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Israele - Hamas, le news del 17 gennaio. Media, 20 morti in raid israeliani su Rafah. Teheran: “Razzi pakistani hanno ucciso tre donne e quattro bambini”

In Egitto l'aereo del Qatar con i farmaci per gli ostaggi. Il Ministero della Salute di Gaza: “Sale a 24.448 il bilancio dei morti”. Hamas: “No alla soluzione dei due Stati”
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Segui la diretta dal conflitto tra Israele e Hamas del 18 gennaio

Hamas ha confermato che rifiuta "la soluzione dei due Stati". Lo ha detto il leader dell'organizzazione all'estero Khaled Meshal secondo un messaggio diffuso dall'organizzazione su Telegram. " Il nostro popolo palestinese - ha spiegato - chiede liberazione, libertà dall'occupazione e la nascita di uno stato palestinese".

Un aereo con medicinali, cibo e coperte destinati agli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas è arrivato all'aeroporto egiziano di Al Arish, in base all'accordo stretto ieri sera tra Israele e Hamas con la mediazione del Qatar.

Intanto l’Iran manda un segnale al nemico Israele e al suo alleato Usa, con il lancio di missili balistici per "vendicare" il sanguinoso attentato di inizio gennaio a Kerman. L'esercito americano ha di nuovo colpito i ribelli filoiraniani in Yemen, mentre lo Stato ebraico ha lanciato il più massiccio attacco contro Hezbollah.

Media Teheran, 3 donne e 4 bimbi morti in raid pakistani

Il Pakistan ha effettuato attacchi mirati contro gruppi terroristi in Iran, dopo che Teheran aveva lanciato un attacco contro "un gruppo terroristico" martedì scorso in Pakistan, un attacco che secondo Islamabad ha ucciso due bambini. I media statali iraniani hanno riferito che tre donne e quattro bambini sono stati uccisi in esplosioni nel sud-est del Paese. "Questa mattina il Pakistan ha intrapreso una serie di attacchi militari di precisione altamente coordinati e specificamente mirati contro i covi dei terroristi nella provincia iraniana di Siestan-o-Baluchistan", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri pakistano, che aggiunge che "diversi terroristi sono stati uccisi". L'azione di questa mattina è stata intrapresa alla luce di informazioni credibili su imminenti attività terroristiche su larga scala", prosegue la nota, sottolineando poi che "il Pakistan rispetta pienamente la sovranità e l'integrità territoriale della Repubblica islamica dell'Iran" e che "l'unico obiettivo dell'atto odierno era il perseguimento della sicurezza e dell'interesse nazionale del Pakistan, che è fondamentale e non può essere compromesso".

Yemen: Usa, colpiti 14 missili Houti pronti per essere lanciati

Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti afferma che l'ultimo raid delle forze americane sullo Yemen ha colpito "14 missili Houti che erano stati caricati per essere lanciati dalle aree controllate dai ribelli" sostenuti dall'Iran. "Questi missili sulle rampe di lancio rappresentavano una minaccia imminente per le navi mercantili e quelle della Marina statunitense nella regione e avrebbero potuto essere lanciati in qualsiasi momento, spingendo le forze americane a esercitare il loro diritto e obbligo intrinseco di difendersi", spiega il comando combattente unificato del Dipartimento della Difesa statunitense. "Questi attacchi, insieme ad altre azioni che abbiamo intrapreso, degraderanno le capacità degli Houti di continuare le loro sconsiderate aggressioni attacchi contro le navi commerciali e internazionali nel Mar Rosso, nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Golfo di Aden", assicura il Centcom

