “Detto questo”, ha precisato Molino, “auguro sottolineare l’impegno del mio governo per l’intensificazione dei legami bilaterali con il vostro e in particolare per l’aumento dei flussi commerciali e di investimenti”.
I Brics sono una realtà economica di peso. Rappresentano il 40 per cento della popolazione mondiale, il 30 del suo territorio, il 23 del Pil, il 18 del commercio. I suoi membri muovono il 16 per cento delle esportazioni globali e il 15 per cento delle importazioni di beni e servizi. Un volume destinato a aumentare e a incidere sul business mondiale con l’ingresso, dal primo gennaio 2024, di Arabia Saudita, Iran, Etiopia, Egitto e Emirati Arabi Uniti.