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Israele - Hamas, le news del 19 gennaio: Casa Bianca: “Biden ha parlato con Netanyahu della soluzione a due Stati”. Pakistan: “Intesa con l'Iran per una de-escalation”

Ucciso un 17enne palestinese negli scontri in Cisgiordania. La Casa Bianca conferma nuovi raid nello Yemen contro gli Houti. Tajani: “Pronti a inviare militari in una missione di pace Onu a Gaza”
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Segui la diretta del conflitto tra Israele e Hamas del 20 gennaio

Colloquio telefonico tra il presidente americano Joe Biden e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. È la Casa Bianca a rendere noto del nuovo contatto tra i due leader, il primo dal 23 dicembre dello scorso anno, incentrato sugli sviluppi in Israele e nella Striscia di Gaza.

Pakistan e Iran hanno concordato una "de-escalation" dopo lo scambio di attacchi degli ultimi giorni. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Islamabad Jalil Abbas Jilani dopo un colloquio con il collega Hossein Amir-Abdollahian.

Le forze armate israeliane hanno ucciso un 17enne palestinese in Cisgiordania: lo riferisce l'agenzia Wafa. Si tratta di Tawfiq Ajaq e la sua morte aumenta il bilancio di oltre 40 uccisi in Cisgiordania dall'inizio dell'anno. Sul caso gli Usa si sono dichiarati “seriamente preoccupati” attraverso il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby.

Media: “L’Idf ha fatto irruzione nella casa dell’attivista palestinese Imad Abu Shamsiyya”

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno fatto irruzione nella casa dell'attivista palestinese Imad Abu Shamsiyya a Hebron, minacciando di arrestare lui e la sua famiglia. Lo riporta l'agenzia Wafa. Shamsiyya è un volontario del gruppo israeliano per i diritti umani B'tselem, che documenta gli abusi da parte delle autorità israeliane nella Cisgiordania occupata, anche attraverso l'uso di videocamere. Secondo Wafa, i soldati israeliani avrebbero fatto irruzione nella casa di Shamsiyya a Tel Rumeida, area residenziale di Hebron, perquisendo i telefoni dei membri della sua famiglia e minacciando sua figlia di detenzione se non avesse smesso di filmare gli scontri che avvengono a Hebron tra i residenti e l'esercito israeliano

Casa Bianca: “Israele farà entrare la farina da Ashdod”

Nella telefonata con Netanyahu, Biden ha accolto con favore la decisione del governo israeliano di consentire l'ingresso di grandi carichi di farina a Gaza attraverso il porto israeliano di Ashdod, ha dichiarato il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby citato dal Times of Israel, aggiungendo che le parti "stanno lavorando separatamente su opzioni per una consegna marittima più diretta di assistenza a Gaza". Questa sembra essere la prima volta che Israele utilizza il suo porto di Ashdod per trasferire aiuti a Gaza e arriva pochi giorni dopo che i media ebraici hanno riferito che Israele ha accettato all'inizio del mese di consentire l'ingresso di 150 camion di farina a Gaza, dove le Nazioni Unite dicono che c'è un crescente rischio di carestia. Israele si è astenuto dall'annunciare questa decisione relativa alle spedizioni di farina, apparentemente a causa della sua impopolarità presso gran parte dell'opinione pubblica, dato che gli ostaggi rimangono a Gaza

Aiuti umanitari a Gaza, il fotografo palestinese: "Gente pronta a morire per un sacco di farina"

Miliziani di Gaza pubblicano il video di un ostaggio: “Ucciso da Israele”

Le Brigate Al-Nasser Salah al-Din, l'ala militare dei Comitati di resistenza popolare nella Striscia di Gaza, hanno pubblicato un video dell'ostaggio Ohad Yahalomi. In una dichiarazione, le brigate hanno fatto sapere che l'ufficiale israeliano è stato ferito durante un raid dall'esercito israeliano insieme al gruppo di miliziani che lo avevano in carico ed è stato curato. Lo riporta Al-Mayadeen. Alcuni giorni fa, gli aerei da guerra israeliani avrebbero "deliberatamente preso di mira nuovamente Yahalomi con l'intenzione di ucciderlo". L'uomo, affermano le brigate, è morto

Hezbollah: “Pronti a rispondere a qualsiasi attacco lanciato da Israele”

