Wissam al Tawil: chi era il comandante di Hezbollah dirigente della Radwan, l’unità d’élite addestrata per infiltrarsi in Israele
di Gabriella ColarussoNel mistero che avvolge l’unità 125 è scritta anche la storia del comandante Wissam al-Tawil, “Hajj Jawad” come lo chiamavano i suoi in segno di rispetto: hajj, un uomo degno di aver fatto il pellegrinaggio più importante per i musulmani, l’hajj alla Mecca. Ma la storia di Tawil è una storia di guerre, di morti, di martirio più che di preghiere.
Nato a Kherbet Selm, un piccolo villaggio nel Sud del Libano, è stato ucciso in un agguato israeliano mentre viaggiava in auto proprio nel suo paesino. Sulle modalità dell’operazione non ci sono per ora riscontri indipendenti. Il governo libanese parla di un bombardamento con i droni, altre fonti di un ordigno esplosivo – ipotesi remota ma non impossibile, che implicherebbe la presenza di agenti israeliani operativi nel Sud del Libano.
È senz’altro il colpo più grosso inferto alla leadership di Hezbollah dall’inizio del conflitto. Tawil era uno dei comandanti oiù alti in g…
Nel mistero che avvolge l’unità 125 è scritta anche la storia del comandante Wissam al-Tawil, “Hajj Jawad” come lo chiamavano i suoi in segno di rispetto: hajj, un uomo degno di aver fatto il pellegrinaggio più importante per i musulmani, l’hajj alla Mecca. Ma la storia di Tawil è una storia di guerre, di morti, di martirio più che di preghiere.
Nato a Kherbet Selm, un piccolo villaggio nel Sud del Libano, è stato ucciso in un agguato israeliano mentre viaggiava in auto proprio nel suo paesino. Sulle modalità dell’operazione non ci sono per ora riscontri indipendenti. Il governo libanese parla di un bombardamento con i droni, altre fonti di un ordigno esplosivo – ipotesi remota ma non impossibile, che implicherebbe la presenza di agenti israeliani operativi nel Sud del Libano.
È senz’altro il colpo più grosso inferto alla leadership di Hezbollah dall’inizio del conflitto. Tawil era uno dei comandanti oiù alti in grado nel movimento, il terzo nella linea gerarchica tra i dirigenti della Radwan, l’unità d’élite di Hezbollah. Era responsabile del settore Sud, dunque anche di molte delle operazioni che i miliziani hanno lanciato negli ultimi giorni contro Israele, compreso l’attacco al monte Meron che ha danneggiato la principale base di osservazione dell’esercito israeliano a Nord.
Si dice che fosse anche direttamente imparentato con il capo di Hezbollah, ma di questo nella biografia ufficiale non c’è traccia. Sono conclamati invece i suoi legami stretti con tutti i principali leader del cosiddetto Asse della Resistenza. Era stato in Siria, a fianco del generale iraniano Soleimani, nella guerra contro l’opposizione siriana e per salvare Bashar al Assad. Aveva partecipato agli addestramenti degli Houti nello Yemen. Ed era uno dei capi della Radwan, i corpi speciali di Hezbollah che hanno un’aura mitica tra i sostenitori del movimento.
Della Radwan si è cominciato a parlare nel 2014, quando durante la cerimonia dell’Ashura a Dahieh, il sobborgo a Sud di Beirut considerato il quartier generale del movimento, comparvero uomini completamente vestiti di nero, con elmetti, passamontagna, occhiali scuri e armati con fucili d’assalto. L’unità è erede della forza di intervento di Hezbollah, che dopo il 2008 ha preso a chiamarsi Radwan in omaggio a Imad Mughniyeh – nome di battaglia: hajj Radwan – il comandante dell’ala militare di Hezbolah ucciso nel 2008 a Damasco in un’operazione congiunta Cia-Mosad.
Uno dei compiti principali della Radwan è infiltrarsii in territorio israeliano. Secodno gli israeliani, Tawil era stato responsabile anche del rapimento dei soldati Idf che portà alla guerra del 2006. Nell’unità si entra dopo un’attenta selezione e un duro addestramento, scrive il centro di ricerca israeliano Alma: lancio di armi anticarro, formazione da cecchini, combattimento corpo a corpo, addestramento all’uso di esplosivi e anche un corso per imparare a sopravvivere alla prigionia. A febbraio è diventato virale tra i sostenitori di Hezbollah uno dei pochi video di propaganda diffusi dalla Radwan.
Si vedono i combattenti addestrarsi nella neve e poi tra le montagne, sparare contro obiettivi sui cui è disegnata la stella di Davide, bucare il muro di cemento al confine Sud con la dinamite, ingaggiare scontri a fuoco con i militari dell’idf e infine entrare in Israele usando la rete di tunnel che Hezbollah ha costruito nel Sud. Era la versione libanese e premonitrice dell’attacco di Hamas del 7 ottobre. Tuttavia, non una coincidenza: per l’intelligence israeliana sono stati proprio gli uomini della Radwan ad addestrare i gemelli della Nukhba, l’unità speciale di Hamas che nel sabato nero ha bucato la recinzione di Gaza e massacrato più di 1.200 israeliani.