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Israele - Hamas, le news del 12 gennaio. Intesa Mossad-Qatar: “Medicinali per gli ostaggi a Gaza”. Tajani condanna gli houti, “ma per nuove missioni serve l’ok del parlamento”

Attacco congiunto Usa-Gb contro posizioni houti in Yemen

Attacco congiunto Usa-Gb contro posizioni houti in Yemen

 
Aerei, navi e sottomarini statunitensi e britannici hanno colpito l’aeroporto e basi dei ribelli a Sana’a e in altre città. Biden: “Non esiterò ad adottare altre misure”
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L’operazione contro le basi dei miliziani appoggiati dall’Iran ha avuto il supporto di Australia, Bahrein, Canada e Paesi Bassi. All’Aia è iniziata la presentazione delle risposte di Israele alle accuse di genocidio mosse dal Sudafrica. La Spagna precisa di non voler partecipare a un eventuale impegno europeo per colpire gli Houti.

Punti chiave

Biden: “Non credo che si siano state vittime civili”

Joe Biden ha detto di non ritenere che gli attacchi aerei americani e britannici sui ribelli Houti dello Yemen abbiano causato vittime civili. "Non credo che ci siano vittime civili e questo è un altro motivo per cui è stato un successo", ha detto Biden ai giornalisti in Pennsylvania, dove si trova per un evento elettorale.

Tajani condanna gli Houti, “ma per nuove missioni ci deve essere approvazione del Parlamento”

Noi abbiamo aderito ad una dichiarazione politica di condanna per gli attacchi degli Houti alle navi mercantili nel Mar Rosso, abbiamo sempre condannato la loro azione, partecipiamo con la nostra marina militare all'operazione Atalanta (Ue) che garantisce la sicurezza del trasporto marittimo. C'è un'altra iniziativa americana e britannica, riteniamo che sia legittimo, però l'Italia non può partecipare a missioni di guerra se non c'è l'approvazione del Parlamento". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tg2 Post.

“Finito il carburante”, blackout all’ospedale al-Aqsa a Gaza

I generatori dell'ospedale Al-Aqsa a Gaza si sono spenti causando un blackout in seguito all'esaurimento delle scorte di carburante. Lo ha comunicato il governo della Striscia, controllata da Hamas. "Temiamo la morte dei pazienti e dei bambini nei reparti di terapia intensiva e negli asili nido", si legge nella nota. "La maggior parte dei reparti dell'ospedale sono completamente fuori servizio a causa del blackout dovuto alla carenza di carburante", riporta Al-Jazeera, aggiungendo che l'ospedale è stato obiettivo di raid negli ultimi giorni.

Le famiglie degli ostaggi chiedono di vedere le immagini della consegna dei medicinali

Il forum delle famiglie degli ostaggi ha chiesto di avere una prova visiva della consegna di medicine ai loro cari tenuti prigionieri da Hamas a Gaza. "Dopo 98 giorni nei tunnel di Hamas, tutti gli ostaggi sono in pericolo mortale e hanno bisogno di medicine salva vita. Ma oltre alle medicine hanno anche bisogno di trattamenti medici. Il Gabinetto di Guerra deve chiedere una prova visiva che le medicine hanno raggiunto gli ostaggi ", recita un comunicato delle famiglie, dopo che il governo israeliano ha annunciato che nei prossimi giorni verranno consegnati medicinali agli ostaggi grazie ad un accordo raggiunto con il Qatar.

La Casa Bianca: “Biden non esiterà a ordinare altre operazioni nel Mar Rosso, se necessario”

Se ci saranno altri attacchi da parte degli Houthi, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden "non esiterebbe ad ordinare altre operazioni per difendere le nostre truppe e le nostre attività commerciali". Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, John Kirby, in un briefing con la stampa a bordo dell'Air Force One.

Intesa Mossad-Qatar: gli ostaggi a Gaza riceveranno medicine

Nei prossimi giorni gli ostaggi israeliani trattenuti a Gaza da oltre tre mesi potranno ricevere le medicine di cui necessitano. Lo ha reso noto l'ufficio del premier Benyamin Netanyahu secondo cui questo sviluppo - richiesto da tempo da Israele - si è reso possibile in seguito ad intese fra il capo del Mossad David Barnea e il Qatar. Nello stesso contesto è previsto anche l'ingresso a Gaza di altri aiuti umanitari, ha precisato l'ufficio di Netanyahu. Questo annuncio è giunto dopo che in Israele era iniziato il riposo sabbatico. Ciò ha fatto pensare ai media che dietro le quinte si sia verificato uno sviluppo improvviso.

Israele invierà medicine agli ostaggi a Gaza

Israele invierà medicine destinate agli ostaggi in mano ad Hamas a Gaza, per la prima volta dal rapimento del 7 ottobre. Lo riferisce il giornalista Barak Ravid, citando l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il via libera è arrivato dopo colloqui tra il Mossad israeliano e il Qatar.

Missile contro una nave nel Mar Rosso. Il comandante: “Nessun danno, è caduto in acqua”

Il comandante di una nave in navigazione nel Mar Rosso, a 90 miglia a Sud Est di Aden, "ha riferito di un missile caduto in acqua a 400-500 metri di distanza e seguito da tre piccole imbarcazioni": lo ha reso noto la United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto) sul suo sito web, senza precisare il nome della nave e aggiungendo che "il comandante ha riferito che non ci sono vittime o danni e che sta procedendo vero il prossimo porto" di destinazione.

Il Canada: “Raid sugli houti coerenti con la carta Onu. Bisogna difendere la libertà di navigazione”

Il Canada ha rivendicato il sostegno ai raid americani e britannici contro i ribelli Houthi dello Yemen, affermando che sono "coerenti con la Carta dell'Onu". "Il personale delle forze armate canadesi dispiegato assieme al Comando Centrale americano ha supportato i raid mirati di precisione compiuti ieri dalle forze armate degli Stati Uniti e il Regno Unito contro aree dello Yemen controllate dagli Houthi, come hanno fatto Australia, Bahrein e Olanda. Questi attacchi di precisioni sono coerenti con la Carta Onu e dimostrano l'impegno della comunità internazionale nel difendere la libertà di navigazione e il commercio internazionale nel Mar Rosso", si legge in una dichiarazione congiunta dei ministri canadesi degli Esteri e la Difesa, Melanie Joly e Bill Blair.