La milizia libanese sciita Hezbollah è pronta a rispondere a qualsiasi tipo di attacco lanciato da Israele. Ad assicurarlo è stato il vice segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem. "Quanto alle minacce che fanno, non ci riguardano, come se non le ascoltassimo, perché sanno che la deterrenza e lo scontro saranno grandi e che non potranno portare avanti un'aggressione o un'azione ad ampio raggio senza ricevere un duro colpo che dia loro una vera lezione", ha dichiarato Qassem, citato dall'agenzia Nna. Il “numero due” di Hezbollah ha sottolineato che la preparazione della sua organizzazione a questo ipotetico scenario è "molto alta", e ha sottolineato che la volontà delle milizie di respingere tale possibile aggressione "non ha inizio né fine". "Sanno che siamo il popolo della Jihad e del martirio", ha affermato

Usa: “Preoccupati dalla morte del 17enne palestinese-americano”

Gli Usa sono seriamente preoccupati dalla notizia su un teenager palestinese-americano ucciso in Cisgiordania: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby.

(afp)

Casa Bianca: “Biden ha parlato con Netanyahu della soluzione a due Stati”

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno discusso della responsabilità di Israele di ridurre i danni contro i civili a Gaza, degli sforzi per una pace durevole e la soluzione dei due Stati, nonché degli sforzi per liberare gli ostaggi: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby

(reuters)

Israele, sirene di allarme risuonano a Haifa

Sirene di allarme risuonano stasera in alcuni rioni di Haifa, nel nord di Israele, tra cui quelli sul monte Carmelo. Lo riferiscono i media secondo cui l'allarme riguarda un possibile lancio di razzi in sua direzione da parte degli Hezbollah appostati nel Libano meridionale

La Casa Bianca conferma nuovi raid nello Yemen contro gli Houti

Gli Usa hanno condotto altri attacchi contro gli Houti nello Yemen: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby

Israele riesuma corpi a Gaza per determinare se sono ostaggi

Le forze israeliane hanno gravemente danneggiato un cimitero a Khan Yunis, nel Sud di Gaza, all'inizio di questa settimana, riesumando e rimuovendo i corpi in una azione che secondo quanto hanno detto le forze di difesa israeliane (Idf) alla Cnn, faceva parte di una ricerca dei resti degli ostaggi sequestrati da Hamas durante gli attacchi terroristici del 7 ottobre. Le riprese del cimitero hanno mostrato l'area rasa al suolo, con tombe danneggiate e distrutte e resti umani lasciati esposti, dopo che l'Idf aveva condotto operazioni nell'area, scrive la Cnn nel suo sito online. "Il processo di identificazione degli ostaggi, condotto in un luogo sicuro e alternativo, garantisce condizioni professionali ottimali e rispetto per il defunto", ha detto un portavoce dell'Idf alla Cnn, aggiungendo che i corpi che non sono quelli degli ostaggi vengono "restituiti con dignità e rispetto". Secondo il diritto internazionale, un attacco intenzionale a un cimitero potrebbe costituire un crimine di guerra, salvo in circostanze molto limitate relative al fatto che il sito diventi un obiettivo militare, scrive ancora l'emittente americana nel suo sito

A Gaza graduale ritorno di comunicazioni e internet

I servizi internet stanno iniziando a tornare nella Striscia di Gaza assediata dopo un blackout di una settimana, l'annuncia oggi l'operatore di telecomunicazioni Paltel. "Annunciamo il graduale ritorno dei servizi di comunicazione in diverse aree della Striscia di Gaza", ha dichiarato l'azienda in un comunicato

Sette palestinesi uccisi in bombardamenti israeliani a Gaza

Almeno cinque palestinesi sono rimasati uccisi e altri feriti in un bombardamento israeliano che ha colpito la casa abitata da una famiglia nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riferisce Al Jazeera online citando l'agenzia palestinese Wafa e aggiungendo che altri due palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani nel quartiere al-Amal di Khan Yunis

Padre Faltas: “Nel conflitto in Medio Oriente sono stati uccisi 10mila minori”

“Siamo arrivati a quasi 30 mila morti, più di 60 mila feriti. 40 mila bambini sono rimasti orfani, 10mila quelli uccisi". E si è sorpassato il centesimo giorno di guerra che non ha risparmiato neanche la Cisgiordania dove i cadaveri raccolti finora "sono stati 400 mentre i feriti hanno superato i 10mila. Senza contare le migliaia di arresti e la distruzione che regna ovunque". La disperazione di padre Ibrahim Faltas per le conseguenze del conflitto tra Israele e Hamas è tutta condensata nel numero delle vittime che il vicario della Custodia di Terra Santa annota con dolore a Radio Vaticana-Vatican News