Mar Rosso: Houti, continueremo ad attaccare le navi

I ribelli Houti hanno assicurato che continueranno ad attaccare le navi nel Mar Rosso in solidarietà con i palestinesi, dopo una nuova serie di raid effettuati stanotte dalle forze americane sullo Yemen. "È una guerra aperta e" i nostri nemici "dovranno sopportare attacchi e risposte sconvolgenti, potenti e schiaccianti", ha scritto su X il funzionario houthi Ali al-Qahoum definendo gli attacchi di questa notte una "chiara insistenza su un comportamento ostile e criminale contro lo Yemen". Poco prima era stato annunciato che “le forze statunitensi e britanniche hanno lanciato una quarta serie di attacchi contro obiettivi in quattro aree dello Yemen in risposta agli attacchi alle navi del Mar Rosso. L'aggressione americano-britannica ha preso di mira i governatorati di: Al-Hudaydah, Taiz, Dhamar, Al-Bayda e Saada", ha dichiarato la tv Al-Masirah degli Huti, riferendosi al porto di Hodeida, alla città di Taez e ad altre zone.

Media, sale il bilancio delle vittime del bombardamento a Rafah: almeno 20 morti tra cui diversi bambini

L'emittente araba Al Mayadeen afferma che è salito ad almeno 20 morti il bilancio delle vittime dell'attacco israeliano contro un'abitazione della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Rapporti precedenti parlavano di 16 vittime, tra cui diversi bambini.

Gaza: media palestinesi, 16 morti in raid Israele su Rafah

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 16 persone, per la maggior parte donne e bambini, sono state uccise in bombardamenti israeliani che hanno colpito un'abitazione a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

Houti accusano Usa e Gb di nuovi attacchi su Yemen

Appresentanti degli houthi e media locali riferiscono che nuovi attacchi aerei hanno colpito obiettivi nello Yemen. Lo riporta Al jazeera. Vi sono notizie di attacchi alla polizia militare nell'area di Dhamar al-qarn a sud della capitale Sanaa e di due raid aerei nella città portuale di Hodeidah. Ci sono anche segnalazioni di attacchi aerei nella città di Aaada e in quella di Al-hawban. I funzionari Houti hanno attribuito gli attacchi aerei agli Stati Uniti e al Regno Unito, dopo che proprio gli Houti hanno detto di aver lanciato razzi contro una nave nel Mar Rosso.

Nave di proprietà americana attaccata nel mar rosso

Una nave di proprietà americana è Stata colpita da un drone nel mar rosso, riferiscono la british maritime operations organization (ukmto) e la società di sicurezza Ambrey. Si tratta della Genco picardy, di proprietà della genco ship management con sede a new york.

Sulla Cnn il video di Hamas che decapita due israeliani

La Cnn ha trasmesso un filmato che mostra un terrorista di Hamas che decapita due israeliani il 7 ottobre. Lo riferisce Haaretz online aggiungendo che il filmato è stato preso da una telecamera di sicurezza nel Kibbutz Nir Oz ed è stato fornito alla Cnn da una fonte israeliana.
Nella trasmissione si è peraltro messo in luce come Hamas utilizzi tattiche ispirate all'Isis. Peter Newman, professore di studi di guerra al King's College di Londra, ha affermato nel rapporto che "ideologicamente Hamas non sta diventando più simile all'Isis, ma tatticamente e strategicamente lo è", riferisce ancora il quotidiano israeliano.
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Senza gravi danni la nave colpita da un drone al largo dello Yemen

Una nave è stata colpita da un drone nel Golfo di Aden al largo dello Yemen. Lo riferisce l'agenzia britannica per la sicurezza marittima. "Un incendio è scoppiato a bordo ed ora è stato spento", ha indicato l'Ukmto, precisando che l'equipaggio e l'imbarcazione sono stati posti in sicurezza e si dirigono verso lo scalo più vicino.

