Il trionfo di Trump in Iowa fa felici i democratici. Katzenberg, numero due del team Biden: “La nostra base è già mobilitata per sconfiggerlo”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliDES MOINES - "La campagna per la rielezione del presidente Biden sta raccogliendo finanziamenti elettorali a ritmi da record. Significa che la nostra coalizione è forte e motivata, capisce che il futuro della democrazia sarà in gioco a novembre, ed è pronta a battere Trump". Jeffrey Katzenberg sembra quasi contento del risultato dei caucus repubblicani in Iowa, perché fa chiarezza e mobilita gli avversari di Donald. Il produttore di Hollywood amico di Steven Spielberg, con cui aveva fondato DreamWorks SKG, si è dedicato alla politica come co presidente del National Advisory Board per la rielezione di Biden, dove cura i finanziamenti. E’ curioso che incontri un gruppo di giornalisti al secondo piano del centro congressi, dove intanto al primo Trump celebra la vittoria.
"Il nostro apparato è molto robusto, per lanciare un messaggio chiaro agli elettori che decideranno le presidenziali. Nell’ultimo trimestre del 2023 la campagna Biden-Harris ha raccolto più di 97 milioni di dollari e ne …
DES MOINES - "La campagna per la rielezione del presidente Biden sta raccogliendo finanziamenti elettorali a ritmi da record. Significa che la nostra coalizione è forte e motivata, capisce che il futuro della democrazia sarà in gioco a novembre, ed è pronta a battere Trump". Jeffrey Katzenberg sembra quasi contento del risultato dei caucus repubblicani in Iowa, perché fa chiarezza e mobilita gli avversari di Donald. Il produttore di Hollywood amico di Steven Spielberg, con cui aveva fondato DreamWorks SKG, si è dedicato alla politica come co presidente del National Advisory Board per la rielezione di Biden, dove cura i finanziamenti. E’ curioso che incontri un gruppo di giornalisti al secondo piano del centro congressi, dove intanto al primo Trump celebra la vittoria.
"Il nostro apparato è molto robusto, per lanciare un messaggio chiaro agli elettori che decideranno le presidenziali. Nell’ultimo trimestre del 2023 la campagna Biden-Harris ha raccolto più di 97 milioni di dollari e ne ha 117 in banca. Vorrei sottolineare la natura storica di questo risultato. Biden e Harris entrano nell’anno elettorale con più finanziamenti di qualsiasi altro candidato democratico alla presidenza, in questa fase della campagna. E’ significativo che sia avvenuto mentre i repubblicani erano in Iowa a combattersi uno con l’altro, usando le risorse per le primarie. Biden e Harris hanno superato la raccolta fondi tanto del 2012, quanto del 2016. E’ accaduto grazie al movimento di base, aumentato negli ultimi tre mesi. Nel 2020 avevamo ricevuto una cifra record, sopra il miliardo di dollari, in gran parte grazie ai sostenitori "grassroots" (di base, ndr). Questo entusiasmo non è solo l’elemento che ha alimentato la raccolta dei fondi, ma anche la ragione per cui il presidente ha vinto, ottenendo più voti di qualsiasi altro candidato alla Casa Bianca della storia degli Usa".
Intanto però Trump vince a valanga in Iowa, lanciando un segnale anche sulla sua forza in vista di novembre.
"In questo ciclo elettorale continuiamo a fare record. Dicembre è stato il mese più forte. Oltre un milione di sostenitori ha contributo circa 23 milioni di dollari. Un chiaro segnale che i donatori stanno agendo presto nella campagna. Ben 130.000 si sono impegnati a dare ogni mese, raddoppiando quelli delle elezioni del 2020. Il 97% delle donazioni è sotto i 200 dollari, la media sotto 42 dollari. Questo ci dice due cose. Primo, l’investimento iniziale fatto da Biden nelle infrastrutture del partito a livello di base è intelligente, strategico ed efficace. Secondo, l’entusiasmo rivelato dalla partecipazione dimostra che la coalizione con cui Biden aveva vinto nel 2020 è compatta, solida, e in crescita rispetto a quattro anni fa. Capisce cosa c’è in gioco in queste elezioni ed è pronta a vincere a novembre".
La coalizione di Trump non dimostra la stessa determinazione?
"I repubblicani stanno spendendo molti soldi in gare dove si contendono la base “Maga" (make America Great Again). Nemmeno un centesimo viene speso invece per raggiungere gli elettori indipendenti e moderati che decideranno le presidenziali a novembre. Quando le primarie saranno finite e Trump, o chiunque altro, potrà concentrarsi sulle elezioni generali, la nostra campagna avrà già avuto diversi mesi per preparare il terreno in vista della sfida che conta davvero. Abbiamo avviato le operazioni negli stati chiave, individuando gli elettori che decideranno la corsa e comunicando con loro in modo costante. Le nostre attività crescono sempre più, con grande entusiasmo ed energia. Quando i repubblicani inizieranno la campagna nazionale, saranno molte miglia indietro a Biden".
La vostra coalizione sembra divisa, ad esempio su Gaza.
"La nostra campagna gestisce questa elezione come se il futuro della democrazia dipendesse dal suo esito, perché è così. La democrazia è in gioco. L’elettorato lo capisce, perciò entriamo nell’anno elettorale con energia e risorse necessarie a mobilitare la coalizione che rieleggerà Biden alla Casa Bianca".
I sondaggi non sembrano così incoraggianti.
"E’ presto, e non li avete visti tutti".
Quanto peseranno la causa per bloccare la candidatura di Trump e le incriminazioni?
"Lo decideranno la Corte Suprema e i tribunali".
Non teme che la sua presenza in Iowa confermi come i democratici siano un partito elitario, forte solo sulle due coste?
"Non accetto la premessa. Biden ha vinto con 8,5 milioni di voti in più del suo avversario, più consensi di ogni candidato nella storia degli Usa. Non sono i numeri di una campagna divisiva, che ha successo solo a Los Angeles e New York, o sulle due coste. E’ una campagna che ha vinto ovunque, unificando l’America".