(reuters)

Casa Bianca: “Biden ha parlato con Netanyahu”

Il presidente americano Joe Biden ha avuto una conversazione telefonica con il premier israeliano Benjamin Netanyahu sugli sviluppi a Gaza. La Casa Bianca ha reso noto il nuovo contatto tra i due leader, il primo dal 23 dicembre dello scorso anno

Erdogan: "Netanyahu come Führer, Occidente ipocrita"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito il premier israeliano Benjamin Netanyahu "il Führer dei nostri giorni" e ha rivolto l'ennesima critica all'Occidente, colpevole di "assistere in un silenzio ipocrita" mentre a Gaza "sta avvenendo un genocidio". Erdogan già lo scorso dicembre aveva paragonato Netanyahu al dittatore nazista Adolf Hitler, una critica che aveva suscitato scalpore, rincarata con le immagini dei prigionieri palestinesi legati, bendati e seminudi in un campo da calcio. "Che differenza c'è con le immagini dei campi di concentramento nazisti?", affermò Erdogan appena poche settimane fa. Un paragone che ha suscitato pesanti reazioni e critiche, tra cui la risposta del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, che lo scorso lunedi aveva chiamato Erdogan "un nazi totale".

In Egitto 30 feriti palestinesi e 3 aerei con aiuti per Gaza

L'Egitto ha accolto oggi attraverso il valico di Rafah 30 palestinesi feriti provenienti dagli ospedali della Striscia di Gaza, che saranno curati negli ospedali egiziani. Lo fanno sapere fonti della Mezzaluna rossa precisando che li accompagnavano altrettante persone. Rientrati anche 56 egiziani, 250 titolari di residenza negli Emirati, 38 statunitensi, 3 cittadini della dalla Macedonia del Nord e un canadese. Il portavoce ufficiale del governatorato del Nord Sinai, Mohamed Selim, ha poi riferito che l'aeroporto di Al-Arish ha ricevuto 3 aerei, il primo dal Qatar, che trasportava 9,7 tonnellate di forniture mediche, il secondo dagli Emirati, con 21,38 tonnellate di forniture mediche e barili di gasolio, e il terzo aereo proveniente dal Belgio, con 42,8 tonnellate di forniture mediche, medicinali e latte in polvere.

Wafa: “Ucciso un 17enne palestinese negli scontri in Cisgiordania”

Un palestinese di 17 anni - con anche cittadinanza Usa - è stato ucciso negli scontri con l'esercito israeliano vicino Ramallah in Cisgiordania. Lo hanno riferito, citate dall'agenzia Wafa, fonti mediche che hanno identificato il giovane in Tawfiq Hafez Tawfiq Ajaq morto per le "ferite riportate alla testa". Secondo fonti palestinesi Ajaq avrebbe anche il passaporto americano. Haaretz ha aggiunto che negli scontri sono stati lanciati sassi ai soldati. L'esercito israeliano non ha ancora dato la sua versione dei fatti

I parenti degli ostaggi bloccano l’autostrada a Tel Aviv: scontri con polizia

La polizia israeliana si è scontrata con un gruppo di parenti di ostaggi israeliani dopo che questi avevano tentato di bloccare un'importante autostrada di Tel Aviv. Tra i sette arrestati anche Shahar Mor, il cui nipote Avraham si trova ancora nelle mani di Hamas. I filmati della protesta mostrano i manifestanti mentre tengono in mano cartelli davanti a lunghe file di automobili. La polizia è intervenuta riuscendo a liberare la strada solo dopo essersi scontrata con loro. Mor ha raccontato di essere stato arrestato mentre tentava di raggiungere la sua auto, inseguito dagli agenti armati di fucile. In seguito, ha riferito, tutte le persone finite in manette sono state rilasciate

Abu Mazen: “Impossibile la sicurezza senza lo Stato palestinese”

Il portavoce del presidente palestinese Abu Mazen ha detto che non ci può essere "sicurezza e stabilità nella regione" senza uno Stato palestinese. Sono parole che arrivano in risposta al rifiuto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alle richieste degli Stati Uniti di fare passi per arrivare alla creazione di uno Stato palestinese dopo la guerra

Pakistan: “Intesa con l'Iran per una de-escalation”