Esercito Israele: “Probabilità di guerra con il Libano più alta che mai”

"Le probabilità di una guerra al nord sono più alte che mai". È l'avvertimento lanciato dal capo di Stato maggiore israeliano, generale Herzl Halevi, in riferimento a un possibile conflitto con il Libano. In un incontro con i soldati nel nord di Israele, nel corso di un'esercitazione che simulava un'offensiva in Libano, Halevi ha affermato che le Forze di difesa israeliane "stanno aumentando la prontezza per uno scontro in Libano, abbiamo appreso molte lezioni dai combattimenti a Gaza, molte delle quali sono molto rilevanti per i combattimenti in Libano, e ce ne sono alcune che devono essere aggiustate".
"Vogliamo raggiungere un obiettivo molto chiaro in Libano, per riportare i residenti a nord, tutte le comunità del nord", ha aggiunto, riferendosi a circa 80mila israeliani sfollati a causa degli attacchi quotidiani del gruppo terroristico Hezbollah. "Non so quando la guerra nel nord accadrà. Posso dirvi che la probabilità che accada nei prossimi mesi è molto più alta di quanto non fosse in passato", ha ribadito il capo di Stato maggiore.

Netanyahu non risponde a telefonate di Guterres dal 7/10

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non risponde alle telefonate del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, dallo scorso 7 ottobre, quando si sono verificati gli attacchi di Hamas, che hanno poi scatenato la guerra di Israele contro la Striscia di Gaza.
Guterres ha riconosciuto oggi in un'intervista ad Al Jazeera a Davos di non aver ancora parlato con il premier israeliano; e, successivamente, da New York, il suo portavoce, Stephane Dujarric, nella sua conferenza stampa quotidiana a New York, ha spiegato meglio. Dujarric non ha specificato quante volte Guterres ha provato a parlare con Netanyahu: "Non è come se qualcuno mi chiamasse tutti i giorni (e dicesse) richiamami, richiamami. C'è un protocollo diplomatico. Sappiamo che il messaggio (della chiamata) è stato ricevuto e il fatto che non abbiano chiamato non ha impedito al segretario generale di avere tutta una serie di contatti con funzionari israeliani", ha spiegato Dujarric, che ha citato -tra questi "contatti"- il presidente israeliano Isaac Herzog o l'ambasciatore all'Onu, Gilad Erdan.
Dall'inizio della guerra, l'Onu è stata accusata di parzialità filo-palestinese dal governo israeliano, che ha preso di mira in particolare il segretario generale; tanto che diversi membri del gabinetto di governo israeliano ne hanno poi chiesto le dimissioni.

Media: Netanyahu ha ostacolato l’accordo sugli ostaggi

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, avrebbe ostacolato nei giorni scorsi una proposta di accordo sullo scambio di prigionieri elaborata dai ministri del gabinetto di guerra. Lo ha indicato l'emittente israeliana Channel 13.

Finita l’ispezione di Israele, camion con farmaci verso Gaza

L'esercito israeliano ha terminato l'ispezione dei camion dei farmaci al valico di Kerem Shalom e diretti a Gaz. Lo ha riferito Haaretz secondo cui stanno ora proseguendo verso Rafah da dove entreranno nella Striscia.

Israele: “A Khan Yunis guerra ai leader di Hamas e per ostaggi”

A Khan Yunis, nel sud della Striscia, l'esercito israeliano opera in maniera diversa dal resto della Striscia e "ci saranno sorprese". Lo ha detto il ministro della difesa Yoav Gallant. Lì - ha spiegato - "operiamo differentemente, in uno sforzo combinato diretto verso la leadership di Hamas e gli ostaggi. Ci saranno sorprese". Gallant ha ribadito che se "Hamas non sarà completamente smantellato, non si potrà essere in grado di vivere in Israele. Combatteremo fino al ritorno degli ostaggi, fino alla sconfitta di Hamas e al suo allontanamento dal governo".

(reuters)

Israele, altri 2 soldati morti a Gaza: bilancio sale a 194

L'esercito ha annunciato la morte di altri 2 soldati uccisi in combattimento a Gaza. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui si tratta di Oriah Goshen (21 anni) e di Anwar Serhan (un druso di 26 anni). Il primo è morto in un combattimento nel sud della Striscia, e il secondo in un incidente stradale mentre era in missione. Il bilancio dei soldati uccisi - dall'avvio dell'operazione di terra nella Striscia, alla fine di ottobre - sale così a 194.

