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Serbia, il leader dell’opposizione “ridotto in sedia a rotelle e avvelenato”. La denuncia della famiglia

Arrestato il 3 gennaio e detenuto in una struttura dei servizi segreti serbi a Belgrado, sarebbe stato pestato e ridotto sulla sedia a rotelle
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La denuncia è di quelle che possono scuotere l’opinione pubblica di un Paese. Paese europeo, la Serbia del presidente Alexandar Vucic che da anni chiede a Bruxelles di poter entrare nell’Unione sostenendo di averne i requisiti. La denuncia, dunque: la famiglia del leader di opposizione Nikola Sandulovic sostiene che egli, arrestato il 3 gennaio e detenuto in una struttura dei servizi segreti serbi a Belgrado, sia stato pestato e ridotto sulla sedia a rotelle. Di più: sarebbe stato anche avvelenato.


“Riesce a parlare ma il lato destro del suo corpo è completamente paralizzato”, rivela Karla, la figlia, cui dopo cinque giorni di silenzio da parte delle autorità è stata data la possibilità di incontrarlo. “E’ sulla…

La denuncia è di quelle che possono scuotere l’opinione pubblica di un Paese. Paese europeo, la Serbia del presidente Alexandar Vucic che da anni chiede a Bruxelles di poter entrare nell’Unione sostenendo di averne i requisiti. La denuncia, dunque: la famiglia del leader di opposizione Nikola Sandulovic sostiene che egli, arrestato il 3 gennaio e detenuto in una struttura dei servizi segreti serbi a Belgrado, sia stato pestato e ridotto sulla sedia a rotelle. Di più: sarebbe stato anche avvelenato.


“Riesce a parlare ma il lato destro del suo corpo è completamente paralizzato”, rivela Karla, la figlia, cui dopo cinque giorni di silenzio da parte delle autorità è stata data la possibilità di incontrarlo. “E’ sulla sedia a rotelle in condizioni fisiche drammatiche. Chiediamo che venga trasferito subito in un ospedale, la sua vita è a rischio”. Il grido di aiuto di Karla è stato affidato a Michael Polak, avvocato londinese e direttore dell’organizzazione Justice Abroad.


Nikola Sandulovi? è stato prelevato da casa una settimana fa dopo aver pubblicamente chiesto scusa per i crimini commessi dai serbi contro il gruppo etnico albanese durante la guerra del Kosovo nel biennio 1998-1999. Sandulovi? è il leader del partito repubblicano, da sempre critico nei confronti del partito di governo, i Progressisti di Vucic..


L’avvocato britannico riferisce di non poter confermare né smentire le circostanze della denuncia di Karla, ma ha fatto sapere di aver chiesto l’apertura urgente di un caso presso il Comitato contro la Tortura delle Nazioni Unite. “Sandulovi? è stato detenuto illegittimamente e torturato dai servizi segreti serbi”.


Il leader politico era stato attaccato dai media statali nel febbraio di un anno fa per il suo viaggio in Kosovo durante il quale aveva visitato la tomba di Adem Jashari, il fondatore dell’Esercito di liberazione, ucciso dalla polizia serba nel 1998 insieme a più di 50 membri della sua famiglia. Su X, il 2 gennaio, Sandulovi? è tornato sull’argomento con un post: “Sono l’unico politico serbo che è andato a Prekazi a tributare con rispetto la famiglia Jashari, vittima albanese innocente. Mi sono scusato e ho chiesto perdono per conto dei serbi che non lo hanno fatto”.


Il tribunale serbo ne ha ordinato la detenzione per trenta giorni con l’accusa di “incitare l’odio nazionale e razziale”, punibile in caso di condanna con una pena fino a cinque anni. Per l’avvocato difensore si tratta di una violazione della convenzione europea sui diritti dell’uomo che tutela e protegge le opinioni politiche. Per il presidente Vucic è un’altra grana politica, dopo le accuse di brogli a carico del suo partito nelle elezioni straordinarie dello scorso 17 dicembre.

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