Usa: “Non parliamo di altri Paesi consultati per i raid”

L'Amministrazione Biden non entra nel dettaglio delle "consultazioni operative" che sono state condotte con una "serie di Partner e alleati" riguardo ai raid condotti in Yemen contro i ribelli houthi. Lo ha detto un alto funzionario dell'Amministrazione nel corso di una call con un gruppo ristretto di giornalisti. "L'elenco dei Paesi coinvolti e che hanno partecipato agli attacchi stato reso pubblico. Oltre a ciò, non parlo degli altri Paesi che sono stati consultati", ha detto il funzionario, sottolineando "l'ampio consenso" internazionale all'operazione.

La Casa Bianca: “Non vogliamo un conflitto con l’Iran. Non cerchiamo l’escalation”

Gli Stati Uniti "non cercano un conflitto con l'Iran". Lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby in un'intervista a Msnbc. "Non cerchiamo un conflitto con l'Iran, non cerchiamo un'escalation e non c'è ragione per un'escalation al di là di quanto accaduto negli ultimi giorni", ha spiegato Kirby.

Trump attacca Biden sui raid nel Mar Rosso: “E’ il peggior presidente di sempre”

Donald Trump attacca Joe Biden per i raid contro gli Houthi. "Lanciamo bombe in Medio Oriente (dove io ho sconfitto l'Isis) e il nostro segretario alla Difesa, dopo che è sparito per cinque giorni, è alla guida della guerra dal suo computer in una stanza di ospedale. Ricordatevi che questa è la stessa gang che si è arresa in Afghanistan. Ora abbiamo guerre in Ucraina, Israele e Yemen ma nessuna guerra al nostro confine sud" con il Messico, afferma Trump sul suo social Truth definendo Biden "il peggior presidente della storia americana".

L’agenzia britannica Ikmto segnala un “incidente” nel Mar Rosso vicino allo Yemen

L'agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto) ha ricevuto la segnalazione di un "incidente" nel Mar Rosso vicino allo Yemen. Lo riporta Sky News. L'incidente è avvenuto a 90 miglia nautiche a sud-est di Aden, ha affermato l'Ukmto in una nota secondo cui "le autorità stanno indagando". Si consiglia alle navi di "transitare con cautela" e di segnalare qualsiasi 'attivita' sospettà all'agenzia, conclude il comunicato.

Decine di migliaia di manifestanti yemeniti condannano i raid di Usa e Gb

Decine di migliaia di manifestanti yemeniti si sono riversati in piazza Sabeen - una delle piazze più grandi di Sanaa - per esprimere la loro rabbia per gli attacchi statunitensi e britannici contro le posizioni degli Houthi. Lo riporta Al Jazeera. Secondo l'emittente 'i manifestanti sono scesi in piazza anche per invitare gli Houthi a continuare le loro operazioni sul Mar Rosso e per esercitare maggiori pressioni su Israele affinche' tolga l'assedio sulla popolazione di Gaza e ponga fine alla guerra'.

Onu: “Israele ha ripetutamente violato il diritto umanitario”

L'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha dichiarato oggi che Israele ha ripetutamente mancato di rispettare il diritto umanitario internazionale da quando ha lanciato la sua offensiva a Gaza in risposta all'attacco tdi Hamas il 7 ottobre. Lo scrive la Reuters online. "Abbiamo più volte evidenziato i ricorrenti fallimenti di Israele nel sostenere i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario: distinzione, proporzionalità e precauzioni nell'effettuare attacchi", ha affermato Elizabeth Throssell, portavoce dell'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR).

Decine di migliaia di manifestanti yemeniti hanno condannato i bombardamenti in una marcia a Sanaa

Decine di migliaia di manifestanti yemeniti si sono riversati in una delle piazze più grandi di Sanaa, la capitale dello Yemen, per esprimere la loro rabbia per gli attacchi effettuati da Regno Unito e Stati Uniti contro le postazioni degli Houthi. Lo riporta Al Jazeera. "I vostri attacchi allo Yemen sono terrorismo", ha affermato Mohammed Ali al-Houthi, membro del Consiglio politico supremo degli Houthi. "Gli Stati Uniti sono il diavolo", ha aggiunto.

L’Unicef: “I bambini della Striscia rischiano la morte ogni giorno di più”

"Dopo quasi 100 giorni di violenze, uccisioni, bombardamenti e prigionia per i bambini a Gaza, la sofferenza è stata troppa. Ogni giorno che passa, i bambini e le famiglie nella Striscia di Gaza affrontano un rischio sempre maggiore di morte a causa degli attacchi aerei, di malattie dovute alla mancanza di acqua sicura e di privazioni per la mancanza di cibo. E per i due bambini israeliani ancora in ostaggio a Gaza, l'incubo iniziato il 7 ottobre continua". Lo ha detto la rappresentante speciale dell'Unicef per lo Stato di Palestina, Lucia Elmi, durante la conferenza stampa tenutasi oggi al Palazzo delle Nazioni di Ginevra. "La situazione continua a deteriorarsi rapidamente. La scorsa settimana l'Unicef ha parlato della 'tripla minaccia' che perseguita i bambini nella Striscia di Gaza: conflitto, malattie e malnutrizione. Stiamo facendo tutto il possibile, ma ci troviamo di fronte a una sfida enorme nell'affrontare questi problemi", ha proseguito Elmi, affermando che "i bambini di Gaza non hanno più tempo, mentre la maggior parte degli aiuti umanitari salvavita di cui hanno disperatamente bisogno rimane bloccata tra corridoi di accesso insufficienti e livelli prolungati di ispezioni".

