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Austria, Fritzl, il “mostro di Amstetten” che nascose la figlia in cantina per 24 anni, potrebbe tornare libero

(reuters)
Nel 2009 fu condannato all’ergastolo per stupro, per l’omicidio di uno sei sette figli e per aver ridotto in schiavitù la figlia e i figli/nipoti
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BERLINO – Per ventiquattro lunghissimi anni, Josef Fritzl nascose sua figlia Elisabeth in cantina, la ridusse in schiavitù, la violentò e maltrattò ed ebbe da lei sette figli. Ai vicini, il “nonnetto buono” raccontò che la figlia era scappata di casa ed era finita in una setta. E quando lei riemerse dopo un quarto di secolo, quell’incesto più atroce della storia austriaca sconvolse il mondo. Nel 2009 Fritzl fu condannato all’ergastolo per stupro, per l’omicidio di uno sei sette figli e per aver ridotto in schiavitù la figlia e i figli/nipoti.

Adesso la sua avvocatessa, Astrid Wagner, punta a “liberarlo e a consentirgli di vivere in una casa di cura per anziani”. Il “mostro di Amstetten” ha 88 anni e si è ammalato di demenza senile. Una perizia ha confermato che, a causa delle sue condizioni mentali, Fritzl non è più in grado di commettere alcun crimine. E alcune cadute lo avrebbero anche infragilito.

Ma per uscire dal carcere la strada sarà comunque lunga, per l’ergastolano 88enne.…

BERLINO – Per ventiquattro lunghissimi anni, Josef Fritzl nascose sua figlia Elisabeth in cantina, la ridusse in schiavitù, la violentò e maltrattò ed ebbe da lei sette figli. Ai vicini, il “nonnetto buono” raccontò che la figlia era scappata di casa ed era finita in una setta. E quando lei riemerse dopo un quarto di secolo, quell’incesto più atroce della storia austriaca sconvolse il mondo. Nel 2009 Fritzl fu condannato all’ergastolo per stupro, per l’omicidio di uno sei sette figli e per aver ridotto in schiavitù la figlia e i figli/nipoti.

Adesso la sua avvocatessa, Astrid Wagner, punta a “liberarlo e a consentirgli di vivere in una casa di cura per anziani”. Il “mostro di Amstetten” ha 88 anni e si è ammalato di demenza senile. Una perizia ha confermato che, a causa delle sue condizioni mentali, Fritzl non è più in grado di commettere alcun crimine. E alcune cadute lo avrebbero anche infragilito.

Ma per uscire dal carcere la strada sarà comunque lunga, per l’ergastolano 88enne. Quindici anni fa la sua avvocatessa lo aveva ancora definito “un analfabeta emotivo” e “perverso”. Forse ritiene che ora sia diventato quel “nonnetto buono” dietro il quale aveva celato la sua vera natura di stupratore e aguzzino.

Anni fa un altro suo avvocato raccontò allo Spiegel che Fritzl aveva pianificato il rapimento della figlia per molto tempo. Quando le aveva chiesto perché fosse stato così brutale con Elisabeth, il padre rispose che “dall’inizio della pubertà, lei aveva smesso di seguire le regole”. Elisabeth avrebbe frequentato, secondo Fritzl “persone pessime, che non erano un buon esempio per lei”. Certo, meglio il padre che aveva cominciato a stuprarla quando aveva undici anni.

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