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La Russia all’oscuro: un decreto su due di quelli emanati da Putin nel 2023 è coperto da segreto

La percentuale record raggiunta in concomitanza con la guerra in Ucraina, tra gli atti anche la concessione della grazia ai condannati spediti al fronte
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MOSCA - Un decreto su due tra quelli emanati dal presidente russo Vladimir Putin nel 2023 è coperto da segreto. È la stima tracciata dal media russo di opposizione Mediazona. Il calcolo si basa sui dati del sito governativo sul quale vengono pubblicati gli atti degli organi dello Stato a ogni livello amministrativo. I decreti presidenziali sono numerati in modo progressivo e il contatore viene azzerato all'inizio di ogni anno. Tenendo conto dei numeri mancanti sugli atti resi pubblici, il gruppo di indagine è risalito alla quota di decreti non pubblicati: il 49,5 per cento.

Nel 2022, dopo l’avvio della cosiddetta operazione militare speciale in Ucraina, la percentuale di decreti mantenuti segreti è arrivata al 45. Il numero totale di decreti firmati da Putin nei due anni di operazione militare è rimasto pressoché invariato: 996 nel 2022 e 997 nel 2023.

Il precedente record di decreti presidenziali secretati invece risale al secondo anno del primo mandato di Putin, il 2001, quando era…

MOSCA - Un decreto su due tra quelli emanati dal presidente russo Vladimir Putin nel 2023 è coperto da segreto. È la stima tracciata dal media russo di opposizione Mediazona. Il calcolo si basa sui dati del sito governativo sul quale vengono pubblicati gli atti degli organi dello Stato a ogni livello amministrativo. I decreti presidenziali sono numerati in modo progressivo e il contatore viene azzerato all'inizio di ogni anno. Tenendo conto dei numeri mancanti sugli atti resi pubblici, il gruppo di indagine è risalito alla quota di decreti non pubblicati: il 49,5 per cento.

Nel 2022, dopo l’avvio della cosiddetta operazione militare speciale in Ucraina, la percentuale di decreti mantenuti segreti è arrivata al 45. Il numero totale di decreti firmati da Putin nei due anni di operazione militare è rimasto pressoché invariato: 996 nel 2022 e 997 nel 2023.

Il precedente record di decreti presidenziali secretati invece risale al secondo anno del primo mandato di Putin, il 2001, quando era ancora in corso la seconda guerra cecena. I decreti non pubblicati furono il 47 per cento del totale.

L’emanazione di decreti, compresi quelli segreti, rientra tra i poteri del presidente sanciti dalla Costituzione. In particolari circostanze, sottolinea Mediazona, tali atti vengono utilizzati tanto per impartire ordini al personale nelle forze di sicurezza, quanto per concedere la grazia ai condannati o conferire onorificenze.

Nel corso dell’operazione in Ucraina, sono stati coinvolti nelle operazioni militari anche detenuti ai quali è stata garantita la grazia al termine di un periodo di alcuni mesi al fronte, tra le file delle compagnie di sicurezza private. Sono almeno 17 i casi noti ai media di condannati tornati in libertà dopo aver “espiato” le loro colpe al fronte.

Il ritorno alla vita libera di individui talvolta coinvolti in crimini gravi ha suscitato le polemiche dei media e i timori per la propria sicurezza di una parte della popolazione. Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, è solo un modo come un altro per rendersi utile per il Paese espiando “col sangue sul campo di battaglia i propri crimini”.

La pratica di conferire in segreto le onorificenze al personale militare e alle personalità di rilievo risponde anche alla necessità di tenere riservati i dati personali e di a evitare la fuga di informazioni delicate sulle perdite subite.

È quanto avvenuto, ad esempio, per il conferimento nel 2015 dell'Ordine di San Giorgio al Capo di Stato maggiore Valerij Gerasimov, o per i riconoscimenti ai giornalisti russi che hanno dato copertura stampa al referendum che nel 2014 ha portato all’annessione della Crimea.

I militari che hanno preso parte al già menzionato conflitto nel Caucaso settentrionale furono insigniti del Ordine del Coraggio. Stando alle stime della rivista Kommersant l’onorificenza più comune nella Russia post sovietica, con decine di migliaia di cittadini premiati sia in vita che post mortem.

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