Pakistan e Iran hanno concordato una "de-escalation" dopo lo scambio di attacchi degli ultimi giorni. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Islamabad Jalil Abbas Jilani dopo un colloquio con il collega Hossein Amir-Abdollahian. I ministri hanno anche discusso del ritorno degli ambasciatori nelle due capitali. In una nota il governo pachistano ha ricordato le relazioni fraterne tra i due paesi, mentre Jilani ha auspicato di lavorare con Teheran sulla base di uno "spirito di fiducia reciproca e cooperazione". E ha sottolineato che il rispetto dell'integrità territoriale e della sovranità deve essere alla base di questa cooperazione

Allarme Onu: “Ogni ora uccise a Gaza due madri”

Ogni ora a Gaza vengono uccise due madri: è l'allarme lanciato dal rapporto di UN Women dedicato all'impatto che la crisi in corso ha sulle donne. "La crisi di Gaza sta colpendo le donne e le ragazze a livelli senza precedenti, con perdite di vite umane e livelli catastrofici di bisogni umanitari - si legge in una nota che sintetizza il rapporto. Il numero di persone uccise è triplicato rispetto al totale dei 15 anni precedenti messi insieme ed è cambiata anche la percentuale demografica: oggi si stima che circa il 70% delle persone uccise a Gaza siano donne e bambini, comprese due madri ogni ora uccise dall'inizio della crisi". "Il trauma generazionale inflitto al popolo palestinese in questi 100 giorni e oltre, perseguiteranno tutti noi per le generazioni a venire", ha sottolineato la leader di UN Women, commentando il rapporto. Degli 1,9 milioni di sfollati, quasi un milione sono donne e ragazze, che cercano rifugio in condizioni precarie, ma a Gaza nessuno e da nessuna parte è al sicuro. UN Women stima che almeno 3.000 donne potrebbero essere diventate vedove e capofamiglia, con urgente bisogno di protezione e assistenza alimentare, e almeno 10.000 bambini potrebbero aver perso il padre

Borrell: “Israele finanziò Hamas per indebolire l’Anp”

"Non usciremo dalla tragedia che stiamo vivendo ora se non con un impegno molto forte da parte della Comunità internazionale. La buona notizia è che c'è gente disposta a farlo. E la brutta notizia è che Israele, in particolare il governo, lo rifiuta categoricamente. Proprio ieri Netanyahu lo ha ripetuto, come se anticipasse le mie parole di oggi, sulla soluzione che lui personalmente boicotta da 30 anni. Quindi che si fa? Quando e come farlo? Nessuno ha la risposta. Crediamo solo che la soluzione dei due Stati debba essere imposta dall'esterno per portare la pace". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, nel suo discorso per la cerimonia di investitura per dottorato ad Honoris causa all'Università di Valladolid, in Spagna. "Anche se, insisto, Israele ribadisce questo rifiuto. Per impedirlo è arrivato a creare Hamas e Hamas è stato finanziato dal governo israeliano per cercare di indebolire l'autorità palestinese di Fatah. Ma se non interveniamo con forza, la spirale di odio e violenza continuerà di generazione in generazione, di funerale in funerale, quando fioriranno i semi dell'odio che vengono seminati oggi a Gaza", ha aggiunto

(afp)

Rutte a Netanyahu: “Ridurre drasticamente la violenza a Gaza. Hamas rilasci gli ostaggi”

Il primo ministro olandese, Mark Rutte, ha esortato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, a "ridurre drasticamente il livello di violenza nelle sue operazioni" a Gaza e a "consentire l'ingresso di più aiuti umanitari e in tempi più brevi". Lo ha reso noto lo stesso Rutte in un messaggio su X dopo un colloquio telefonico con Netanyahu definito "molto franco".
Nella Striscia "ci sono troppe vittime civili innocenti", ha sottolineato Rutte, indicando la necessità di "una pausa umanitaria immediata"."Spetta ad Hamas - ha aggiunto - liberare tutti gli ostaggi il più rapidamente possibile".

(reuters)

Onu: a Gaza un'intera generazione di bambini è a rischio

"Corriamo il rischio di perdere una generazione di bambini" nella Striscia di Gaza. Lo ha detto alla Bbc il commissario generale dell'Agenzia della Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, di ritorno dalla sua quarta visita nell'enclave da quando la guerra tra Hamas e Israele è iniziata. "Ci sono oggi più di mezzo milione di bambini nel sistema scolastico primario e secondario" della Striscia, afferma Lazzarini, "come faranno a rientrare se non riusciremo a riportare le persone nelle loro case che sono state completamente distrutte?".

(ansa)

Migliaia di sostenitori Houthi in piazza a Sana’a contro i raid

Migliaia di sostenitori Houthi sono scesi in piazza a Sanaa, nello Yemen, per esprimere la loro solidarietà ai palestinesi e protestare contro i raid aerei statunitensi.