Gallant: “Se non eliminiamo Hamas non potremo vivere in Israele”

"Se Hamas non verrà eliminato completamente, noi non potremo vivere nello Stato di Israele". Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant citato dal sito di Haaretz. "Continueremo a combattere fino a quando i rapiti non saranno restituiti, le capacità militari saranno smantellate e Hamas sarà rimosso dal potere", ha aggiunto.

(fotogramma)

Netanyahu: “La guerra continuerà fino a quando non avremo completato i nostri obiettivi”

"La guerra continua e continuerà fino alla fine, fino a quando non avremo completato tutti i nostri obiettivi: il ritorno degli ostaggi, l'eliminazione di Hamas e la promessa che Gaza non rappresenterà più una minaccia per Israele.
Continueremo a combattere a terra, in mare e in aria, fino alla vittoria completa". Ad affermarlo, secondo quanto riferisce Channel 12, è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha visitato la base aerea di Nevatim, nel sud di Israele.

(reuters)

Cinque i camion con farmaci per Gaza ispezionati da Israele

Sono cinque i camion con i farmaci che saranno ispezionati da Israele, in base alle nuove direttive del premier Benjamin Netanyahu, al valico di Kerem Shalom per poi essere introdotti a Gaza. Lo ha detto il Cogat - l'ente israeliano di governo con i Territori Palestinesi - "in conformità con la direttiva del livello politico".
Secondo un accordo raggiunto tra Israele e Hamas, con la mediazione del Qatar e della Francia, i camion dovrebbero contenere medicinali per i rapiti tenuti prigionieri da Hamas, nonché medicinali e aiuti per gli abitanti della Striscia di Gaza.

Gli Usa reinseriscono gli Houti nella lista dei gruppi terroristici

In risposta agli attacchi nel Mar Rosso, gli Stati Uniti hanno deciso di reinserire gli Houti nella lista dei “terroristi globali appositamente designati” (Sdgt). Lo riferiscono due alti funzionari americani. La designazione entrerà in vigore tra 30 giorni. Designati come gruppo terrorista durante la presidenza di Donald Trump, gli Houti erano stati rimossi dalla stessa lista da Joe Biden nel 2021 per consentire l'ingresso di aiuti in Yemen. "Questa misura non colpirà la popolazione yemenita e il sostegno umanitario continuerà", hanno sottolineato i funzionari.

Gaza senza cellulari né internet da sei giorni

Da circa 6 giorni a Gaza non funzionano i cellulari né internet. Lo denuncia il monitor del web NetBlocks secondo cui si tratta del più lungo periodo di interruzione dall'inizio della guerra. Le aziende palestinesi Paltel e Jawall hanno addossato ai raid di Israele la responsabilità dell'attuale situazione.

Israele: “I camion dei medicinali per Gaza saranno ispezionati”

Il premier Benjamin Netanyahu - dopo le polemiche sulle ispezioni ai farmaci in arrivo a Gaza dal Qatar - ha ora ordinato all'esercito di effettuare tali controlli. Lo hanno riferito i media. Non si sa se questo cambio di linea potrà in qualche modo ritardare l'ingresso dei medicinali.

(afp)

Hamas: “Epatite A nei campi sfollati di Gaza per mancanza igiene”

Il ministero della sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha fatto sapere che il virus dell'epatite di tipo A "si sta diffondendo" nei campi degli sfollati per "il sovraffollamento e la mancanza di igiene". Lo ha riferito Haaretz.

Ufficio di Netanyahu: “Il 7 ottobre rapite 253 persone”

Sono 253 le persone prese in ostaggio in Israele durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre. Lo ha annunciato l'ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Israele ritiene che a Gaza ci siano ancora 132 ostaggi, di cui 105 vivi e 27 morti. Gli altri ostaggi sono stati rilasciati o liberati. Secondo Sky News, è la prima volta che le autorità dello Stato ebraico precisano il numero esatto dei rapiti dal momento che precedentemente hanno sempre parlato di "oltre 250" ostaggi.