Media: “11 morti in un raid israeliano a Deir el-Balah”

Un raid israeliano su un'abitazione di Deir el-Balah nella Striscia di Gaza avrebbe causato la morte di undici persone. Lo riporta Al Jazeera citando un suo corrispondente sul posto. Tra le vittime, oltre al proprietario della casa, ci sarebbero anche la figlia e altri due figli. Le persone - riporta l'emittente televisiva araba - sono state uccise nelle tende allestite vicino alla casa.

La Giordania: “Israele è responsabile” per l’escalation nel Mar Rosso

La Giordania ha dichiarato che i "crimini di guerra" israeliani contro i palestinesi sono responsabili dell'accresciuta tensione regionale e della violenza nel Mar Rosso, che minacciano di innescare una guerra più ampia in Medio Oriente. Lo riferisce il Guardian citando la Reuters.

Il Pentagono: “È stato il segretario Austin a ordinare i raid contro gli Houti”

Lloyd Austin, "è impegnato nel dirigere le operazioni. E' stato lui a dare l'ordine di effettuare il raid" contro i ribelli Houti dello Yemen. Lo ha detto in un'intervista alla Msnbc il portavoce del ministero della Difesa Pat Ryder in merito alle condizioni di salute del capo del Pentagono. "Questi attacchi - ha aggiunto - sono stati molto mirati". Infine Ryder ha invitato a distinguere il conflitto fra Hamas e Israele rispetto a quanto sta accadendo nel Mar Rosso dove gli Houti "hanno attaccato in maniera indiscriminata navi commerciali di oltre 50 nazioni".

Il Sudafrica: “Rifiutiamo con disprezzo le accuse di avere legami con Hamas”

"È qualcosa che rifiutiamo con disprezzo". Ha commentato così Zane Dangor, direttore generale del ministero delle Relazioni internazionali del Sudafrica, le affermazioni del ministero degli Esteri israeliano secondo cui il Sudafrica "funziona come il braccio legale" di Hamas e avrebbe lodato il gruppo dopo l'attacco del 7 ottobre. "Il team legale del Sudafrica rappresenta il popolo sudafricano", ha detto Dangor dopo l'udienza della Corte internazionale di Giustizia, aggiungendo che il suo Paese sta portando avanti il caso di genocidio al tribunale dell'Aia "perché vogliamo fermare ulteriori danni ai palestinesi ed è nell'interesse della giustizia". Lo riporta Al Jazeera.

Usa, l’ira di parte dei democratici: “I raid contro gli houti sono incostituzionali”

Gli ultimi attacchi ordinati dal presidente Joe Biden contro i ribelli Houthi in Yemen "violano la Costituzione" americana. E' il pesante attacco che alcuni deputati democratici hanno rivolto al presidente accusandolo di aver di fatto trascinato gli Stati Uniti in una guerra senza l'autorizzazione del Congresso, come previsto dalla Carta.
Biden "sta violando l'Articolo I della Costituzione effettuando attacchi aerei nello Yemen senza l'approvazione del Congresso.

Israele: distrutte 700 rampe di lancio di razzi a Gaza

Sono stati più di 700 le postazioni di lancio di razzi distrutte dall'esercito israeliano a Gaza dall'inizio del conflitto: una di queste era dentro un un cimitero. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui l'esercito sta operando per "smantellare le capacità di lancio di Hamas distruggendo centinaia di razzi, inclusi quelli a lunga gittata, e le postazioni di lancio". Oltre al cimitero, le postazioni - ha proseguito - sono state localizzate in scuole e nelle moschee. "L'organizzazione terroristica di Hamas - ha sottolineato - mette in pericolo sia i civili israeliani sia quelli di Gaza".

Madrid: “Non parteciperemmo a una missione Ue contro gli Houti”

La Spagna non parteciperà a una eventuale missione dell'Unione Europea (Ue) per contrastare i miliziani yemeniti Houti nel Mar Rosso. Lo ha dichiarato la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles nel corso di una conferenza stampa a Madrid. "Non sappiamo ancora se l'Unione Europea farà una nuova missione", ma se lo farà "la Spagna non parteciperà nel Mar Rosso, perché partecipa già a 17 missioni", ha detto Robles.

Ue verso missione navale nel Mar Rosso, ipotesi 3 navi

I Paesi dell'Ue discuteranno la prossima settimana - martedì - l'invio di una forza navale europea per supportare la protezione delle navi nel Mar Rosso dagli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen. Il progetto è allo studio a Bruxelles da diverse settimane. Se ne era parlato molto prima che le forze americane e britanniche colpissero lo Yemen, spiegano fonti dipolomatiche. La proposta elaborata dal Servizio di azione esterna dell'Unione europea - sotto la guida dell'Alto rappresentante Josep Borrell - prevede l'invio di almeno tre cacciatorpedinieri o fregate antiaeree per almeno un anno.

Fonti Chigi, non chiesta partecipazione a attacco in Yemen

All'Italia è stato chiesto di sottoscrivere la dichiarazione congiunta con Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi alleati (che il governo di Roma non ha firmato) ma non è mai stato chiesto di partecipare ai bombardamenti in Yemen. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi. "Lavoriamo - spiegano le stesse fonti - per mantenere bassa la tensione nel Mar Rosso e siamo impegnati nella coalizione europea per garantire libera circolazione delle navi nell'area".