Mosca chiede ad Hamas il rilascio degli ostaggi civili: “A Gaza situazione catastrofica”

L'inviato speciale russo per il Medio Oriente, Mikhail Bogdanov, ha denunciato una crisi umanitaria nella Striscia di Gaza che "ha raggiunto proporzioni catastrofiche" durante un colloquio avuto a Mosca con Musa Abu-Marzouk, membro del Politburo di Hamas. Nello stesso incontro, riferisce il ministero degli Esteri russo, citato da Ria Novosti, Bogdanov ha chiesto il "rapido rilascio dei civili catturati durante gli attacchi del 7 ottobre e trattenuti da fazioni palestinesi, compresi tre cittadini russi".

La relatrice Onu per i diritti umani nei Territori: probabile che a Gaza si stia commettendo genocidio

La relatrice speciale dell'Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ha affermato, in un'intervista a El Paìs, di "sostenere" la decisione del Sudafrica di chiedere misure cautelari alla Corte internazionale di giustizia in quanto ritiene "molto probabile che a Gaza si stia commettendo un genocidio". "Il genocidio è la distruzione di un popolo, in tutto o in parte, attraverso vari atti di uccisione, infliggendo gravi danni mentali o fisici e creando condizioni che rendono la vita impossibile", e "guardate il risultato di tre mesi di bombardamenti. Armi proibite, che non dovrebbero essere usate in aree fortemente popolate come Gaza, sono state usate contro una popolazione che vive intrappolata in 365 chilometri quadrati, dove alla popolazione è stato ordinato di evacuare in massa e dove ci sono 1,9 milioni di sfollati forzati stipati nel sud della Striscia che vengono bombardati mentre parliamo", ha detto Albanese ricordando che "sono già 24.000 i morti accertati, tra i 7.000 e i 9.000 i dispersi e 10.000 i bambini uccisi" e "il 70% delle vittime sono donne e bambini".

Il Belgio ha dato l’ok alla partecipazione attiva alla missione Ue nel Mar Rosso

Il governo del Belgio, dopo aver riunito questa mattina il Kern, ovvero il Consiglio dei ministri ristretto, ha deciso di partecipare attivamente alla missione navale europea nel Mar Rosso. Lo annunciano i media locali mentre la comunicazione ufficiale da parte dell'esecutivo belga è prevista a breve. Il Belgio, quindi, dovrebbe inviare una sua nave militare nel Mar Rosso quando, il prossimo febbraio, l'Ue certificherà il lancio dell'operazione.

La Mezzaluna rossa: l’Idf ha sparato contro rifugiati nelle nostre sedi a Gaza

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha dichiarato su X che l'esercito israeliano ha sparato, ferendoli, contro palestinesi sfollati che si rifugiavano nella sua sede centrale e nell'ospedale al-Amal di Khan Younis. La notizia arriva dopo che i bombardamenti dell'artiglieria israeliana hanno colpito la struttura nelle prime ore del mattino.

Congedo per parte dei riservisti dispiegati a Gaza. Ma dovranno presto essere richiamati. Haaretz: “Mandare al fronte anche gli ultraortodossi”

In un incontro con truppe dislocate a Gaza il capo di stato maggiore israeliano generale Herzi Halevi ha assicurato che i vertici dell'esercito si rendono conto del fardello ricaduto sui riservisti in seguito a un conflitto che si protrae da oltre tre mesi. "Noi comprendiamo - ha detto - che fra i riservisti esiste una tensione insita fra il servizio sul campo di battaglia ed il ritorno a casa". "Noi stiamo attuando un piano - ha aggiunto - in base al quale una parte delle forze di riserva vengono ora congedate, ben sapendo al tempo stesso che dovremo richiamarle di nuovo". In un editoriale dedicato alla questione, Haaretz prevede che nei mesi a venire l'onere che ricadrà sui riservisti è destinato a crescere ulteriormente. Il giornale sollecita dunque il governo di Benyamin Netanyahu (che si basa fra l'altro sul sostegno di due partiti ortodossi) ad avviare una coscrizione obbligatoria per i giovani ebrei ortodossi, "decine di migliaia dei quali - polemizza - stanno nei loro collegi rabbinici senza dare alcun contributo né allo sforzo militare né a quello economico del Paese".