(afp)

Guterres: “In tre mesi non sono mai riuscito a parlare con Netanyahu”

In oltre tre mesi di guerra il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres non è mai riuscito a parlare con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. A rivelarlo è stato lo stesso segretario generale a Davos, parlando con Al Jazeera: "L'ho chiamato diverse volte ma non mi ha mai richiamato", ha detto. Il portavoce Stephane Dujarric nelle ultime ore ha definito la relazione Onu-Israele "complessa e impegnativa", ma ha assicurato che l'organizzazione internazionale continua a dialogare con i funzionari israeliani per facilitare le operazioni di aiuto umanitario a Gaza

Fonti: “Paesi arabi presenti al Consiglio degli Esteri Ue”

L'Alto rappresentante Josep Borrell ha inviato al Consiglio Affari Esteri dell'Ue di lunedì prossimo alcuni Paesi chiave del Medio Oriente, Palestina e Israele. Al momento - a quanto si apprende - i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Giordania ed Egitto hanno confermato la partecipazione in presenza; sempre in presenza la Lega Araba. In forse Palestina e Israele, che alla meglio potrebbero prendere parte in video conferenza (nel caso di Israele pare "alquanto improbabile", precisa una fonte bene informata)

(afp)


Hamas: “Respingiamo la soluzione a due Stati”

Hamas ha confermato che rifiuta "la soluzione dei due Stati". Lo ha detto il leader dell'organizzazione all'estero Khaled Meshal secondo un messaggio diffuso dall'organizzazione su Telegram. " Il nostro popolo palestinese - ha spiegato - chiede liberazione, libertà dall'occupazione e la nascita di uno stato palestinese". Soprattutto dopo il 7 ottobre - ha continuato - la "stragrande maggioranza del popolo palestinese" ha rinnovato il sogno e la speranza di "una Palestina dal mare al fiume e dal Nord al Sud". Meshal ha poi respinto "i confini del '67" che "praticamente sono un quinto della Palestina" e "non possono essere accettati"

Il Pakistan richiama l’ambasciatore in Iran dopo gli attacchi

Il Pakistan ha richiamato il suo ambasciatore a Teheran mercoledì, un giorno dopo che l'Iran ha lanciato degli attacchi aerei contro il Pakistan, sostenendo di aver preso di mira le basi di un gruppo militante separatista sunnita. Islamabad ha denunciato l'attacco come una "palese violazione" del suo spazio aereo e ha dichiarato l’uccisione di due bambini. L'attacco di martedì nella provincia sud-occidentale del Belucistan rischia di compromettere le relazioni diplomatiche tra i due Paesi confinanti. L'Iran e il Pakistan, dotato di armi nucleari, si guardano da tempo con sospetto a causa degli attacchi dei militanti. Tuttavia, entrambe le parti sono apparse caute. L'attacco minaccia di accendere ulteriormente la violenza in un Medio Oriente turbato dalla guerra che Israele sta conducendo contro Hamas nella Striscia di Gaza

Tajani: “Pronti a illustrare al parlamento le azioni su Mar Rosso. Asse con Parigi-Berlino sulla missione”

"Siamo pronti ad andare in Parlamento per illustrare le nostre azioni sul Mar Rosso". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di una conferenza stampa alla Farnesina sulla presidenza italiana del G7. "Nel Mar Rosso stiamo lavorando perché accanto all'operazione Atalanta possa esserci una missione militare europea, l'ipotesi è di allargare quella attiva a Hormuz (la Agenor) per proteggere i traffici commerciali. Lunedì al Consiglio Esteri si discuterà. Potrebbero partecipare anche Paesi extra-Ue". Tajani ha aggiunto che "con la Francia e la Germania stiamo formalizzando una proposta da presentare agli altri partner Ue, ma sono ottimista". Tajani ha auspicato che la decisione politica sia presa già lunedì, in modo che la missione "possa essere operativa il prima possibile"

