Laurea ad Harvard, origini (anche) italiane: chi è Elise Stefanik, la “killer” di destra che Trump potrebbe scegliere come vicepresidente
di Massimo BasileNew York - La rappresentante Repubblicana del Congresso Elise Stefanik è una “killer”. La definizione è di Donald Trump e tanto è bastato per scatenare i media americani sull’identikit della misteriosa persona candidata a diventare la vicepresidente in ticket con il tycoon.
Trump, nei giorni scorsi, ha confessato di aver già scelto il suo numero due, ma di volere tenere ancora un po’ di suspense prima di rivelare il nome. Da qualche ora il nome di Stefanik è cominciato a girare a Washington. Quel termine, “killer”, nel senso di micidiale, tremenda, estremamente vincente, potrebbe non essere stato usato a caso.
Secondo Nbc News, che parla di otto fonti di cui non si indicano i nomi, Trump avrebbe analizzato le candidature a fine dicembre, in Florida. Tra i nomi sarebbe stato fatto anche quello di Nikki Haley, l’ex ambasciatrice Usa all’Onu con Trump, con cui il tycoon si scontrerà presto in New Hampshire. Ma ora sembra il momento di Stefanik: ha 39 anni, padre cecoslovacco e madre di…
New York - La rappresentante Repubblicana del Congresso Elise Stefanik è una “killer”. La definizione è di Donald Trump e tanto è bastato per scatenare i media americani sull’identikit della misteriosa persona candidata a diventare la vicepresidente in ticket con il tycoon.
Trump, nei giorni scorsi, ha confessato di aver già scelto il suo numero due, ma di volere tenere ancora un po’ di suspense prima di rivelare il nome. Da qualche ora il nome di Stefanik è cominciato a girare a Washington. Quel termine, “killer”, nel senso di micidiale, tremenda, estremamente vincente, potrebbe non essere stato usato a caso.
Secondo Nbc News, che parla di otto fonti di cui non si indicano i nomi, Trump avrebbe analizzato le candidature a fine dicembre, in Florida. Tra i nomi sarebbe stato fatto anche quello di Nikki Haley, l’ex ambasciatrice Usa all’Onu con Trump, con cui il tycoon si scontrerà presto in New Hampshire. Ma ora sembra il momento di Stefanik: ha 39 anni, padre cecoslovacco e madre di origine italiana, è laureata ad Harvard, è stata eletta a New York ed è entrata al Congresso il 3 gennaio 2015.
Nonostante la relativa giovane età in politica, Stefanik ha velocemente scalato le gerarchie, grazie alla sua grande ambizione, unita alla fedeltà nei confronti di Trump: rappresentante della destra del partito, si è schierata con ostinazione contro i due impeachment e, fin da subito, a favore del tentativo di bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden il 6 gennaio 2021.
Ma è soprattutto il mese scorso che è diventata una star dei Repubblicani a Washington: è stato quando, nel corso dell’audizione del Congresso, ha messo alle strette le tre donne ai vertici di tre università d’elite americana e liberal, Harvard, Mit e University of Pennsylvania, chiamate a rispondere delle manifestazioni antisemite organizzate dagli studenti. Stefanik aveva torchiato in particolare Claudine Gay, presidente di Harvard, chiedendole più volte se avesse ritenuto legittima la scelta degli studenti di invocare il genocidio ebraico. Gay aveva risposto in modo evasivo.
La presidente era stata ascoltata con Elizabeth Magill, presidente di University of Pennsylvania, e Sally Kornbluth, del Mit, Massachusetts Institute of Technology. “Invocare il genocidio degli ebrei - aveva insistito Stefanik - viola il codice etico di Harvard, sì o no?”. “Dipende dal contesto”, aveva risposto Gay. Il botta e risposta era diventato virale sui social. Quattro giorni dopo, Magill si era dimessa. Gay si era scusata pubblicamente, ma poi è stata travolta da accuse di plagio e costretta a lasciare l'incarico.
La popolarità di Stefanik è salita alle stelle. Ora quel “killer” potrebbe rappresentare un’investitura. Steve Bannon, esponente dell’estrema destra ed ex stratega di Trump, ma non ex amico, ha detto a Nbc che la Repubblicana di New York è “al top” nella corsa a vice presidente. Un rappresentante della campagna trumpiana ha aggiunto: “Se sei Trump, vuoi qualcuno che sia leale al di sopra di tutto. Non vuole ripetere l’errore fatto con Mike Pence”.
Pence è stato fedele per quasi tutti e quattro gli anni di presidenza, tranne dopo il risultato delle elezioni del novembre 2020, e soprattutto il 6 gennaio, quando si era rifiutato di bloccare la certificazione della vittoria di Biden. Stefanik probabilmente non ci avrebbe pensato un minuto. Ora la Repubblicana sta facendo campagna per Trump in New Hampshire, in vista delle primarie in programma la prossima settimana. “Non parlerò del contenuto delle mie conversazioni con lui - ha spiegato a Nbc - sono onorata di poterlo considerare un amico, sono orgogliosa di essere stata il primo membro del Congresso ad appoggiare la sua rielezione e lui ha ottenuto una grande vittoria in Iowa. Per me, conta solo questo”.