Al Jazeera: a Gaza un medico costretto ad amputare la gamba alla figlia in casa senza anestesia

Le condizioni sanitarie a Gaza sono così disastrose che un medico è stato costretto ad amputare la gamba della figlia ferita a casa senza anestesia. A raccontare la storia è Al Jazeera. Il medico, Hany al-Faisal, ha detto di non avere altra scelta perché i bombardamenti israeliani in corso hanno reso troppo pericoloso per la famiglia uscire di casa per farsi curare in ospedale.

Medioriente: settimo giorno di blackout delle comunicazioni nella Striscia di Gaza

Settimo giorno di blackout delle comunicazioni nella Striscia di Gaza, il più lungo dall'inizio della guerra. La mancanza di comunicazioni ostacola il coordinamento delle consegne di aiuti e degli sforzi di salvataggio.

(afp)

Missione Ue nel Mar Rosso: almeno tre navi contro missili e droni Houti

La missione che l'Ue sta preparando nell'area del Mar Rosso, per proteggere il traffico mercantile bersagliato dagli Houti yemeniti, conterà su almeno "tre navi" militari, in grado di attuare il mandato, che sarà quello di abbattere "missili, razzi o droni" lanciati contro le imbarcazioni dirette o provenienti dal Canale di Suez. Lo spiega una fonte diplomatica europea, in vista del Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo a Bruxelles, nel quale i ministri discuteranno anche della missione, oltre che della guerra in Ucraina, del conflitto nella Striscia di Gaza e della situazione in Armenia e Azerbaigian.

Londra valuta l’invio di nuovi aiuti a Gaza da Cipro

Londra sta studiando come inviare nuovi aiuti nella Striscia di Gaza in modo più diretto, facendoli partire da Cipro. Lo ha detto il ministro britannico della Difesa, Grant Shapps, dopo aver incontrato il presidente cipriota, Nikos Christodoulides. Le navi, ha spiegato Shapps, "potrebbero arrivare direttamente in Israele" con gli aiuti che poi entrerebbero nell'enclave attraverso il valico di Kerem Shalom "che gli israeliani hanno aperto". Queste operazioni, che aumenterebbero il volume di forniture umanitarie alla popolazione di Gaza, richiedono "un bel po' di lavoro organizztivo", ha osservato Shapps.

Londra valuta l’invio di nuovi aiuti a Gaza da Cipro

Londra sta studiando come inviare nuovi aiuti nella Striscia di Gaza in modo più diretto, facendoli partire da Cipro. Lo ha detto il ministro britannico della Difesa, Grant Shapps, dopo aver incontrato il presidente cipriota, Nikos Christodoulides. Le navi, ha spiegato Shapps, "potrebbero arrivare direttamente in Israele" con gli aiuti che poi entrerebbero nell'enclave attraverso il valico di Kerem Shalom "che gli israeliani hanno aperto". Queste operazioni, che aumenterebbero il volume di forniture umanitarie alla popolazione di Gaza, richiedono "un bel po' di lavoro organizztivo", ha osservato Shapps.

Gaza: 24.762 morti in Raid Israele dal 7 ottobre

È salito a 24.762 morti e 62.108 feriti il bilancio delle vittime causate dalla rappresaglia israeliana sulla Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Gaza, governato da Hamas. Solo nelle ultime 24 ore hanno perso la vita 142 palestinesi, mentre 278 sono rimasti feriti nell'enclave palestinese.

Hezbollah: “Israele non è pronto a guerra contro di noi”

"Israele non è pronto a una guerra" contro Hezbollah. Lo ha detto il capo del gruppo parlamentare di Hezbollah a Beirut, Mohammad Raad, sostenendo che "il nemico israeliano non è preparato per una guerra alla quale è invece pronta la resistenza in Libano. Questa gli mostrerà tutta la sua potenza e avrà sempre l'ultima parola". Dicendo che Israele è "imbarazzato e frustrato" per le sue perdite nella Striscia di Gaza, Raad sostiene che l'esercito israeliano "non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi".

L'esponente di Hezbollah ha aggiunto che "il nemico israeliano è costretto a ritirarsi perché è stanco e deve affrontare una resistenza che non si aspettava. E' frustrato e ha messo in imbarazzo tutti coloro che lo sostengono".

(reuters)

Al Jazeera, 10 uccisi in raid israeliani a Khan Yunis

È di 10 morti il numero delle vittime dopo i bombardamenti israeliani nella notte nella zona Abasan di Khan Yunis. Secondo l'emittente qatariota al Jazeera ai raid aerei notturni si sono aggiunti i carri armati e i veicoli dell'esercito israeliano che si sono spinti nelle vicinanze dell'ospedale Nasser e dell'ospedale da campo giordano.

