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L’operazione segreta di Capodanno per portare fuori da Gaza i parenti di un soldato americano

(afp)
È il primo intervento per estrarre cittadini americani o loro parenti dal cuore del conflitto nella Striscia. Sono circa 300 i cittadini e residenti Usa ancora bloccati
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GERUSALEMME – Un’operazione segreta coordinata dagli Stati Uniti e realizzata dalle forze israeliane con la collaborazione dell’Egitto ha portato fuori da Gaza la madre e lo zio di un giovane militare statunitense di origine palestinese la notte di Capodanno.

A rivelarlo all’Associated Press è stato un funzionario americano in forma anonima. Si tratta della prima operazione per estrarre cittadini americani o loro parenti dal cuore del conflitto a Gaza.
Zahra Sckak, 44, si trovava con il cognato Farid Sukaik - un cittadino americano - in un edificio nella Striscia nel mezzo dei combattimenti. Il figlio Fari A. Sckak, è attualmente di stanza in Corea del Sud.

Negli scorsi giorni il fratello Fadi, uno studente universitario in California, aveva denunciato come Zahra si trovasse senza cibo o accesso all’acqua potabile, in mezzo alla battaglia, mentre il padre Abedalla è morto dopo giorni di agonia in seguito a ferite di arma da fuoco per cui non ha ricevuto alcuna cura.
“Voglio solo ve…

GERUSALEMME – Un’operazione segreta coordinata dagli Stati Uniti e realizzata dalle forze israeliane con la collaborazione dell’Egitto ha portato fuori da Gaza la madre e lo zio di un giovane militare statunitense di origine palestinese la notte di Capodanno.

A rivelarlo all’Associated Press è stato un funzionario americano in forma anonima. Si tratta della prima operazione per estrarre cittadini americani o loro parenti dal cuore del conflitto a Gaza.
Zahra Sckak, 44, si trovava con il cognato Farid Sukaik - un cittadino americano - in un edificio nella Striscia nel mezzo dei combattimenti. Il figlio Fari A. Sckak, è attualmente di stanza in Corea del Sud.

Negli scorsi giorni il fratello Fadi, uno studente universitario in California, aveva denunciato come Zahra si trovasse senza cibo o accesso all’acqua potabile, in mezzo alla battaglia, mentre il padre Abedalla è morto dopo giorni di agonia in seguito a ferite di arma da fuoco per cui non ha ricevuto alcuna cura.
“Voglio solo vedere di nuovo mia madre, abbracciarla,” aveva detto Fadi. “Non sopporto l’idea di perderla”. Secondo quanto riferito da Ap, gli americani si sono limitati a coordinare l’operazione senza agire sul terreno.

Sono circa 300 i cittadini e residenti Usa (o parenti stretti) ancora bloccati nei combattimenti di Gaza, come comunicato dal Dipartimento di Stato, che dall’inizio della guerra ha invece assistito circa 1300 persone nel lasciare la Striscia attraverso il valico di Rafah al confine con l’Egitto.

Il caso della famiglia Sckak ha ricevuto particolare attenzione mediatica per via del coinvolgimento di un militare.

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