Il viceprocuratore Noam: “Israele ha rispettato i suoi obblighi legali”

È Gilad Noam, viceprocuratore generale di Israele, a trarre le conclusioni dell’audizione. “Il Sudafrica – dice - non è riuscito a dimostrare che devono essere messe in atto ‘misure provvisorie’ per proteggere i palestinesi di Gaza. Anzi, insiste, non ha dimostrato alcuna controversia con Israele nonostante abbia cercato di indurre la corte a credere che esista. Non ha soddisfatto le condizioni del plausibile diritto alla protezione nelle circostanze attuali. “perché Israele ha adottato misure per affrontare la crisi umanitaria a Gaza”. E anche che “gli eventi che sono oggetto del presente procedimento si verificano nel quadro di una guerra istigata da Hamas, disciplinata dal quadro giuridico del diritto internazionale umanitario. Non rientrano nel campo di applicazione della Convenzione sul genocidio. Con argomenti tratti da precedenti processi, ha sostenuto che Israele “ha adempiuto a tutti i suoi obblighi legali” e che ciascuna delle misure provvisorie richieste dal Sudafrica è “ingiustificata e pregiudizievole”. Concludendo: “Nel far fronte alle sue sfide, Israele resta impegnato a rispettare il diritto internazionale”

L’avvocato Staker: “Hamas organizzazione terroristica non disposta a cessare gli attacchi”

dalla nostra inviata Anna Lombardi

Sul podio arriva Christopher Staker, pezzo da novanta della difesa, già capo del dipartimento giuridico proprio presso la Corte Internazionale di Giustizia de L'Aia, poi sostituto capo procuratore del tribunale speciale per la Sierra Leone e avvocato d'appello presso il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia sempre a L'Aia. E a lui toccano le obiezioni squisitamente legali. Riguardo alla possibilità che la Corte si pronunci sulle misure in poche settimane - mettendo potenzialmente in pausa la guerra, chiede: “Davvero le misure provvisorie possono richiedere a uno Stato di astenersi dall’esercitare un plausibile diritto di difendersi?” Ed elenca diverse ragioni per cui Israele ritiene che non devono esserci misure provvisorie: Hamas è considerata un'organizzazione terroristica da Israele e da altri 41 stati (fra questi Stati Uniti, Canada etc.). Il 7 ottobre Hamas ha commesso “un attacco terroristico su larga scala” contro Israele attivando il “diritto di Israele di condurre operazioni militari ed esercitare il diritto a difendersi Israele, che comunque è impegnato a rispettare il diritto internazionale umanitario”. Ancora, “questo non è un caso in cui misure provvisorie possono imporre ad entrambe le parti in conflitto una reciproca moderazione: perché Hamas intende continuare i suoi attacchi contro Israele e i suoi cittadini”. Anzi, le misure provvisorie “priverebbero Israele della capacità di far fronte alla minaccia alla sua sicurezza”. E addirittura, le misure “metterebbero fine ai tentativi di salvare gli ostaggi ancora a Gaza”. Senza contare che “Una sospensione delle operazioni militari darebbe ad Hamas più tempo per sviluppare le proprie capacità, permettendogli di rappresentare una minaccia ancora maggiore”.

L’avvocato Sender: “Garantiti gli aiuti ai civili e le forniture”

dalla nostra inviata Anna Lombardi

Omri Sender, giovane avvocato esperto di diritto internazionale, enfatizza e conferma le affermazioni precedenti affermando che Israele “ha senza dubbio soddisfatto il test legale delle misure concrete, mirate specificamente a riconoscere e garantire i diritti dei civili palestinesi a Gaza”. Affermando pure che Israele ha assicurato che gli aiuti umanitari entrassero a Gaza e soprattutto che non ci sono state restrizioni sulla quantità di acqua che può entrare nella Striscia di Gaza, che i camion carichi di cibo sono sempre riusciti ad entrare nella Striscia e che i malati e i feriti gravi vengono trasportati in Egitto. Ha parlato delle tende e degli ospedali da campo e anche che dall’8 dicembre l’ingresso di carburante è di 108 litri al giorno mentre quello di gas da cucina di 90 tonnellate quotidiane “secondo le richieste delle Nazioni Unite”. Ha poi affermato che Israele “ha riparato ed espanso le tubature dell’acqua, fornendola dalla propria riserva” a Gaza.

Hamas, bilancio salito a 23.708 morti

Il ministero della Salute a Gaza, gestito da Hamas, ha riferito che il bilancio nella Striscia è salito a 23.708 morti.

Tajani: “L’Italia non può partecipare ai raid senza l’ok del Parlamento”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito che l’Italia è stata informata dagli Stati Uniti dei raid sulle postazioni militari Houti ma che se avesse voluto pevdervi parte avrebbe dovuto avere l’ok del Parlamento. “L’Italia non può partecipare ai raid senza l’ok del Parlamento”.

(ansa)

Oms, ospedale Al-Shifa ha ripreso parzialmente attività

L'ospedale Al-Shifa, uno dei più grandi di Gaza, ha ripreso l'attività. Lo ha riferito in un tweet il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, dopo che una squadra dell'agenzia Onu è riuscita a raggiungere la struttura "dopo oltre due settimane".

Erdogan contro Usa e Gb: “Vogliono un mare di sangue nel mar Rosso”

"Hanno intenzione di far diventare il Mar Rosso un mare di sangue". Lo dice il presidente turco Recep Tayyip Erdogan criticando le operazioni militari di Usa e Gran Bretagna contro gli Houti dello Yemen. "Siamo ancora una volta dinanzi a una reazione sproporzionata. Un'azione dinanzi la quale anche l'Iran si vorrà difendere. L'Inghilterra continua a fare tutto ciò che fanno gli Stati Uniti, e vogliono trasformare il Mar Rosso in un mare di sangue. Gli houti comunque continueranno a rispondere con tutte le forze che hanno e abbiamo le nostre fonti che ci dicono che hanno risposto e risponderanno agli attacchi", ha detto Erdogan dopo la preghiera del venerdi. Gli Houti da ormai quasi due mesi attaccano con razzi e droni le imbarcazioni in transito nel mar Rosso, una risposta ai bombardamenti israeliani a Gaza.

