Adam Gopnik: “Trump? Il paragone con Hitler non è esagerato”
di Anna Lombardi«“La democrazia è ancora la causa più sacra d’America?”: Joe Biden lo ha chiesto venerdì sera durante il comizio che ha aperto la campagna elettorale 2024. Un quesito cruciale di queste presidenziali, tutt’altro che retorico. La posta in gioco è enorme, ben più alta di prima, perché in questi ultimi anni il trumpismo si è scatenato. Non tollera più realtà né legge. Non ha più freni. Se Trump dovesse vincere, prenderà in ostaggio l’intera nazione». Adam Gopnik, 67 anni, editorialista del New Yorker e autore di numerosi saggi (ha affrontato la crisi del liberalismo ne “Il manifesto del rinoceronte”) al telefono dalla sua casa di Manhattan si scusa più volte per la cupezza delle sue parole: «Spero che andrà diversamente, ma il timore è reale».
La Corte Suprema ha accettato di esp…
«“La democrazia è ancora la causa più sacra d’America?”: Joe Biden lo ha chiesto venerdì sera durante il comizio che ha aperto la campagna elettorale 2024. Un quesito cruciale di queste presidenziali, tutt’altro che retorico. La posta in gioco è enorme, ben più alta di prima, perché in questi ultimi anni il trumpismo si è scatenato. Non tollera più realtà né legge. Non ha più freni. Se Trump dovesse vincere, prenderà in ostaggio l’intera nazione». Adam Gopnik, 67 anni, editorialista del New Yorker e autore di numerosi saggi (ha affrontato la crisi del liberalismo ne “Il manifesto del rinoceronte”) al telefono dalla sua casa di Manhattan si scusa più volte per la cupezza delle sue parole: «Spero che andrà diversamente, ma il timore è reale».
La Corte Suprema ha accettato di esprimersi sulla candidabilità di Trump e la decisione determinerà il futuro delle presidenziali 2024. Cosa si aspetta?
«Dubito che lo escluderanno dalle liste elettorali, nonostante abbia palesemente violato il 14esimo emendamento. Giocheranno con le parole: già si discute se in Colorado abbiano usato quelle giuste. E poi questa Corte è una creatura di Trump. Lo ha detto chiaramente pure uno dei suoi avvocati: “Ha nominato tre giudici e questi gli devono un risultato favorevole”. In qualsiasi altro momento storico una frase del genere, pronunciata da un repubblicano o da un democratico, avrebbe provocato uno scandalo tale da far tremare le istituzioni. Oggi invece la non indipendenza della più alta Corte è data per scontata. Ecco cosa ha fatto Trump all’America: la sua corruzione reiterata, i suoi atti criminali, hanno abbassato sempre più l’asticella di cosa è tollerabile e cosa no. Qualcosa che fanno solo i leader autoritari».
Biden lo ha addirittura paragonato ad Adolf Hitler...
«Non è un’esagerazione e glielo sentiremo anzi ripetere sempre più spesso. Il fascismo si è fatto sempre strada nelle democrazie in modo tristemente ripetitivo. Attraverso l’accettazione, da parte della gente, di atti sempre più illegali e violenti. È terrificante vedere come il Partito repubblicano stia collassando, per trasformarsi in qualcosa di estremista. Comunque vada, fronteggeremo una nuova crisi: perché Trump continuerà a negare risultati e a minare le istituzioni».
Adam Gopnik
Quale è oggi la sua base elettorale?
«Soprattutto piccola borghesia bianca. Benestanti che si sentono insicuri, dal punto di vista identitario più che economico. Sono una minoranza, ma talmente rumorosa da essersi impossessati del partito. Escluse poche eccezioni come Liz Cheney, nessuno ha il coraggio di uscire dalla logica del clan. Lo ha spiegato bene la storica dei totalitarismi Anne Applebaum, scrivendo di psicologia dei collaborazionisti: non sono del tutto d’accordo col demonio cui si affidano, ma odiano troppo l’altra parte per essere ragionevoli. Considerano Biden un marxista per certe sue concessioni che non tollerano, nonostante sia un classico centrista. Sono accecati da un odio che gli fa giustificare appunto il loro “collaborazionismo”».
Nikki Haley potrebbe sparigliare le carte?
«Non credo, Trump controlla il partito, anche se non piace a certi grandi donatori. Se lei dovesse farcela sarebbe un miracolo. Se fossi repubblicano la voterei, sbaglia chi dice che sono tutti uguali, lei ha dei confini morali. Ma se anche dovesse vincere avrebbe il problema di fare i conti col trumpismo: e abbracciare un certo estremismo per mantenere il potere».
I dem sono ancora con Biden?
«Sono convinto che anche chi oggi dice di volere un leader più giovane, o di non sostenerlo per un qualche motivo, finirà per votarlo ugualmente pur di non lasciare il Paese in mano a Trump».
Quali temi saranno determinanti?
«La gente continuerà a votare pensando a piccole cose più che a grandi ideali. Se l’economia premierà Biden le cose si metteranno bene. E l’aborto resta cruciale. Ne parlerà sempre di più. Ma dal punto di vista storico Biden fa bene a enfatizzare quanto la democrazia sia a rischio. È la realtà».
Come sarà la campagna elettorale?
«Difficile. Trump sarà sempre più incontrollabile. Perché, come scrisse Umberto Eco sulla psicologia del fascismo, in un culto carismatico più il leader si comporta in maniera selvaggia e incontrollabile, più devoti, selvaggi e incontrollabili diverranno i suoi sostenitori».