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La mossa di Biden: corteggia le minoranze per rimontare Trump

U.S. President Joe Biden delivers a speech during a campaign event at the Mother Emanuel AME Church, the site of the 2015 mass shooting, in Charleston, South Carolina, U.S., January 8, 2024. REUTERS/Kevin Lamarque  (reuters)
Nel 2020 il leader democratico vinse grazie a loro, ma ora li sta perdendo. Il richiamo ai diritti però secondo i sondaggi non basta contro il rivale
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CHARLESTON — «Il peccato originale», lo chiama Joe Biden. Non è la mela morsa da Eva e Adamo, ma lo schiavismo su cui è stata costruita gran parte dell’America, che il revisionismo trumpista vuole dimenticare. Un modo per elaborare sul discorso di Valley Forge, dove alla vigilia del 6 gennaio ha lanciato la campagna per la rielezione, presentandola come una battaglia per la sopravvivenza della democrazia. E quindi allargarla agli afro americani, le minoranze in generale, affinché capiscano cosa c’è in gioco il prossimo 5 novembre e non lo abbandonino.

(reuters)

Biden atterra alla Joint Base di Charleston in una mattina di freddo insolito per la South Carolina, e sotto la scaletta dell’Air Force One trova il deputato Jim Clyburn. Non è un caso, perché a lui deve la presidenza. All’inizio delle primarie del 2020 Joe zoppicava, sembrava destinato a fallire. Poi si aprirono le urne in South Carolina e l’am…

CHARLESTON — «Il peccato originale», lo chiama Joe Biden. Non è la mela morsa da Eva e Adamo, ma lo schiavismo su cui è stata costruita gran parte dell’America, che il revisionismo trumpista vuole dimenticare. Un modo per elaborare sul discorso di Valley Forge, dove alla vigilia del 6 gennaio ha lanciato la campagna per la rielezione, presentandola come una battaglia per la sopravvivenza della democrazia. E quindi allargarla agli afro americani, le minoranze in generale, affinché capiscano cosa c’è in gioco il prossimo 5 novembre e non lo abbandonino.

(reuters)

Biden atterra alla Joint Base di Charleston in una mattina di freddo insolito per la South Carolina, e sotto la scaletta dell’Air Force One trova il deputato Jim Clyburn. Non è un caso, perché a lui deve la presidenza. All’inizio delle primarie del 2020 Joe zoppicava, sembrava destinato a fallire. Poi si aprirono le urne in South Carolina e l’amico Clyburn, numero tre della gerarchia democratica alla Camera, sollecitò i neri a votarlo: «Noi conosciamo Joe, e Joe conosce noi». Stravinse e cambiò la dinamica delle presidenziali. Perciò Biden ha premiato lo stato che lo ha salvato, cambiando la regola aurea delle elezioni Usa, secondo cui le primarie inaugurali si tengono in New Hampshire.


Lui invece le ha trasferite qui, a inizio febbraio, facendo infuriare il Granite State che ora lo boicotta. Ma lo ha fatto per una ragione: rendere più rappresentativo il primo voto che conta, dando più voce alle minoranze. Il problema è che i neri lo stanno abbandonando, perché nel 2020 aveva preso il 92% dei loro voti, ma ora secondo il New York Times il 20% sta pensando di votare Trump. Così si perde. L’idea alla base della strategia elettorale di Biden è elementare: se riporta alle urne gli elettori che lo avevano votato 4 anni fa, rivince. Questa coalizione però si sta sgretolando, per le defezioni di neri, ispanici e giovani. Quindi deve rilanciarla.

Perciò, dopo Valley Forge, ha deciso di tenere il secondo discorso della campagna all’Emanuel African Methodist Episcopal Church di Charleston. Un luogo tragicamente simbolico, perché il 17 giugno del 2015 il giovane suprematista bianco Dylann Roof, invitato dal reverendo Clementa Pinckney ad una sessione di studio della Bibbia, era venuto con la pistola ammazzando il pastore e altri 8 fedeli neri. Il presidente Obama era venuto a confortare la comunità, intonando “Amazing Grace” alla cerimonia commemorativa.

Stavolta, arrivando su Calhuoun Street, Biden viene accolto dalle manifestazioni per Gaza. Bandiere palestinesi e gente che gli grida «sei un criminale di guerra». La protesta si ripete dentro la chiesa, a dimostrazione di quanto complicato sarà per lui quest’anno, perché oltre a neri, ispanici e giovani, rischia anche di perdere gli arabi americani che potrebbero risultare decisivi in stati chiave come il Michigan.

A protestor demanding a ceasefire in Gaza, gestures during U.S. President Joe Biden's speech at campaign event at the Mother Emanuel AME Church, the site of the 2015 mass shooting, in Charleston, South Carolina, U.S., January 8, 2024. REUTERS/Kevin Lamarque  (reuters)

Lui però non si scompone. Dice di capire la rabbia e la collega a quella che ha sofferto questa comunità, a poca strada da Fort Sumter, la fortezza dove il 12 aprile 1861 i confederati spararono i primi colpi della Guerra Civile. «Qui - dice il presidente - la parola di Dio fu perforata dai proiettili dell’odio, sospinti non solo dalla polvere da sparo, ma anche dal veleno. Quale veleno? Il suprematismo bianco. Un veleno che per troppo tempo ha infestato la nostra nazione. Ciò non ha posto in America, né oggi, né domani, né mai».

Il suprematismo bianco, spesso mescolato con una confusa missione messianica, è alla radice della base di Trump, prima ancora che lui giustificasse gli aggressori di Charlottesville, dopo la marcia in cui inneggiarono alla promessa che «ebrei e neri non ci rimpiazzeranno». Sentimenti letali, uniti alle armi: «Avete sentito cosa ha detto Trump dell’ultima sparatoria in Iowa? Che bisogna tirare avanti». Come tirerebbe avanti lui, adesso, se fosse stato la vittima? Se i proiettili avessero colpito suo figlio o un suo nipote? Danni collaterali, da immolare all’idolatria malintesa delle armi come strumenti di libertà, o come bassa propaganda elettorale?

Sfogato questo, Biden passa a spiegare i risultati ottenuti e perché ai neri converrebbe rivoltarlo, ma è la parte più debole del discorso. Fonti a lui vicine lo ammettono: «Abbiamo un problema di comunicazione, non riusciamo a sfondare il muro MAGA e far capire cosa proponiamo. Avremmo bisogno di molti surrogati più efficaci per risvegliare il nostro elettorato». Perché l’allarme democrazia parla forse a indipendenti, moderati, repubblicani tradizionali, ma se Biden non ricostruisce e motiva la sua coalizione non può vincere.

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