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Regno Unito, centinaia di dipendenti delle poste condannati ingiustamente: accusati di truffa, erano invece vittime di un software difettoso

Tra il 1999 e il 2015 migliaia di impiegati di Post Office sono stati processati e incarcerati. Alcuni si sono anche suicidati. Ma la colpa era in realtà di un programma. Storia del "più grande scandalo giudiziario di Stato" oltremanica, che ora potrebbe influire anche sulle elezioni
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LONDRA – Le poste sono uno dei servizi pubblici più rispettati nel Regno Unito, e la Royal Mail, seppur ora privatizzata, venne fondata nel 1516 da Enrico VIII. Qui però si parla dei Post Office, ossia gli uffici postali oltremanica che ricevono e processano la posta nazionale al banco, che oggi fanno parte di una società separata e che in questi giorni sono sulla bocca di tutti in Inghilterra. Perché è tornato a galla un vecchio e rovinoso scandalo dei Post Office, secondo il Guardian la più grande ingiustizia dello Stato in tempi moderni, che ha ancora conseguenze pesantissime, con centinaia di vite distrutte senza alcun risarcimento. Inoltre, il caso potrebbe avere un impatto anche sulle elezioni nazionali previste quest’anno - probabilmente in autunno - nelle quali il leader laburista Sir Keir Starmer è in netto vantaggio nei sondaggi.

Il software sotto accusa

Questa brutta storia ha inizio nel 1999, quando i “Post Office” introdussero un nuovo software per i terminali dei loro ce…

LONDRA – Le poste sono uno dei servizi pubblici più rispettati nel Regno Unito, e la Royal Mail, seppur ora privatizzata, venne fondata nel 1516 da Enrico VIII. Qui però si parla dei Post Office, ossia gli uffici postali oltremanica che ricevono e processano la posta nazionale al banco, che oggi fanno parte di una società separata e che in questi giorni sono sulla bocca di tutti in Inghilterra. Perché è tornato a galla un vecchio e rovinoso scandalo dei Post Office, secondo il Guardian la più grande ingiustizia dello Stato in tempi moderni, che ha ancora conseguenze pesantissime, con centinaia di vite distrutte senza alcun risarcimento. Inoltre, il caso potrebbe avere un impatto anche sulle elezioni nazionali previste quest’anno - probabilmente in autunno - nelle quali il leader laburista Sir Keir Starmer è in netto vantaggio nei sondaggi.

Il software sotto accusa

Questa brutta storia ha inizio nel 1999, quando i “Post Office” introdussero un nuovo software per i terminali dei loro centri e succursali, “Horizon”, a opera della giapponese Fujitsu. In teoria, il programma avrebbe dovuto facilitare conti, transazioni, bilanci e spostamenti di denaro all’interno della galassia dei Post Office. Invece, il software aveva un “glitch”, un difetto di fabbrica, che negli anni ha causato conseguenze catastrofiche. Perché ha ingiustamente accusato, addirittura fino al 2015, fino a 3.500 di impiegati e responsabili dei negozi Post Office di aver malversato risorse o essersi appropriati indebitamente di denaro.

Tutti i lavoratori coinvolti all’epoca si dichiararono innocenti. Ma non servì a nulla, perché il nuovo software, secondo i capi di Post Office, "non poteva sbagliare". Alla fine, oltre settecento dipendenti sono stati processati per furto e truffa. Alcuni sono finiti in carcere, molti hanno dichiarato bancarotta, costretti a ripagare debiti e multe nonostante la loro innocenza. Altri, almeno quattro, si sono addirittura suicidati a causa della loro reputazione pubblica distrutta. In generale, in pochissimi, sinora, hanno ricevuto giustizia.

Una nuova inchiesta

Il caso è tornato alla ribalta per una recente inchiesta della rete Itv, “Mr Bates vs the Post Office”, che ha fatto riemergere gli incredibili misfatti e i pesantissimi danni che le vittime di questo scandalo stanno ancora pagando oggi. Solo nel 2019 un gruppo di impiegati è riuscito ad avere giustizia grazie a una sentenza dell’Alta Corte, confermata in appello. Giudizio che ha aperto a possibili risarcimenti di massa, anche se Post Office si è spesso opposta, con il risultato che persino le compensazioni approvate sono state ritardate fino al punto che diverse vittime dello scandalo erano già morte.

Risarcimenti milionari

Al momento, 93 persone su circa 800 hanno avuto la propria condanna annullata, con risarcimenti pari a 130 milioni di sterline complessivi, ma ad altri 54 ex impiegati i tribunali hanno detto no. Oggi il Guardian scrive che le vittime sarebbero ancora di più, perché altri impiegati sarebbero stati ingiustamente accusati durante una prima sperimentazione interna di Horizon, tra il 1995 e il 1996. Sinora nessuno dei dirigenti del Post Office ha pagato per i propri errori. Il sistema Horizon, dopo la correzione dei difetti iniziali, è ancora in uso dalla compagnia.

La reazione del governo

Il primo ministro Rishi Sunak ha assicurato che farà di tutto per portare giustizia alle vittime innocenti dello scandalo Post Office e far perseguire i veri responsabili. In molti chiedono la revoca della onorificenza di Stato all’ex boss della compagnia, Paula Vennels. Tuttavia, questo scandalo potrebbe avere anche un risvolto politico. L’attuale leader dei Liberal-Democratici, Sir Ed Davey, è finito nella tempesta in questi giorni perché è stato proprio ministro delle Poste tra 2010 e 2012, nel governo di coalizione con i conservatori dell’allora primo ministro David Cameron, oggi a capo del Foreign Office.

La “mancanza di giudizio” e “negligenza” di Davey, come gli rimproverano i suoi avversari, potrebbe pesare nella campagna elettorale in corso per le elezioni nazionali, che si terranno molto probabilmente in autunno. I Lib-Dem hanno “solo” il 10% dei voti su base nazionale, secondo i sondaggi. Ma, anche dal punto di vista del Labour, il loro aiuto è fondamentale per strappare decine di seggi ai tory nel Sud dell’Inghilterra, in un sistema uninominale secco come quello britannico. Politicamente, il ritorno di questo inquietante scandalo potrebbe essere una buona notizia per Rishi Sunak.

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