La giurista israeliana Raguan: “Morti civili colpa della strategia di Hamas, l’evacuazioni servono a proteggerli”

Dalla nostra inviata Anna Lombardi

Galit Raguan che è la direttora ad interim della divisione giustizia internazionale del ministero della Giustizia israeliano, inizia la sua arringa accusando immediatamente Hamas per l’alto numero di civili morti a Gaza: “La guerra urbana comporta sempre danni ai civili”, afferma. “Sono il risultato non intenzionale, ma legittimo, di attacchi contro obiettivi militari. Non costituiscono atti di genocidio”. A Gaza, insiste mostrando immagini di rifugi di Hamas nei tunnel e negli ospedali, il bilancio dei civili è aggravato dalla strategia di Hamas di radicarsi “tra la popolazione civile”, facendo riferimento agli attacchi di Hamas che, sostiene, hanno avuto luogo da scuole, ospedali e altre aree civili. Si concentra poi sulla situazione a Gaza: Il Sudafrica ha afferma che Israele “deliberatamente e illegalmente” distrugge case ed edifici. Ma, arguisce, il danno causato agli “obiettivi militari locali” e il risultato delle azioni di Hamas “non costituiscono una prova di genocidio”. Ancora, che “Israele non ha bombardato gli ospedali, ma danni e lesioni si sono verificati come “risultato delle ostilità” nelle “vicinanze” di ospedali. Ricordando anche lei che l’esercito israeliano avverte “quando le circostanze lo permettono” anticipati prima di lanciare qualsiasi attacco. Ribattendo pure all’accusa che le evacuazioni forzate facciano parte di un’intenzione di genocidio: “Non è solo parziale ma falsa. Evacuazione è una misura di protezione secondo le leggi umanitarie”. E ancora sottolinea: “Avvertire i civili richiede tempo, risorse, intelligence. E noi facciamo quell’investimento. Più di quanto richiesto ed è incredibile che ci accusino che questo sia parte di un progetto di genocidio”.

Reuters: “L’Italia si è rifiutata di partecipare agli attacchi contro gli Houti”

L’Italia si è rifiutata di partecipare agli attacchi americani e britannici contro gli Houti in Yemen, ha detto una fonte governativa alla Reuters, spiegando che Roma preferisce perseguire una politica che punti alla “calma” nel Mar Rosso. La fonte, che non ha voluto essere nominata a causa della delicatezza della questione, ha anche detto che il governo avrebbe avuto bisogno del sostegno parlamentare per prendere parte a qualsiasi azione militare, e sarebbe dunque stata impossibile una rapida approvazione. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno colpito numerosi obiettivi in ??Yemen dal cielo e dal mare, mentre Paesi Bassi, Australia, Canada e Bahrein hanno fornito supporto logistico e di intelligence, hanno spiegato funzionari statunitensi. All’inizio di questa settimana, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha detto a Reuters che gli attacchi degli Houti dovevano essere fermati senza innescare una nuova guerra nella regione.

Nato: “Gli attacchi agli Houti sono di natura difensiva”

La Nato ritiene che gli attacchi guidati dagli Stati Uniti contro gli Houti sono "difensivi". "Questi attacchi erano difensivi e progettati per preservare la libertà di navigazione in una delle vie d'acqua più vitali del mondo. Gli attacchi degli Houti devono finire", ha dichiarato Dylan White, portavoce dell'alleanza militare occidentale.

L’Aia, parla l’avvocato di Israele: “La popolazione di Gaza è sempre stata avvertita prima delle operazioni”

Dalla nostra inviata Anna Lombardi

L’AIA – Il secondo a prendere la parola – e a parlare per un’ora intera – è il coordinatore dei legali della delegazione israeliana, l’avvocato britannico Malcolm Shaw, 76 anni, illustre accademico (insegna diritto internazionale all’Università di Leicester). E va subito al punto: si può discutere o meno di genocidio in questo caso? Argomento di cui lui è particolarmente esperto, avendo scritto un celebre testo di diritto intitolato Genocide and international law nel 1989. “Il contesto corretto in cui leggere la guerra di Israele a Gaza è l’attacco di Hamas del 7 ottobre”, dice subito. Criticando l’affermazione sudafricana secondo cui il contesto in cui va letta sono “75 anni di apartheid. Accusa oltraggiosa e falsa. Perché non farla dunque risalire a 3mila anni fa?”. Afferma poi che, certo, “l’attacco di Hamas non dà a Israele il diritto di violare il diritto internazionale”. Ma “Israele ha il diritto di difendersi in linea con il diritto umanitario”. L’accusa di genocidio verso Israele è “tra le violazioni del diritto internazionale l’epitome del male, il crimine dei crimini”. E non si può sbagliare: se l’accusa di genocidio fosse formulata in modo errato, “l’essenza di questo crimine andrebbe diluita e persa”, dice. Per poi allentare momentaneamente la tensione, sorridendo all’aula: “Abbiate pazienza, ho perso una pagina”.


Riprende subito, attaccando le affermazioni fatte ieri in aula da John Dugard, l’accademico sudafricano che guida il team legale del Paese, mettendo in discussione le affermazioni secondo cui il Sudafrica avrebbe tentato di contattare Israele per aprire un dialogo: “Semmai è stato Israele a cercare di avviare colloqui bilaterali ma il Sudafrica ha invece proceduto con il caso della Corte internazionale di giustizia. Se il Sudafrica avesse accettato l’offerta di Israele, le parti avrebbero potuto decidere che non vi era alcuna controversia da affrontare in tribunale”. Spiega poi che non si può parlare di genocidio perché si è sempre tentato di avvertire la popolazione: “La pratica è mitigare i danni civili”, ad esempio avvertendo i civili di un'azione imminente mediante l'uso estensivo di telefonate, volantini mandati dall’esercito.
Insiste poi che l’accusa di genocidio non è consistente perché “senza intenzione non c’è genocidio nella legge”. E per questo bisogna considerare la condotta e le direttive dei suoi leader. Cita dunque diverse affermazioni del premier Netanyahu, come il suo tweet del 23 novembre scorso: “La morte di qualunque civile è una tragedia. E per evitarlo, stiamo cercando in ogni modo di allontanarli dalle aree di pericolo”. E di come il premier israeliano ha in più occasioni parlato di “evitare la catastrofe umanitaria”, “meglio organizzare aiuti – con necessari controlli”, “rendere operativi ospedali da campo”. Dunque, “Non c’è sostanza alle affermazioni che Israele ha l’intento specifico di distruggere la totalità o parte del popolo palestinese”. Ancora, aggiunge, “possibili violazioni da parte di singoli soldati non riflettono necessariamente la politica statale”. E fa riferimento a dichiarazioni di comandanti e ministri dell'esercito israeliano che chiedono all'esercito di concentrarsi su obiettivi militari e di ridurre al minimo le vittime civili.
Insomma: Israele ha certo “l’intenzione di agire per difendersi”, contro Hamas e altri gruppi simili. Se le forze israeliane hanno infranto qualche regola di conflitto, la questione va affrontata altrove: al momento opportuno e dal “sistema legale, robusto e indipendente di Israele”. Insomma: “Le azioni di Israele sono conformi al diritto internazionale umanitario e sono proporzionate”.
Il Sudafrica ha fornito un “quadro fattuale e giuridico distorto”. Per poi accusare: “Il Sudafrica ha stretti legami con Hamas, e questi minano la credibilità delle sue affermazioni”. Hamas ha dato il via alla guerra con il suo attacco e “ciò dà a Israele il diritto di difendersi, nel rispetto del diritto umanitario internazionale”. Ancora, Hamas porta avanti le sue operazioni militari in aree civili, peggiorando il bilancio dei palestinesi a Gaza. Israele, nel frattempo, cerca di ridurre al minimo i danni civili. Le richieste rivolte a Israele di porre fine alle sue operazioni a Gaza non possono reggere.