Ministro Israele: obiezioni evitarono attacco a Hezbollah a inizio guerra

L'ex capo dell'esercito Gadi Eisenkot ha confermato le notizie secondo cui, all'inizio della guerra fra Israele e Hamas, un attacco preventivo israeliano contro le milizie libanesi di Hezbollah fu annullato all'ultimo minuto. Eisenkot ha parlato in un'ampia intervista al programma d'inchiesta Uvda andata in onda giovedì sulla televisione israeliana Channel 12, la prima volta che ha parlato in pubblico della gestione della guerra. Il ministro ha raccontato di essere stato tra coloro che si sono opposti a un attacco preventivo a Hezbollah in quella che ha descritto come una burrascosa riunione di Gabinetto dell'11 ottobre, che ha riferito che gli ha lasciato la voce rauca per le urla. Un attacco del genere sarebbe stato un "errore strategico" e avrebbe probabilmente scatenato una guerra regionale, ha dichiarato Eisenkot, affermando che le forti obiezioni sollevate da lui e da altri durante la riunione del Gabinetto furono fondamentali per evitare l'attacco.

(afp)


Israele-Palestina in presenza a Consiglio Esteri Ue

I ministri degli Esteri di Israele e Palestina parteciperanno in presenza al Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo a Bruxelles. Lo dicono fonti diplomatiche. L'agenda, al momento, prevede una colazione con il ministro egiziano prima del Consiglio vero e proprio. Poi i 27 si concentreranno sull'Ucraina. Chiuso il capitolo sarà il turno del ministro israeliano. Quindi un pranzo con gli emissari di Arabia Saudita, Giordania e Lega Araba. Infine l'incontro con il rappresentante palestinese.

Eisenkot contro Netanyahu: "illusione" sconfitta Hamas, ostaggi a casa solo con accordo

Solo un accordo di cessate il fuoco con Hamas può riportare a casa gli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia di Gaza e coloro che affermano di poterli liberare con la pressione militare stanno diffondendo solo "illusioni". Lo sostiene un ministro del Gabinetto di guerra israeliano, Gadi Eisenkot, in una critica diretta al premier Benjamin Netanyahu.
Ex capo dell'esercito, il cui figlio è stato ucciso diverse settimane fa mentre combatteva a Gaza, Eisenkot ha dichiarato ieri sera a Channel 12 che "gli ostaggi torneranno vivi solo se ci sarà un accordo, collegato a una pausa significativa nei combattimenti".

(reuters)

Media: Idf colpisce 10 obiettivi nel Sud del Libano

Media libanesi riferiscono che l'Idf ha colpito circa 10 obiettivi nel sud del Libano in raid ancora in corso. Non c'è stato ancora alcun commento da parte dell'esercito israeliano.

Houthi, transito sicuro Mar Rosso per navi Iran e Russia

I ribelli yemeniti Houthi, i cui attacchi stanno ostacolando il traffico marittimo nel Mar Rosso, hanno garantivo un "passaggio sicuro" alle navi cinesi e russe su questa rotta strategica. Lo ha dichiarato uno dei loro leader al quotidiano russo Izvestia.
Da metà novembre, gli Houthi hanno effettuato una trentina di attacchi nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, sostenendo di aver preso di mira navi dirette verso Israele in segno di "solidarietà" con i palestinesi della Striscia di Gaza. Gli Stati Uniti, il principale alleato di Israele, hanno creato una coalizione per pattugliare le coste yemenite e proteggere il traffico marittimo internazionale.

(afp)

Idf: Ucciso portavoce Jihad Islamica che realizzava video con ostaggi

Un portavoce della Jihad Islamica, Wael Abu Fanounah, è stato ucciso in un raid aereo israeliano nella Striscia di Gaza. Lo si legge in una nota congiunta dello Shin Bet e delle Forze di difesa israeliana (Idf), che spiegano che Abu Fanounah si occupava della realizzazione e diffusione dei video di propaganda del gruppo, compresi quelli con gli ostaggi e sui razzi lanciati verso Israele.

In precedenza Abu Fanounah aveva ricoperto altri incarichi di rilievo all'interno della Jihad Islamica, compreso quello di vice di Khalil Bahtini, il comandante del gruppo nel nord della Striscia di Gaza.