Hamas: “Israele non ispezionerà i camion con le medicine per Gaza”

Israele non farà ispezioni sui camion che portano dentro Gaza le medicine fornite dal Qatar per la popolazione di Gaza e anche per gli ostaggi. Lo ha detto l'esponente di Hamas Moussa Abu Marzuk secondo cui 140 tipi di medicine andranno ai quattro ospedali della Striscia insieme ad "aiuto umanitario e cibo". "Una scatola di medicine per gli ostaggi sarà in cambio - ha sottolineato Abu Marzuk su X - di 1.000 per il popolo palestinese. La fornitura di medicine avverrà attraverso un paese di cui abbiamo fiducia. La Francia si era dichiarata disponibile ma di lei non ci fidiamo. Per questo abbiamo chiesto al Qatar di farlo". Poi ha aggiunto che "Netanyahu sta mentendo di nuovo e inganna il suo popolo, noi siamo quelli che hanno organizzato questo accordo"

Iran: “Il mondo si aspetta che l'Aia condanni Israele”

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha affermato che il mondo si aspetta che la Corte internazionale di giustizia dell'Aia condanni Israele. "Questa conferenza e l'umanità in generale si aspettano che la Corte internazionale di Giustizia emetta un verdetto giusto per condannare i crimini contro il popolo della Palestina e le violazioni dei diritti umani da parte del regime sionista", ha affermato Raisi, come riporta il ministero degli Esteri iraniano durante una conferenza a Teheran, intitolata "Tempesta al-Aqsa e il risveglio della coscienza umana", a cui hanno partecipato predicatori islamici provenienti da vari Paesi nel mondo

(afp)

Scontri a Tulkarem: quattro uccisi da un drone israeliano

Quattro palestinesi sono stati colpiti a morte oggi dall'attacco di un drone israeliano durante scontri verificatisi nel rione Tammam di Tulkarem, in Cisgiordania. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Maan. Fonti militari, citate dalla radio pubblica Kan, aggiungono che i quattro facevano parte di un cellula che aveva lanciato ordigni contro militari in missione. La stessa emittente ha aggiunto che l'ingresso delle truppe in città è stato preceduto da grandi ruspe militari che hanno fatto esplodere una decina di ordigni nascosti sotto l'asfalto di un strada di accesso alla città

Ministero della Salute di Gaza: “Sale a 24.448 il bilancio dei morti”

È salito a 24.448 il bilancio dei morti nella Striscia di Gaza. A renderlo noto è il Ministero della Salute di Gaza, citato da Times of Israel. La stessa fonte aveva denunciato questa mattina la morte di 81 persone rimaste uccise durante i raid sferrati la notte scorsa sulla Striscia di Gaza dalle forze israeliane

(reuters)

In Egitto l'aereo del Qatar con i farmaci per gli ostaggi a Gaza

Un aereo con medicinali, cibo e coperte destinati agli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas è arrivato all'aeroporto egiziano di Al Arish, in base all'accordo stretto ieri sera tra Israele e Hamas con la mediazione del Qatar. Appena saranno finite le operazioni di scarico gli aiuti saranno affidati alla Mezzaluna Rossa che li trasporterà al valico di Rafah e da lì nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono all'Ansa fonti aeroportuali

Il Papa condanna l’attacco di Erbil: “Evitare l’escalation in Medio Oriente”

“Esprimo la mia vicinanza e solidarietà alle vittime, tutte civili, dell’attacco missilistico che ha colpito una zona urbana che ha colpito la regione di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Le buone relazioni tra vicini non si costruiscono con simili azioni, ma con il dialogo e la collaborazione. A tutti chiedo di evitare ogni passo che aumenti la tensione in Medio Oriente e negli altri scenari di guerra”. Così papa Francesco al termine dell’udienza generale. “Non dimentichiamo i paesi che sono in guerra – ha detto ancora Bergoglio – non dimentichiamo l’Ucraina, non dimentichiamo la Palestina, Israele, non dimentichiamo gli abitanti della Striscia di Gaza che soffrono tanto: preghiamo per le tante vittime della guerra, perché la guerra distrugge sempre, non semina amore ma odio, la guerra è una vera sconfitta umana”.

