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Stati Uniti, i sondaggi contro Trump: “No all’immunità, deve farsi processare”

(afp)
Per il 64 per cento degli americani intervistati nell’ambito della ricerca Cbs News/YouGov, l’ex presidente non dovrebbe ottenere il salvacondotto. È accusato di aver tentato di sovvertire il risultato delle presidenziali del 2020 con ogni mezzo
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NEW YORK - Tre anni dopo l’assalto al Congresso la maggior parte degli americani non pensa che Donald Trump dovrebbe avere l’immunità per le sue azioni da presidente. È quanto, secondo Axios, emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da Cbs News/YouGov: il 64 per cento degli intervistati ritiene che Trump debba farsi processare.

Il messaggio è rilevante perché arriva nel giorno chiave in cui Trump, in corte d’appello di Washington, cerca di ottenere il salvacondotto per evitare di essere processato. L’opinione degli americani va contro la strategia scelta dai legali del tycoon, che stanno invocando in tutte le aule giudiziarie il diritto all’immunità da ex presidente per salvarlo dalle novantuno incriminazioni di reato che lo hanno raggiunto l’anno scorso, e su cui sono stati co…

NEW YORK - Tre anni dopo l’assalto al Congresso la maggior parte degli americani non pensa che Donald Trump dovrebbe avere l’immunità per le sue azioni da presidente. È quanto, secondo Axios, emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da Cbs News/YouGov: il 64 per cento degli intervistati ritiene che Trump debba farsi processare.

Il messaggio è rilevante perché arriva nel giorno chiave in cui Trump, in corte d’appello di Washington, cerca di ottenere il salvacondotto per evitare di essere processato. L’opinione degli americani va contro la strategia scelta dai legali del tycoon, che stanno invocando in tutte le aule giudiziarie il diritto all’immunità da ex presidente per salvarlo dalle novantuno incriminazioni di reato che lo hanno raggiunto l’anno scorso, e su cui sono stati costruiti i quattro processi che cominceranno quest’anno, in piena campagna elettorale.

Trump è accusato di aver tentato di sovvertire il risultato delle presidenziali del 2020 e di averlo fatto usando ogni mezzo: ha fatto pressione sui funzionari statali, come in Georgia, perché “trovassero” i voti necessari a ribaltare il verdetto, infiammato la base, spingendola ad assaltare il Congresso per fermare la certificazione della vittoria di Joe Biden, e lasciato che l’insurrezione andasse avanti per cinque ore prima di intervenire dalla Casa Bianca e chiedere ai rivoltosi di fermarsi. Trump sostiene di aver agito a tutela della democrazia, per fermare i brogli elettorali, di cui però non è stata trovata prova in tre anni.

La giudice federale di Washington, Tanya Chutkan, ha già respinto l’istanza, ma gli avvocati non si arrendono. L’immunità istituzionale appare l’ultima speranza per lui, ma dal sondaggio emerge un dato chiaro: il 64 per cento degli intervistati pensa che Trump non dovrebbe avere l’immunità presidenziale, mentre per il 36 per cento ne avrebbe diritto. Non solo: il 78 per cento disapprova l’insurrezione, contro il 22 che lo approva o lo giustifica.

Le percentuali variano in base all’appartenenza politica: a favore dell’immunità per il tycoon è il 69 per cento degli elettori repubblicani, il 32 degli indipendenti e il 14 dei democratici. Rispetto a tre anni fa le percentuali riguardo il livello di approvazione/disapprovazione dell’assalto del 6 gennaio sono cambiate in modo sensibile: tra i repubblicani coloro che giustificano l’insurrezione sono passati dal 21 al 30 per cento, quelli che disapprovano “con forza” sono scesi dal 51 al 32. E un’ulteriore forbice si presenta tra la base trumpiana e quella repubblicana: tra gli elettori del movimento Maga, Make America Great Again, che si rifà al tycoon, il 43 per cento approva l’assalto al Congresso. Tra gli altri conservatori la percentuale scende al 22. Anche le altre voci fotografano una situazione polarizzata e di preoccupazione: per un americano su due chi perderà a novembre non riconoscerà il risultato e “ci saranno violenze”, mentre per il 70 per cento la “democrazia è a rischio”.

Il sondaggio è stato fatto su 2157 adulti americani tra il 3 e il 5 gennaio. Il margine di errore è tra più-e-meno 2,8, ma sul tema dell’immunità non ci sono proporzioni a rischio. Il 64 per cento di americani che non riconosce il diritto presidenziale all’immunità è ampiamente sopra la soglia della maggioranza, solo in apparenza in controtendenza con i sondaggi politici che assegnano a Trump numeri confortanti: l’ex presidente guida di un punto su Biden per Morning Consult, di tre punti per John Zogby Strategies, di 8 per ActiVote ed è in parità per YouGov. Eppure per due americani su tre il tycoon non ha diritto a invocare l’immunità per salvarsi dai processi. Il messaggio sembra abbastanza chiaro: gli americani sembrano pronti a rivotarlo, ma deve prima uscire vincitore dalle aule di tribunale.

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