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Con le auto in mezzo alla folla, torna il terrore nel centro di Israele. Servizi in allerta sulla Cisgiordania

All’uscita di scuola, due palestinesi entrati da Hebron uccidono una donna di 79 anni e feriscono diciassette passanti, tra cui sei bambini
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Due terroristi palestinesi uccidono una donna di settantanove anni e feriscono diciassette passanti – tra loro sei bambini – con un attacco in pieno giorno a Raanana, cittadina del centro di Israele. Attorno all’una e mezza, mentre gli studenti stavano uscendo da scuola, hanno accoltellato due donne alla guida di due veicoli, si sono piazzati ai posti di guida e si sono lanciati contro i civili per investirne il più possibile. Poi sono scesi con i coltelli e hanno provato a proseguire l’attacco, secondo una tattica già vista in altre occasioni.

Uno dei due è anche riuscito a sequestrare un terzo veicolo e a guidarlo di nuovo contro altri passanti in strada, poi è stato catturato assieme all’altro e consegnato ai servizi di sicurezza. Hamas non ha rivendicato l’attacco, ma lo ha celebrato e ha chiesto alla popolazione palestinese anche in Cisgiordania di compierne altri: «È la naturale conseguenza di quello che succede dentro Gaza».

I terroristi sono due cugini di 24 e 44 anni di…

Due terroristi palestinesi uccidono una donna di settantanove anni e feriscono diciassette passanti – tra loro sei bambini – con un attacco in pieno giorno a Raanana, cittadina del centro di Israele. Attorno all’una e mezza, mentre gli studenti stavano uscendo da scuola, hanno accoltellato due donne alla guida di due veicoli, si sono piazzati ai posti di guida e si sono lanciati contro i civili per investirne il più possibile. Poi sono scesi con i coltelli e hanno provato a proseguire l’attacco, secondo una tattica già vista in altre occasioni.

Uno dei due è anche riuscito a sequestrare un terzo veicolo e a guidarlo di nuovo contro altri passanti in strada, poi è stato catturato assieme all’altro e consegnato ai servizi di sicurezza. Hamas non ha rivendicato l’attacco, ma lo ha celebrato e ha chiesto alla popolazione palestinese anche in Cisgiordania di compierne altri: «È la naturale conseguenza di quello che succede dentro Gaza».

I terroristi sono due cugini di 24 e 44 anni di Hebron, Ahmed e Mahmoud Zidat, sono entrati illegalmente in Israele sabato e progettavano di fare un attacco dall’inizio del conflitto, centodue giorni fa. «Prima abbiamo deciso di usare i coltelli, poi abbiamo deciso di impadronirci delle macchine per fare più morti, prima di diventare martiri», hanno detto durante il primo interrogatorio dopo la loro cattura.

Da giorni Hamas tenta di dimostrare che altri attacchi in stile 7 ottobre, ma su scala minore, sono ancora possibili dentro Israele e che la guerra a Gaza non ha aumentato la sicurezza degli israeliani. Venerdì una squadra di tre terroristi era entrata dentro un insediamento vicino Hebron ma è stata eliminata prima di riuscire a fare irruzione dentro le case, il giorno dopo un’altra squadra di quattro palestinesi legati a Hamas si è infiltrata dal confine libanese ma ha fatto la stessa fine.

L’attacco di ieri a Raanana è stato fatto davanti a una scuola all’ora di uscita, ha ferito sei bambini ma avrebbe potuto ucciderne decine. È come se si cercasse un attentato così pesante da infliggere un secondo trauma psicologico su una nazione che ancora non si è ripresa dalla strage del 7 ottobre, per prolungare quello stato di shock il più a lungo possibile.

Nel fine settimana l’esercito israeliano ha trasferito l’unità speciale Duvdevan, impegnata a Gaza, nella West Bank, per far fronte a una possibile escalation della violenza nel territorio. Secondo fonti della sicurezza, i territori occupati palestinesi sono “sull’orlo di un’implosione”, perché il governo israeliano ha bloccato le entrate fiscali che dovrebbe versare all’Autorità nazionale palestinese, perché ha bloccato l’ingresso dei palestinesi che entravano in Israele per lavorare prima del 7 ottobre e perché la guerra a Gaza fa da combustibile ideologico ai gruppi armati della Cisgiordania.

Cento giorni di dolore

E in questo quadro gli insediamenti illegali si stanno allargando con la forza, facendo alzare ancora di più la tensione. L’esercito, scrive la stampa israeliana, vede il trasferimento della Duvdevan come una perdita per la capacità di combattimento dentro la Striscia di Gaza e se ha fatto questa mossa vuol dire che davvero teme che la situazione nella West Bank possa diventare incontrollabile.

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