✕

Blinken porta l’offerta degli arabi moderati: “Relazioni con Israele se nasce la Palestina”

Il segretario di Stato americano vede Netanyahu alla fine del suo tour diplomatico. In Libano ucciso un altro capo di Hezbollah
2 minuti di lettura

Nella fase finale della sua missione diplomatica, il segretario di Stato americano Antony Blinken lascia l’Arabia Saudita e arriva a Tel Aviv per dire al governo israeliano che è ancora possibile un’integrazione tra Israele e gli Stati arabi più potenti della regione, ma ci sono due grandi condizioni da soddisfare. La prima è che l’invasione israeliana della Striscia di Gaza – che in 95 giorni ha ucciso più di 23 mila palestinesi secondo i dati del ministero della Salute di Gaza – deve finire presto. E la seconda è che nel dopoguerra dovrà nascere uno Stato palestinese.

«Sono venuto a riferirvi quello che ho ascoltato nei Paesi della regione», ha dichiarato Blinken, che è stato anche negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar. In pratica l’Amministrazione Biden e le grandi monarchie del Golfo, il principe saudita Mohammed bin Salman in testa, mandano a dire che la normalizzazione è ancora possibile – esattamente il processo che Hamas voleva distruggere con il massacro del 7 ottobre – m…

Nella fase finale della sua missione diplomatica, il segretario di Stato americano Antony Blinken lascia l’Arabia Saudita e arriva a Tel Aviv per dire al governo israeliano che è ancora possibile un’integrazione tra Israele e gli Stati arabi più potenti della regione, ma ci sono due grandi condizioni da soddisfare. La prima è che l’invasione israeliana della Striscia di Gaza – che in 95 giorni ha ucciso più di 23 mila palestinesi secondo i dati del ministero della Salute di Gaza – deve finire presto. E la seconda è che nel dopoguerra dovrà nascere uno Stato palestinese.

«Sono venuto a riferirvi quello che ho ascoltato nei Paesi della regione», ha dichiarato Blinken, che è stato anche negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar. In pratica l’Amministrazione Biden e le grandi monarchie del Golfo, il principe saudita Mohammed bin Salman in testa, mandano a dire che la normalizzazione è ancora possibile – esattamente il processo che Hamas voleva distruggere con il massacro del 7 ottobre – ma c’è un prezzo da pagare e la guerra a Gaza e il dopoguerra fanno parte di quel prezzo. La stampa israeliana descrive l’incontro tra Blinken e Netanyahu come «tempestoso».

«Siamo ancora interessati a un accordo di normalizzazione con Israele, ci eravamo vicini – dice alla Bbc l’ambasciatore saudita a Londra, il principe Khalid bin Bandar – ma non possiamo vivere con Israele senza che ci sia uno Stato palestinese». Ci sono micromovimenti. Un portavoce degli Esteri israeliano, sempre ieri, ha chiarito che non c’è alcun progetto reale per deportare i palestinesi di Gaza verso altri Stati – tentazione che era stata manifestata più volte dai ministri della destra estrema – e un giornale del Qatar scrive che una delegazione di negoziatori israeliani è tornata al Cairo, dove si tratta per la liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas.

Sul fronte Nord, un attacco mirato israeliano ha colpito la macchina dove viaggiava Ali Hussein Burji e lo ha ucciso. Era un comandante di Hezbollah che dal Sud del Libano aveva diretto decine di attacchi con i droni contro le postazioni israeliane e quando è stato individuato aveva appena lasciato il funerale di Wissam al Tawil, leader delle forze speciali Radwan di Hezbollah. L’uccisione di due pezzi grossi in due giorni fa pensare che Israele voglia di nuovo fare quello che avrebbe voluto fare il 10 ottobre, lanciare una guerra preventiva contro il Partito di Dio nel Sud del Libano, come parte della sua nuova dottrina che non tollera forze ostili schierate ai confini.

Poi l’Amministrazione Biden era riuscita a trattenere Israele, ma adesso gli attacchi mirati alzano le probabilità di un secondo conflitto. Il premier Netanyahu non lo teme, anzi: è possibile che tema di più una pace rapida, perché i suoi avversari politici non aspettano altro per provare a buttarlo giù.

Dentro la Striscia, intanto, sei genieri israeliani sono morti mentre piazzavano esplosivo per far saltare un tunnel perché un carro armato ha sparato un colpo vicino a loro e lo spostamento brusco – dice l’Idf – ha fatto detonare in anticipo le cariche. Tra i feriti gravi dello scoppio c’è anche l’attore Idan Amedi, visto nella serie “Fauda” su Netflix, richiamato come riservista fin dal 7 ottobre.

Leggi i commenti