La giravolta di Mosca contro l’Italia e l’Occidente: “Il neonazismo avanza”
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA — La Russia, che sostiene di voler «denazificare l’Ucraina», soffia da giorni sul fuoco delle polemiche divampate in Italia dopo l’adunata nera ad Acca Larentia. Dopo aver ammiccato per anni con la nostra estrema destra, non essendo riuscita a sobillarla, adesso cambia strategia e la prende di mira con le armi consolidate della disinformatsija nel tentativo di destabilizzare il Paese.
In apertura della sua tradizionale conferenza stampa di inizio anno, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha riservato dure parole per i «Paesi dell’Asse», Italia, Germania e Giappone, che per due volte hanno votato contro la risoluzione Onu di condanna dell’esaltazione del nazismo proposta da Mosca.
Il fatto che a bocciarla siano stati proprio quei Paesi che, «dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, si erano pentiti dei crimini commessi assicurando che non si sarebbero ripetuti… fa sorgere gravi pensieri e solleva la domanda su quale piega stiano prendendo questi processi ideologi…
MOSCA — La Russia, che sostiene di voler «denazificare l’Ucraina», soffia da giorni sul fuoco delle polemiche divampate in Italia dopo l’adunata nera ad Acca Larentia. Dopo aver ammiccato per anni con la nostra estrema destra, non essendo riuscita a sobillarla, adesso cambia strategia e la prende di mira con le armi consolidate della disinformatsija nel tentativo di destabilizzare il Paese.
In apertura della sua tradizionale conferenza stampa di inizio anno, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha riservato dure parole per i «Paesi dell’Asse», Italia, Germania e Giappone, che per due volte hanno votato contro la risoluzione Onu di condanna dell’esaltazione del nazismo proposta da Mosca.
Il fatto che a bocciarla siano stati proprio quei Paesi che, «dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, si erano pentiti dei crimini commessi assicurando che non si sarebbero ripetuti… fa sorgere gravi pensieri e solleva la domanda su quale piega stiano prendendo questi processi ideologici in questi Paesi», ha detto il ministro.
L’affondo di Zakharova contro i media italiani
Un tema su cui è poi tornata la sua portavoce, Maria Zakharova. Nella sola, e insolita, intromissione nel botta e risposta tra Lavrov e i giornalisti presenti, si è rivolta ai media italiani: «Spero che presenteranno i loro reportage sulle manifestazioni dei neo-fasciti nel centro di Roma. Per il momento non li abbiamo visti, ma la speranza c’è».
Peccato che all’episodio proprio Repubblica abbia dedicato ampi servizi e titoli da prima pagina. Cosa che non doveva esserle sfuggita visto che, una settimana fa, su Telegram, se l’era presa con i «giocatori di bussolotti» (modo di dire russo per “farabutti”) del nostro giornale che avevano riferito della presenza di tre neonazisti russi nella marea nera.
Nel suo intervento online Zakharova aveva anche commentato che «l’Occidente appoggia Kiev perché al potere sono saliti i neonazisti, amati e coccolati nei Paesi Nato», «odia la Russia per la sua posizione di principio che prevede il rifiuto del neonazismo» e «si sta vendicando portando avanti, con le mani del regime di Kiev, una guerra ibrida contro» Mosca.
Al raduno del 7 gennaio aveva dedicato ampio spazio anche il talk show 60 minuti sul canale Rossija 1. Mandando in onda le immagini delle braccia tese, la conduttrice Olga Skabeeva aveva commentato che «l’Europa sta tornando alle sue radici», senza però dar conto del coro di condanne in Italia. E Zakharova ieri ha tentato persino di mistificare la realtà accusando i nostri media di tacere.
La crociata contro Meloni dopo lo scherzo fallito
La crociata di Zakharova contro la destra italiana è iniziata quando la premier Giorgia Meloni non è caduta in provocazioni sul presunto nazionalismo e culto ucraino del collaborazionista Stepan Bandera durante lo scherzo telefonico dei due comici russi Vovan i Lexus mandato in onda il primo novembre. «È loro diritto. È Putin ad avere un problema di nazionalismo», aveva detto Meloni. Dalla leader del partito «erede dell’ex-partito neofascista, il Movimento Sociale», come ha ricordato Skabeeva in tv, Mosca evidentemente si aspettava di più.
Lo stesso giorno, su Telegram, Zakharova aveva chiesto se la premier fosse pronta a glorificare Achille Starace, Alessandro Pavolini o a «far rivivere le famigerate brigate nere». Nel briefing del 9 novembre, l’aveva poi incalzata con ulteriori domande: «Fino a che punto è disposta a spingersi per glorificare gli scagnozzi nazisti?».
La Russia come la volpe che non ha afferrato l’uva
Alla Russia non va proprio giù che la leader del governo più a destra della storia repubblicana italiana, che professa gli stessi “valori tradizionali” strombazzati dal Cremlino, continui a sostenere fermamente gli aiuti all’Ucraina.
I tentativi moscoviti di far leva sulle sue relazioni amichevoli con le forze di destra al governo per sabotarlo e indebolire il fronte alleato sono andati a vuoto: la missione a Mosca vagheggiata da Matteo Salvini è saltata e le telefonate dell’ex ambasciatore russo in Italia con l’oramai scomparso Silvio Berlusconi sono oramai acqua passata. E ora la Russia è passata all’attacco sperando magari di solleticare la sinistra e sobillare divisioni. Il comportamento della volpe che non è riuscita ad afferrare l’uva.