Primarie Usa, i numeri due sono già all’ultima spiaggia. Haley: “Senza Donald basta dibattiti”
di Massimo BasileNEW YORK — Nikki Haley ha dichiarato che non farà più dibattiti televisivi con Ron DeSantis, ma solo con Donald Trump o Joe Biden. L’annuncio indica lo stato della competizione tra i Repubblicani: con il tycoon dominatore in tutti i sondaggi, e vincitore con trenta punti di vantaggio in Iowa, la corsa al secondo posto rischia di essere una trappola da cui i candidati non saranno in grado di uscire. Per questo la nuova strategia dell’ex ambasciatrice Usa all’Onu, Haley, e del governatore della Florida, DeSantis, è uscire dall’angolo, ma con strategie diverse. Haley non vuole duelli inutili. I vertici di Abc, dove era in programma un dibattito domani sera, hanno chiesto chiarezza. DeSantis, invece, ha dato la sua disponibilità. Tutto può essere utile per non affondare.
La pirotecnica uscita di scena di Vivek Ramaswamy, l’uomo d’affari che appena due ore prima dei caucus aveva pronosticato “grandi sorprese” dalle urne, per poi - dopo i primi risultati - annunciare il ritiro della cand…
NEW YORK — Nikki Haley ha dichiarato che non farà più dibattiti televisivi con Ron DeSantis, ma solo con Donald Trump o Joe Biden. L’annuncio indica lo stato della competizione tra i Repubblicani: con il tycoon dominatore in tutti i sondaggi, e vincitore con trenta punti di vantaggio in Iowa, la corsa al secondo posto rischia di essere una trappola da cui i candidati non saranno in grado di uscire. Per questo la nuova strategia dell’ex ambasciatrice Usa all’Onu, Haley, e del governatore della Florida, DeSantis, è uscire dall’angolo, ma con strategie diverse. Haley non vuole duelli inutili. I vertici di Abc, dove era in programma un dibattito domani sera, hanno chiesto chiarezza. DeSantis, invece, ha dato la sua disponibilità. Tutto può essere utile per non affondare.
La pirotecnica uscita di scena di Vivek Ramaswamy, l’uomo d’affari che appena due ore prima dei caucus aveva pronosticato “grandi sorprese” dalle urne, per poi - dopo i primi risultati - annunciare il ritiro della candidatura, ha liberato il campo di un altro contendente, ma allo stesso tempo spaventato i due sfidanti rimasti alle spalle di Trump, ognuno dei quali pensa a chi sarà il prossimo. Ci sarebbe anche l’ex governatore dell’Arkansas Asa Hutchinson, che però lunedì notte ha ottenuto lo 0,2%.
Tutto ruota attorno a Haley-DeSantis. Cosa faranno? L’ultimo duello televisivo, segnato da accuse reciproche, è sembrato più una riunione di condominio che una disputa su chi avesse titoli per sfidare Trump. È stata una sfida tra secondi, è mancata la visione del Paese. Il risultato in Iowa ha confermato che fin qui Haley e DeSantis hanno fatto molto per uscire dall’anonimato, ma non abbastanza per scalfire il tycoon.
«Noi abbiamo avuto cinque grandi dibattiti in questa campagna - ha spiegato Haley nell’annunciare la sua decisione - purtroppo Donald Trump è sfuggito a tutti e cinque, ma ora basta. Non può più nascondersi. Il prossimo dibattito lo farò con lui o con Joe Biden. Non vedo l’ora». Le trattative per non far saltare il dibattito sono andate avanti fin nella notte. Lo staff di Trump ha liquidato Haley come «globalista disperata» in cerca dell’ultima chance. Il tycoon non accetterà duelli televisivi con candidati del suo partito. Già il figlio, Donald Jr., aveva liquidato il risultato in Iowa come la prova che «questo gioco senza senso deve finire». La campagna dell’ex presidente vuole sfidare subito Biden. Haley e DeSantis sono considerati solo noiosi contrattempi.
L’ex ambasciatrice è finita terza, con il 19 per cento di consensi, dietro DeSantis con 21, trentadue punti meno di Trump, a 51. Se le avessero detto tre mesi fa che sarebbe salita sul podio, non ci avrebbe creduto, ma nelle ultime settimane le sue chance erano aumentate e in alcuni sondaggi era risultata avanti rispetto a DeSantis.
Il governatore della Florida è arrivato secondo, ma neanche lui può essere felice. Per mesi aveva dichiarato che avrebbe vinto in Iowa, uno degli Stati più conservatori e dominati dagli evangelici, ma i risultati sono stati deludenti. Il suo portavoce, Andrew Romeo, ha attaccato il fatto che fosse stata annunciata, attraverso le proiezioni, la vittoria di Trump quando ancora la gente stava andando a votare, e parlato di «interferenze elettorali».