Tre delle principali compagnie giapponesi di navigazione sospendono il transito nel Mar Rosso

Tre delle principali compagnie di navigazione giapponesi hanno confermato la sospensione del transito di tutti i loro carichi attraverso il Mar Rosso, a causa del forte aumento delle tensioni nella regione. Nippon Yusen ha preso questa decisione per "garantire la sicurezza degli equipaggi", ha dichiarato all'AFP un portavoce del gruppo. Anche Mitsui OSK Lines e Kawasaki Kisen hanno confermato la decisione di evitare del tutto la zona. "Le navi che operiamo e che stanno per entrare nel Mar Rosso sono state invitate a non entrare", ha detto un portavoce di Mitsui OSK Lines, confermando una notizia riportata dalla stampa giapponese. Dallo scorso novembre, i ribelli yemeniti Houti, sostenuti dall'Iran, che controllano gran parte dello Yemen, hanno intensificato gli attacchi in mare contro le navi che sospettano di avere legami con Israele. Gli Houti sostengono di agire in solidarietà con i palestinesi.

Missioni Onu per Gaza bloccate, comunicazioni interrotte da 4 giorni

Le missioni Onu di aiuti umanitari per Gaza sono ritardate o bloccate da Israele, e nella Striscia le telecomunicazioni sono interrotte da 4 giorni. Lo denunciano le Nazioni Unite, precisando che solo 7 delle 29 missioni organizzate dall'inizio dell'anno sono riuscite ad arrivare a compimento. Il rapporto quotidiano dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari rileva che la percentuale di missioni completate, pari al 24%, è di molto inferiore al periodo precedente: da ottobre a dicembre è stato possibile realizzare l'86% delle missioni pianificate nel nord di Gaza nonostante il conflitto. Quanto al black out dei servizi internet e telefonici per 4 giorni, priva la popolazione della Striscia di un accesso vitale alle informazioni e rappresenta un ulteriore ostacolo alla risposta umanitaria.

Israele: sale a 192 il numero dei soldati uccisi a Gaza

L'esercito ha annunciato la morte di altri 2 soldati riservisti uccisi in combattimento a Gaza. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui si tratta di Zechariah Pesach Haber (32 anni) e Yair Katz (34). Il bilancio dei soldati uccisi - dall'avvio dell'operazione di terra nella Striscia - sale così a 192.

Israele: uccisi a Nablus con i droni tre uomini legati a una cellula terroristica

L'esercito israeliano e lo Shin Bet (Sicurezza interna) hanno confermato di aver condotto un attacco con i droni uccidendo a bordo di un auto nel campo profughi di Balata, a Nablus in Cisgiordania, tre uomini tra cui Abdallah Abu Shalal ritenuto capo di una cellula che si apprestava a compiere un attentato in Israele. Secondo le stesse fonti, Ab Shalal era responsabili di diversi recenti attacchi e tra questi quello uno recente in un quartiere di Gerusalemme.
L'esercito ha poi spiegato che Abu Shalal aveva ricevuto "finanziamenti e istruzioni dall'Iran e dal altri gruppi terroristici di Gaza.

Hamas, 81 morti in attacchi notturni su Gaza

Sono 81 le vittime degli attacchi aerei notturni di Israele su Gaza: lo riferisce il ministro della salute della Striscia, gestita da Hamas, secondo quanto riporta la stampa israeliana. Gli attacchi hanno colpito anche la città di Khan Yunis, nel sud dell'area; al momento, il bilancio non è stato confermato dall'esercito di Israele.

