“Mio figlio alla scuola privata, nella pubblica prof troppo assenti”: polemiche in Francia contro la ministra dell’Istruzione
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - La prima polemica del nuovo governo Attal scoppia nell'Istruzione, “la madre di tutte le battaglie”, secondo il giovane premier che ha guidato il dicastero negli ultimi sei mesi, promettendo di “portare la causa della scuola” anche nel suo nuovo incarico. Al suo posto però c'è ora l'ex tennista Amélie Oudéa-Castéra, già titolare dello Sport e nominata giovedì scorso nel maxi-dicastero che comprende anche l'Istruzione.
Già l'accorpamento dei vari ministeri - con lo Sport che ha davanti l'impegnativa organizzazione dei Giochi Olimpici di luglio - aveva cominciato a provocare malumori tra gli insegnanti. Poi è arrivata la prima trasferta della nuova ministra insieme al premier con una risposta a dir poco maldestra per giustificare la sua scelta di aver messo i figli in una scuola privata.
Oudéa-Castéra ha infatti spiegato che, da genitore, “ne aveva avuto abbastanza dell'assenteismo dei professori, non sostituiti” nella scuola pubblica dove era iscritto il suo primo figlio. Da…
PARIGI - La prima polemica del nuovo governo Attal scoppia nell'Istruzione, “la madre di tutte le battaglie”, secondo il giovane premier che ha guidato il dicastero negli ultimi sei mesi, promettendo di “portare la causa della scuola” anche nel suo nuovo incarico. Al suo posto però c'è ora l'ex tennista Amélie Oudéa-Castéra, già titolare dello Sport e nominata giovedì scorso nel maxi-dicastero che comprende anche l'Istruzione.
Già l'accorpamento dei vari ministeri - con lo Sport che ha davanti l'impegnativa organizzazione dei Giochi Olimpici di luglio - aveva cominciato a provocare malumori tra gli insegnanti. Poi è arrivata la prima trasferta della nuova ministra insieme al premier con una risposta a dir poco maldestra per giustificare la sua scelta di aver messo i figli in una scuola privata.
Oudéa-Castéra ha infatti spiegato che, da genitore, “ne aveva avuto abbastanza dell'assenteismo dei professori, non sostituiti” nella scuola pubblica dove era iscritto il suo primo figlio. Davanti alla “frustrazione”, Oudéa-Castéra ha deciso di spostarlo nel privato, in una scuola cattolica nota per le sue posizioni rigoriste. Non è tanto l'orientamento dell'istituto Stanislas, nell'esclusivo sesto arrondissement, a scandalizzare quanto l'accusa diretta contro presunte manchevolezze della comunità educativa, senza prendere il tempo di completare il ragionamento con qualche dichiarazione in favore della scuola pubblica.
Dopo un week-end in cui i media francesi non hanno parlato d'altro, la ministra ha chiesto oggi davanti ai giornalisti di "chiudere il capitolo degli attacchi personali". "Credo nella scuola della Repubblica, credo nella scuola pubblica, credo che dovremo avere tutti molta ambizione per la nostra scuola". "Non voglio più continuare sul terreno della vita personale e della vita privata - ha proseguito - ho provato a rispondere con più sincerità possibile".
Secondo Libération, invece, soltanto il figlio primogenito della Oudéa-Castéra è stato, per breve tempo, iscritto a una scuola pubblica, precisamente nella prima classe della materna. Il quotidiano ha anche parlato con la maestra dell'epoca, che nega di essere stata assente “tante ore”, come ha detto la ministra. Quello che sarebbe successo invece, secondo la maestra, è che la ministra e suo marito hanno deciso di iscrivere il figlio alla scuola privata perché la scuola pubblica "Littré", dove era stato alla materna, aveva rifiutato di anticipare il passaggio del bambino dalla prima alla seconda classe, giudicandolo troppo piccolo. "La ministra smentisce categoricamente quanto riferito da Libération", ha fatto sapere l'entourage della Oudéa-Castéra.
Ma i pochi sostenitori della ministra si sono affannati a nascondere il loro imbarazzo, come la portavoce del governo Prisca Thévenot. "Non so se ha mentito, dico solo che ha spiegato perché suo figlio ha frequentato una scuola privata". Il premier Attal, chiamato indirettamente in causa visto che è passato anche lui all'Istruzione, ha ricordato di aver varato in settembre una serie di misure per migliorare le sostituzioni dei professori assenti - problema che in effetti è sentito da alcuni genitori che hanno i figli nella scuola pubblica - ma neanche lui si è speso più di tanto per difendere la sua ministra.
Oudéa-Castéra cominciava gli incontri con i sindacati dell'istruzione per discutere le priorità del suo ministero. "Tutti gli insegnanti si sono sentiti feriti e umiliati e c'è molta rabbia nella professione" commenta Sophie Vénétitay, segretario generale dello Snes-Fsu, il principale sindacato della scuola secondaria. Il sindacato chiede "scuse pubbliche". Ma "non abbiamo avuto né una risposta chiara né un impegno" ha aggiunto Vénétitay. Per Guislaine David, portavoce dello Snuipp-Fsu (il principale sindacato della scuola primaria), "non possiamo avere fiducia in un ministro che si impantana in giustificazioni che non sono altro che bugie".
I sindacati hanno indetto scioperi per il 25 gennaio e il 1 febbraio. La controversia sta sconvolgendo i piani dell'esecutivo, a meno di una settimana da un rimpasto che avrebbe dovuto dare nuovo slancio a Emmanuel Macron. Il capo dello Stato ha organizzato domani una conferenza stampa per presentare le linee guida del nuovo governo appena nominato, e già fresco di polemiche.