Il Cremlino condanna gli attacchi di Usa e Regno Unito nello Yemen: “Illegittimi”

Il Cremlino condanna gli attacchi "illegittimi" effettuati durante la notte dagli Stati Uniti e dal Regno Unito contro i ribelli Houti nello Yemen. "Li condanniamo", ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov: "dal punto di vista del diritto internazionale sono illegittimi", ha aggiunto.

Portavoce Houti: 73 attacchi, 5 morti 6 feriti

Yahya Sarea, portavoce militare degli Houti, ha dichiarato che un totale di 73 attacchi hanno preso di mira la capitale yemenita, Sana, e altre quattro regioni, uccidendo almeno cinque combattenti e ferendone altri sei.

Hezbollah rivendica un attacco contro l'esercito israeliano

Gli Hezbollah libanesi hanno rivendicato poco fa un attacco contro una postazione militare israeliana in Alta Galilea a ridosso della linea di demarcazione con il Libano. Lo riferisce la tv al Manar dello stesso movimento armato filo-iraniano, secondo cui è stata colpita la base di Hanita, nel settore occidentale della linea del fronte.

Mezzaluna rossa: “9 morti in raid israeliano a El Balah”

La Mezzaluna Rossa palestinese denuncia che 9 palestinesi sono stati uccisi e 13 feriti in un attacco aereo israeliano nella zona di al-Mashàla di Deir El-Balah. Lo riporta Al Jazeera.

L’Aia, Israele si difende: “Gli edifici distrutti erano usati da Hamas”

Dalla nostra inviata Anna Lombardi

L’AIA – Alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia tocca a Israele prendere la parola. La seduta è stata aperta da Tal Becker, consulente legale del Ministero degli Affari Esteri israeliano, negoziatore di pace e membro del team che ha negoziato pure la stesura degli “Accordi di Abramo”, gli storici accordi di pace e normalizzazione tra Israele e Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco e Sudan. Le sue argomentazioni riassumono quello che declineranno successivamente gli altri membri del team legale.
Ecco i punti principali: il Sudafrica ha presentato un “quadro fattuale e giuridico distorto”, tentando di “usare come arma contro Israele il termine genocidio”. Un termine il cui significato lo Stato Ebraico conosce bene, essendo stato coniato da un ebreo per dare un termine giuridico all’Olocausto lì dove le parole mancavano. Il Sudafrica ha dimenticato nelle sue argomentazioni legali che Hamas ha commesso un “massacro su vasta scala”. Infatti, il caso presentato ieri ha “ignorato” gli eventi del 7 ottobre. E la “sofferenza tragica degli israeliani”. Tanto che, mostrando alcune immagini di quella tragica giornata – e ricordando che in aula ci sono parenti di ostaggi – sottolinea: “È impossibile comprendere il conflitto armato a Gaza senza apprezzare la natura della minaccia che Israele si trova ad affrontare e la brutalità e l’illegalità delle forze armate che lo affrontano”. Le frasi dei ministri che incitavano alla distruzione di Gaza sono state “prese fuori contesto”. Niente di tutto questo “ci libera dai nostri obblighi nei confronti della Convenzione per prevenire e punire i genocidi: ma il tentativo di genocidio è stato perpetrato contro Israele”. Sostenendo che “migliaia di edifici sono stati distrutti sì: ma perché usati militarmente da Hamas”. E anche che “il numero di vittime indicato non è verificato ma fornito da Hamas”. E ancora “è Hamas che ruba gli aiuti umanitari e non li fa arrivare dove sono necessari”.
In conclusione, Becker ha affermato che le richieste di misure provvisorie affinché Israele ponga fine ai combattimenti a Gaza “non possono reggere” perché lo Stato Ebraico ha il diritto di difendersi. L'avvocato ha invece affermato che la Corte dovrebbe applicare misure provvisorie contro il Sudafrica, accusandolo di mantenere stretti legami con Hamas.