Tajani, “Pronti a inviare italiani in missione Onu a Gaza”

"Gli oltre 1.000 militari italiani in Libano sono là per una missione dell'Onu. Qualora servisse a Gaza, in una fase di transizione, una missione di pace, noi siamo pronti a inviare i nostri militari con l'Onu come portatori di pace. Non c'è nessuna richiesta americana di allargare la missione libanese al riguardo". Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ai microfoni di Radio24.

(ansa)

Al Jazeera: 40 morti in raid a Gaza

Più di 40 persone sono state uccise dopo l'ultima ondata di attacchi israeliani in tutta la Striscia di Gaza. Lo riferisce al Jazeera, precisando che ventinove corpi senza vita sono stati portati all'ospedale al-Aqsa di Deir el-Balah, mentre altri 12 sono stati portati all'ospedale al-Shifa, appena funzionante, nella città di Gaza.

Almeno tre di loro sono stati uccisi nei bombardamenti israeliani nel quartiere Sheikh Radwan di Gaza City. Le forze israeliane hanno continuato a bombardare Khan Younis e a trasferire rinforzi militari nell'area.

(reuters)

Migliaia in piazza a Tel Aviv per il cessate il fuoco

Migliaia di persone si sono riunite a Tel Aviv ieri sera tardi per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e la pace con i palestinesi. Le manifestazioni si stanno svolgendo di nuovo in Israele mentre cresce la rabbia nei confronti dell'amministrazione Netanyahu che non è riuscita a liberare i prigionieri nonostante la guerra devastante.

Durante le proteste erano presenti anche alcune famiglie dei prigionieri, con molti manifestanti che portavano cartelli con la scritta "La pace inizia con la speranza" e "La pace è l'unica soluzione".

Morto un soldato israeliano, sono 194 dall’inizio della guerra

Le forze di sicurezza israeliane annunciano la morte di un soldato a causa delle ferite riportate durante i combattimenti nel sud della Striscia di Gaza. Lo scrive il Times of Israel, aggiornando il bilancio a 194 militari morti nell'offensiva di terra contro Hamas. Il soldato, deceduto mercoledì, è un ventenne dell'unità di ricognizione della Brigata Givati, di Herzliya.

Houthi: transito sicuro nel mar Rosso per Iran e Russia

I ribelli yemeniti Houthi, i cui attacchi stanno ostacolando il traffico marittimo nel Mar Rosso, hanno garantito un "passaggio sicuro" alle navi cinesi e russe su questa rotta strategica. Lo ha dichiarato uno dei loro leader al quotidiano russo Izvestia.


Usa confermano attacco Houti a nave Chem Ranger: “Non sono stati segnalati danni”

Gli Stati Uniti, attraverso il Comando centrale, confermano che "terroristi Houti sostenuti dall'Iran hanno lanciato due missili balistici antinave contro imbarcazione Chem Ranger, una nave battente bandiera dell'Isola Marshall, negli Stati Uniti". Si tratta di una nave cisterna gestita dalla Grecia. Il Centcom sottolinea che "Non sono stati segnalati feriti o danni alla nave. La nave ha continuato la navigazione". L'equipaggio ha osservato i missili colpire l'acqua vicino alla nave".

Fonti Usa: “Continueremo a pressare Netanyahu per soluzione due Stati”

Gli Stati Uniti non si faranno influenzare dal rifiuto di Benjamin Netanyahu di uno Stato palestinese e continuerà a fare pressioni su Israele. A riferirlo sono fonti dell'Amministrazione alla Cnn, a conferma della tensione esistente tra la Casa Bianca e il premier israeliano, al di là del continuo sostegno espresso in pubblico a Israele dal presidente Joe Biden. "Se prendessimo queste dichiarazioni come l'ultima parola, non ci sarebbe stata l'assistenza umanitaria a Gaza e nessun ostaggio rilasciato", ha detto un alto funzionario dell'Amministrazione Usa. "Come per queste e molte altre questioni, continueremo a lavorare verso il giusto risultato, in particolare su questioni su cui siamo fortemente in disaccordo", ha aggiunto.

Gli Houti rivendicano un nuovo attacco a una nave Usa

Gli Houti rivendicano un altro attacco contro una nave americana nel Golfo di Aden. Lo riporta il Guardian. Gli Houti hanno affermato di aver lanciato "missili navali" contro una nave americana, la Chem Ranger, giovedì nel Golfo di Aden. L'attacco ha provocato "colpi diretti", afferma una dichiarazione del gruppo Houti. Le forze armate yemenite confermano che una ritorsione agli attacchi americani e britannici è inevitabile e che ogni nuova aggressione non rimarrà impunita.

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