Iraq denuncia 'aggressione' Iran a Consiglio sicurezza Onu

L'Iraq ha presentato una denuncia contro l'Iran al Consiglio di sicurezza dell'Onu per "l'aggressione" di Teheran, afferma il Ministero degli Esteri di Baghdad citato dai media internazionali.
Lunedì l'Iran ha lanciato su Erbil missili contro quello che ha definito il "quartier generale delle spie" israeliane. L'attacco di Teheran è stato "una palese violazione della sovranità della Repubblica dell'Iraq, contraddice fortemente i principi di buon vicinato e del diritto internazionale e minaccia la sicurezza della regione", ha affermato in una nota il dicastero di Baghdad.

Due bambini uccisi da missili iraniani in Pakistan

Due bambini sono stati uccisi e altri tre feriti a seguito di un attacco di droni e missili da parte delle Guardie rivoluzionarie iraniane contro il gruppo armato Jaish al-Adl nella provincia pakistana del Baluchistan. Lo riporta l'emittente araba Al Jazeera citando l'agenzia di stampa Reuters. Jaish al-Adl opera nella provincia sud-orientale iraniana del Sistan-Baluchistan, che condivide un confine poroso con il Pakistan, ed è stato responsabile di diversi attacchi nella Repubblica islamica. Il Pakistan ha descritto gli attacchi dell'Iran come una "violazione non provocata" del suo spazio aereo. " ancora più preoccupante che questo atto illegale abbia avuto luogo nonostante l'esistenza di diversi canali di comunicazione tra Pakistan e Iran", ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in una nota.

Attacchi Houti, Nippon Yusen sospende crociere Mar Rosso

La compagnia giapponese Nippon Yusen ha dichiarato che si unirà ad altre importanti compagnie di navigazione nel sospendere le rotte attraverso il Mar Rosso in risposta agli attacchi dei ribelli Houti alle navi in transito, aggiungendo che la decisione è stata presa per "garantire la sicurezza degli equipaggi". Le forze statunitensi e britanniche hanno bombardato da venerdì decine di obiettivi all'interno dello Yemen controllato dagli Houti in risposta agli attacchi dei ribelli, che affermano di prendere di mira le navi legate a Israele nel Mar Rosso in solidarietà con Gaza. La rotta principale tra l'Asia e i mercati europei trasporta normalmente circa il 12% del commercio marittimo globale.

Usa, Biden reinserirà gli Houti dello Yemen nella lista delle organizzazioni terroristiche globali

L'amministrazione Biden reinserirà i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, nella lista delle organizzazioni terroristiche globali. Lo riferisce il Times of Israel, secondo quanto riferito da un funzionario americano alla Reuters. L'esercito statunitense ha lanciato una serie di attacchi in Yemen contro missili balistici anti-nave in una parte del Paese controllata dagli Houti, in risposta agli attacchi del gruppo ribelle che hanno interrotto la navigazione nel Mar Rosso. La milizia Houti, alleata dell'Iran, ha minacciato di espandere i suoi attacchi per includere navi statunitensi in risposta agli attacchi americani e britannici sui suoi siti in Yemen. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden venerdì ha definito le forze Houti dello Yemen un gruppo "terrorista", dopo che aerei da guerra, navi e sottomarini americani e britannici hanno lanciato dozzine di attacchi aerei in tutto lo Yemen durante la notte. Il movimento delle milizie Houti ha minacciato una "risposta forte ed efficace".

Mar Rosso, ONU chiede a Houti stop agli attacchi alle navi

Le Nazioni Unite chiedono ai ribelli Houthi dello Yemen di attuare la risoluzione del Consiglio di sicurezza adottata la scorsa settimana sull'immediato stop degli attacchi alle navi nel Mar Rosso. Lo riporta l'emittente araba Al Jazeera. "Siamo molto preoccupati per i continui attacchi", afferma il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric. Gli Houti sostenuti dall'Iran, che sono impegnati in una guerra civile con il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale dal 2014, hanno dichiarato di aver lanciato gli attacchi in solidarietà con i palestinesi di Gaza, nel mezzo della guerra innescata dall'assalto shock di Hamas del 7 ottobre.

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