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Dichiarazione di 10 Paesi a sostegno dei raid contro gli Houti

"Riconoscendo l'ampio consenso espresso da 44 paesi in tutto il mondo il 19 dicembre 2023, nonché la dichiarazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 1° dicembre 2023, che condanna gli attacchi Houthi contro navi mercantili e commerciali in transito nel Mar Rosso, i nostri governi hanno emesso una dichiarazione congiunta del 3 gennaio 2024, in cui si chiedeva la fine immediata degli attacchi illegali e si avvertiva che gli attori maligni sarebbero stati ritenuti responsabili qualora avessero continuato a minacciare vite umane, l'economia globale e il libero flusso del commercio nelle vie navigabili critiche della regione". Lo affermano in una dichiarazione congiunta i governi di Australia, Bahrein, Canada, Danimarca, Germania, Olanda, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti.
"Nonostante questo forte avvertimento, gli attacchi nel Mar Rosso sono continuati, incluso il lancio di numerosi missili e veicoli aerei di attacco unidirezionale contro le navi nel Mar Rosso il 9 gennaio 2024, comprese le navi statunitensi e britanniche. Il 10 gennaio 2024, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione del Consiglio di sicurezza 2722, che condannava anche questi attacchi e chiedeva che cessassero", si legge in una nota. "In risposta ai continui attacchi illegali, pericolosi e destabilizzanti degli Houthi contro le navi, comprese le navi commerciali, in transito nel Mar Rosso, - si legge ancora - le forze armate di Stati Uniti e Regno Unito, con il sostegno di Olanda, Canada, Bahrein e Australia, hanno condotto operazioni congiunte in conformità con il diritto intrinseco all'autodifesa individuale e collettiva, in linea con la Carta delle Nazioni Unite, contro una serie di obiettivi nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi".

Israele all'Aja: “Accusa di genocidio totalmente distorta”

Israele ha dichiarato che la causa per genocidio intentata dal Sudafrica contro il Paese davanti alla massima corte delle Nazioni Unite è "totalmente distorta" e non riflette la realtà del conflitto nella Striscia di Gaza. Il Sudafrica ha "sfortunatamente presentato alla Corte un quadro fattuale e legale totalmente distorto", ha detto Tal Becker, uno dei principali avvocati israeliani presso la Corte internazionale di giustizia (Cig) dell'Aia.

Israele all’Aia: “E’ Hamas a volere il genocidio contro Israele”

Gli avvocati israeliani all’Aia hanno sostenuto che fermare le operazioni a Gaza come sollecitato dal Sudafrica metterebbe a rischio la sicurezza di Israele e hanno detto che è “Hamas a volere il genocidio contro Israele”.

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Israele, via alla difesa all’Aia: descritto il massacro e gli stupri del 7 ottobre

Oggi alla Corte dell’Aia la parola è a Israele che si difende delle accuse di aver compiuto e tuttora compiere atti di genocidio a Gaza mossegli dal Sudafrica. Gli avvocati dello Stato ebraico hanno cominciato ricordando “il massacro e gli stupri compiuti da Hamas il 7 ottobre”.

Oggi manifestazione pro-Houti a Sana’a

Si terrà nelle prossime ore un' "enorme" manifestazione a sostegno degli Houthi a Sanàa, la capitale dello Yemen, dopo i raid americani e britannici della scorsa notte. Lo ha indicato l'emittente iraniana Press Tv.

Gli Houti: “Negli attacchi di Usa e Gran Bretagna 5 morti. Ci sarà ritorsione”

Gli attacchi aerei di Stati Uniti e Gran Bretagna non resteranno senza "punizioni o ritorsioni". Così un portavoce dei ribelli Houti secondo i quali nell'azione militare condotta nella notte dalle forze occidentali avrebbero anche perso la vita cinque combattenti mentre altri sei sarebbero rimasti feriti. La stessa fonte ha sottolineato che i ribelli continueranno a bloccare il passaggio delle navi nel Mar Rosso e nel Mar Arabico.

Parigi: gli Houti hanno una responsabilità pesante per l’escalation regionale

I ribelli Houti in Yemen, bersaglio degli attacchi aerei statunitensi e britannici, hanno una "responsabilità estremamente pesante per l'escalation regionale" attraverso i loro attacchi alle navi nel Mar Rosso: lo afferma Parigi. La Francia, che ha dispiegato una fregata nell'area, "chiede agli Houti di porre immediatamente fine" ai loro attacchi e sottolinea che gli Stati hanno "il diritto" di reagire, si legge in un comunicato del Ministero degli Esteri.

Mosca chiede una riunione urgente del Consiglio di sicurezza

La Russia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dopo gli attacchi lanciati nella notte da Stati Uniti e Regno Unito contro postazioni dei ribelli Houti nello Yemen: lo ha annunciato su Telegram la missione permanente russa all'Onu, come riporta la Tass. "La Russia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 12 gennaio, in relazione agli attacchi statunitensi e britannici sullo Yemen", ha affermato la missione, precisando che l'incontro è previsto per le 10:00 ora locale (le 16:00 in Italia).

Un funzionario Usa: “L’Iran è il principale sponsor degli Houti ed è coinvolto in ogni fase degli attacchi alle navi nel Mar Rosso”

Un alto funzionario statunitense ha detto ai giornalisti che "l'Iran è tra i principali - se non il principale - facilitatore, sostenitore o sponsor degli Houti" e che Teheran è stata "coinvolta in ogni fase" degli attacchi che il segretario alla Difesa Lloyd Austin ha definito "illegali e pericolosi” contro navi statunitensi e internazionali e navi commerciali provenienti da molti paesi che transitano legalmente nel Mar Rosso".

Alto funzionario di Hamas: “Attacchi nello Yemen avranno conseguenze”

L'alto funzionario di Hamas, il dottor Sami Abu Zohri, ha commentato gli attacchi nello Yemen, affermando che "l'aggressione americano-britannica contro settori dell'esercito yemenita - perché si è schierato con Gaza - è una provocazione contro la nazione palestinese". Secondo lui, "questa aggressione indica la decisione di espandere l'area del conflitto al di fuori della Striscia di Gaza. Ciò avrà delle conseguenze".

Hezbollah condanna gli attacchi Usa e Gb in Yemen: “Confermano la complicità con Israele”

Hezbollah condanna "la grave aggressione anglo-americana contro la sovranità dello Yemen e contro il suo popolo": "L'aggressione americana conferma ancora una volta che l'America è il partner a pieno titolo nelle tragedie e nei massacri commessi dal nemico sionista a Gaza e nella regione e sta lavorando per sostenerlo e fornirgli i mezzi per alimentare la sua macchina di morte e di distruzione contro tutti coloro che stanno al fianco del popolo palestinese oppresso in tutta la regione". Ad affermarlo è l'Hezbollah commentando i raid aerei degli Stati Uniti e del Regno Unito contro gli Houti in Yemen.

