✕

La tragedia dei bambini: migliaia uccisi dalla guerra. Per i vivi trauma irreparabile

Hajj Adel Gouda in una foto in posa con i suoi nipoti in un campo rifugiati a Rafah

 
I bambini sono l’anello più debole in questa spirale di guerra. Save the children ha diffuso un numero straziante: oltre diecimila bambini sono stati uccisi dagli attacchi aerei e dalle operazioni di terra israeliane in quasi 100 giorni
2 minuti di lettura

Rafah — Yasan e Yasmine si tenevano per mano quando li ho incontrati, in silenzio, gli occhi umidi e tristi. Yasan ha 13 anni, Yasmine 15, hanno perso i fratelli, le sorelle, la mamma e il papà. Sono orfani. Hanno cambiato quartiere dopo che la casa in cui vivevano è stata distrutta in un bombardamento israeliano, ora di loro si sta prendendo cura una zia. Con Yasan ho provato a parlare, ma dice poche parole. È ancora sotto shock: ha visto suo padre morire con i suoi occhi. Cercava di farsi forza, di comportarsi come un adulto, ma è difficile.

I bambini sono l’anello più debole in questa spirale di guerra. Save the children ha diffuso un numero straziante: oltre diecimila bambini sono stati uccisi dagli attacchi aerei e dalle operazioni di terra israeliane in quasi 100 giorni. Ma a questa macabra contabilità manca un dato ed è quello dei bambini scomparsi, almeno quattromila sono ancora dispersi sotto le macerie. Il numero delle vittime perciò potrebbe essere molto più alto.

…

Rafah — Yasan e Yasmine si tenevano per mano quando li ho incontrati, in silenzio, gli occhi umidi e tristi. Yasan ha 13 anni, Yasmine 15, hanno perso i fratelli, le sorelle, la mamma e il papà. Sono orfani. Hanno cambiato quartiere dopo che la casa in cui vivevano è stata distrutta in un bombardamento israeliano, ora di loro si sta prendendo cura una zia. Con Yasan ho provato a parlare, ma dice poche parole. È ancora sotto shock: ha visto suo padre morire con i suoi occhi. Cercava di farsi forza, di comportarsi come un adulto, ma è difficile.

I bambini sono l’anello più debole in questa spirale di guerra. Save the children ha diffuso un numero straziante: oltre diecimila bambini sono stati uccisi dagli attacchi aerei e dalle operazioni di terra israeliane in quasi 100 giorni. Ma a questa macabra contabilità manca un dato ed è quello dei bambini scomparsi, almeno quattromila sono ancora dispersi sotto le macerie. Il numero delle vittime perciò potrebbe essere molto più alto.

Chi è sopravvissuto deve affrontare una realtà durissima. Moltissimi, più di 1.000, hanno subito amputazioni. Per strada, nelle tende, vedo decine di orfani. E tanti bambini si stanno ammalando, in massa, perché manca l’acqua potabile, perché non mangiano abbastanza, perché non hanno vestiti adeguati per ripararsi dal freddo. Hanno perso le loro case. Vivono traumi che nessuno riesce a lenire. Anche i giocattoli non ci sono più a Gaza.

Non si trovano giocattoli

I pochi che si trovano al mercato costano troppo e le famiglie non hanno abbastanza denaro nemmeno per comprare vestiti adatti a questo clima gelido. Le associazioni provano a ricavare spazi all’interno delle scuole adibite a rifugi per far giocare i più piccoli. Li fanno disegnare. Dipingono loro la faccia. Cercano di farli correre o far fare loro un po’ di sport per alleggerire la pressione anche fisica della guerra. Ma è difficile perché non c’è spazio a Gaza, oggi è una delle aree più sovrappopolate al mondo. Negli ultimi giorni ha piovuto ininterrottamente, e questo ha costretto molte persone a uscire dalle tende invase dall’acqua. La municipalità di Gaza ha lanciato un nuovo allarme a Gaza City. Le pompe che riversavano in mare l’acqua piovana non funzionano più perché mancano il carburante e la corrente elettrica e soprattutto nelle parti basse della città c’è il rischio di inondazioni. Bisogna evacuare le persone.

Questo è il mondo di sopra, il mondo in cui ora ci troviamo. Del mondo di sotto, dei leader nei loro tunnel, non sappiamo nulla, solo i comunicati che Hamas fa circolare in cui continua a parlare di vittoria. Non li vediamo per strada. Molti qui li criticano perché non sanno cosa veramente sta succedendo sopra la superficie, seguono la loro strategia senza curarsi della crisi umanitaria, del dolore a cui sono sottoposti i palestinesi. Si preoccupano delle persone o solo dei loro obiettivi politici? Le scene di sostegno per Hamas in Cisgiordania sono stranianti viste da Gaza. Tanti qui non vogliono più Hamas al governo dopo 17 anni di sofferenze, aggressioni e guerre.

Leggi i commenti