L’annuncio di Zelensky: “Presto un vertice di pace in Svizzera”. Lo scetticismo dei partner: senza Cina e Sud globale rischia di essere un flop
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO — Volodymyr Zelensky ha tentato ieri da Davos di imprimere un’accelerazione al processo di pace. La presidente elvetica Viola Amherd ha annunciato di essere pronta ad ospitare in Svizzera una conferenza «ad alto livello» per discutere il piano di dieci punti proposto da Kiev. E l’ambizione degli ucraini è quella di alzare il livello delle presenze dopo le quattro conferenze “tecniche” in Danimarca, Arabia Saudita, Malta e, domenica scorsa, proprio a Davos. Zelensky vuole riuscire a organizzare un maxi summit dei capi di Stato e di governo, persino coinvolgendo la Cina, finora riluttante. Ma dalle principali cancellerie europee trapela uno scetticismo neanche troppo velato.
«Gli europei e gli americani ritengono sia troppo presto», ragiona una fonte tedesca: «Perché il Sud del mondo è scettico e in particolare l’Africa sta spingendo perché si trovi prima una soluzione al conflitto in Is…
BERLINO — Volodymyr Zelensky ha tentato ieri da Davos di imprimere un’accelerazione al processo di pace. La presidente elvetica Viola Amherd ha annunciato di essere pronta ad ospitare in Svizzera una conferenza «ad alto livello» per discutere il piano di dieci punti proposto da Kiev. E l’ambizione degli ucraini è quella di alzare il livello delle presenze dopo le quattro conferenze “tecniche” in Danimarca, Arabia Saudita, Malta e, domenica scorsa, proprio a Davos. Zelensky vuole riuscire a organizzare un maxi summit dei capi di Stato e di governo, persino coinvolgendo la Cina, finora riluttante. Ma dalle principali cancellerie europee trapela uno scetticismo neanche troppo velato.
«Gli europei e gli americani ritengono sia troppo presto», ragiona una fonte tedesca: «Perché il Sud del mondo è scettico e in particolare l’Africa sta spingendo perché si trovi prima una soluzione al conflitto in Israele». Riunirli adesso intorno a un tavolo per parlare di Ucraina «quando l’India continua ad essere ambigua e la Cina potrebbe non partecipare, e quando gli americani hanno avvertito chiaramente Kiev che deve avere almeno il sostegno dei Brics, rischia di essere un azzardo. E di sfociare in un flop».
L’idea di Zelensky, gli fa eco un diplomatico a microfoni spenti, «è che si faccia una grande conferenza dei leader, e che poi si continui con dei mini vertici ospitati da determinati Paesi sui singoli punti: la Turchia per la sicurezza alimentare o i Paesi Bassi per la giustizia. L’Occidente, però, aveva consigliato a Zelensky l’esatto opposto: di cominciare dalle conferenze sui temi meno controversi». E invece il presidente ucraino ha tentato ieri la fuga in avanti.
Intanto dalla Germania arriva una notizia inquietante. In un documento riservato del ministero della Difesa si ipotizza che Putin possa tentare un attacco all’Europa già nel prossimo autunno. Mosca starebbe preparando un piano per sobillare le minoranze russofone nei Paesi Baltici - uno schema che ricalcherebbe quello del Donbass nel 2014. E in autunno, a ridosso delle elezioni americane che potrebbero rimettere in sella Trump, Putin tenterebbe di forzare la mano nel corridoio lituano-polacco di Suwalki, il territorio che lega l’exclave russa di Kaliningrad alla Bielorussia. La Bundeswehr non ha smentito e ha anzi puntualizzato che si prepara a «ogni eventualità». E il ministero guidato da Boris Pistorius ha fatto sapere che «prende sul serio la minaccia» rappresentata dalla Russia. L’anno in corso sarà anche quello di “Steadfast Defender”, della «più grande esercitazione Nato degli ultimi decenni», con forze provenienti «da tutti i 31 alleati e della Svezia». Sarà basata«sui nuovi piani di difesa dell’Alleanza». Lo ha precisato un portavoce della Nato all’Ansa.