L’Iran “condanna fermamente” gli attacchi contro gli houti

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, afferma che l'Iran "condanna fermamente" gli attacchi aerei statunitensi e britannici nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi, riferisce Nournews citata dal Times of Israel. "La consideriamo una chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dello Yemen, nonchè una violazione delle leggi, dei regolamenti e dei diritti internazionali", aggiunge Kanaani.

Houti: gli attacchi alle navi collegate a Israele continueranno

Gli Houthi "continueranno a prendere di mira le navi legate a Israele nel Mar Rosso". A dirlo è un portavoce dei ribelli sciiti. "Affermiamo che non c'è assolutamente alcuna giustificazione per questa aggressione contro lo Yemen, poiché non c'era alcuna minaccia alla navigazione internazionale nel Mar Rosso e nel Mar Arabico, e gli attacchi hanno colpito e continueranno a colpire le navi israeliane o quelle dirette ai porti della Palestina occupata", scrive Mohammed Abdulsalam su "X".

Prezzi del petrolio in rialzo dopo raid anti-houti

Prezzi del petrolio in aumento dopo che le forze statunitensi e britanniche hanno lanciato attacchi contro i ribelli Houthi, alimentando preoccupazioni per un allargamento del conflitto ai Paesi della regione ricchi di greggio.

Usa e alleati: lo scopo è “ripristinare la stabilità nel Mar Rosso”

Gli Stati Uniti e i loro alleati puntano a "ripristinare la stabilità nel Mar Rosso". È quanto viene sottolineato in una nota stampa congiunta. "Il nostro obiettivo resta quello di allentare le tensioni e ripristinare la stabilità nel Mar Rosso", spiega la dichiarazione che coinvolge Stati Uniti, Australia, Bahrein, Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Corea del Sud e Regno Unito.

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Arabia Saudita: evitare un’escalation

L'Arabia Saudita sta seguendo gli attacchi aerei statunitensi e britannici sul vicino Yemen con "grande preoccupazione". È quanto fa sapere il ministero degli Esteri di Riad. "Il Regno dell'Arabia Saudita segue con grande preoccupazione le operazioni militari che si svolgono nella regione del Mar Rosso e gli attacchi aerei su una serie di siti nella Repubblica dello Yemen", si legge in una nota che invita "all'autocontrollo" e ad "evitare un'escalation".

Houti: “Usa e Gran Bretagna si preparino a pagare prezzo pesante”

"Il nostro Paese è stato sottoposto ad una massiccia aggressione da parte di navi, sottomarini e aerei da guerra", ha detto il viceministro degli Esteri dei ribelli houti, Hussein Al-Ezzi: "L'America e la Gran Bretagna devono prepararsi a pagare un prezzo pesante e a sopportare tutte le terribili conseguenze di questa palese aggressione".

Sunak: difenderemo sempre la libertà di navigazione e il libero commercio

Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha dato notizia dell’operazione militare contro gli houti con una nota in cui afferma che il Regno Unito “difenderà sempre la libertà di navigazione e il libero commercio”. Il capo del governo di Londra ha definito gli attacchi “necessari” e “proporzionati”. E ha chiarito che la Royal Navy continua a pattugliare il mar Rosso nell’ambito dell’operazione multinazionale volta a “scoraggiare nuove aggressioni da parte degli houti”.

Biden: non esiterò ad adottare altre misure contro gli houti

Biden dice che le forze statunitensi e britanniche, appoggiate da Australia, Bahrein, Canada e Paesi Bassi, hanno attaccato “con successo” obiettivi dei ribelli houti. Il presidente ribadisce che gli attacchi sono la risposta alle azioni houti contro le navi commerciali in transito nel mar Rosso. E assicura che non esiterà a prendere nuove decisioni di questo tipo perché gli Stati Uniti e i loro alleati “non tollereranno” attacchi da parte degli houti.

Metropolis/477 - Medio Oriente, Di Feo: "Quanto noi italiani siamo disposti a pagare per gli Houthi?"

New York Times: all’operazione attesa la partecipazione di altri alleati

All’operazione è attesa la partecipazione di altri alleati, tra cui i Paesi Bassi, Australia, Canada e Bahrein, che dovrebbero fornire logistica, intelligence e altro supporto. Lo scrive il New York Times.

Contro gli houti usati missili Tomahawk

Nell’operazione contro gli houti vengono utilizzati missili Tomahawk lanciati dalle navi militari, oltre ai caccia. Gli obiettivi includono strutture logistiche, sistemi di difesa aerea, magazzini di armi, siti di lancio di droni, missili balistici e missili da crociera.

Attacchi Usa-Gb in varie città dello Yemen, dall’aria e dal mare

Americani e britannici stanno attaccando gli houti dall’aria e dal mare, con navi e sottomarini. Lo riferisce l’agenzia Reuters citando fonti Usa. Gli attacchi interessano la capitale e varie altre città, Hodeidah, Saada, Dhamar, Taiz, Zabid.

Iniziati raid aerei Usa-Gb a obiettivi houti in Yemen

Aerei statunitensi e britannici stanno attaccando obiettivi houti a Sana’a, la capitale dello Yemen. Colpiti l’aeroporto e alcune basi. I ribelli appoggiati dall’Iran hanno risposto lanciando missili.

Times: Sunak ha autorizzato attacchi agli Houti

Il premier britannico Rishi Sunak ha autorizzato attacchi aerei britannici contro le posizioni militari houti nello Yemen per respingere gli attacchi dei ribelli appoggiati dall'Iran alle navi in transito nel Mar Rosso. Lo scrive il Times. Il Regno Unito si dovrebbe unire agli Stati Uniti e ad altri alleati nello svolgimento della missione "a breve", scrive il quotidiano. Gli attacchi houti hanno gravemente intralciato il commercio internazionale su quella che è una rotta chiave tra Europa e Asia.

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