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Germania, oltre 100mila in piazza contro l’ultradestra dell’Afd: “È la rivolta della gente perbene”

Manifestanti in piazza a Erfurt

 (afp)
È diventata da una settimana una vera e propria staffetta trasversale a difesa della democrazia: decine le città in cui si è manifestato anche oggi. Tra i manifestanti numerosi sindaci e governatori e il governatore della Bundesbank Nagel
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BERLINO – Sono i centomila della “rivolta della gente perbene”, titola qualcuno. Sono scesi i piazza anche oggi in decine di città grandi e piccole, spesso con temperature sotto lo zero, per esprimere la loro indignazione contro l’ascesa dell’ultradestra parlamentare Afd e contro i suoi complotti segreti con i neonazisti. Nell’82esimo anniversario della Conferenza del Wannsee dove i nazisti decisero lo sterminio sistematico degli ebrei, i tedeschi hanno voluto segnalare al mondo che “mai più” è una promessa viva, che la loro rabbia per la notizia che per anni l’Afd si è incontrata clandestinamente con i nostalgici delle camicie brune per ordire espulsioni di massa dei migranti è profonda.

E oggi la star della giornata, …

BERLINO – Sono i centomila della “rivolta della gente perbene”, titola qualcuno. Sono scesi i piazza anche oggi in decine di città grandi e piccole, spesso con temperature sotto lo zero, per esprimere la loro indignazione contro l’ascesa dell’ultradestra parlamentare Afd e contro i suoi complotti segreti con i neonazisti. Nell’82esimo anniversario della Conferenza del Wannsee dove i nazisti decisero lo sterminio sistematico degli ebrei, i tedeschi hanno voluto segnalare al mondo che “mai più” è una promessa viva, che la loro rabbia per la notizia che per anni l’Afd si è incontrata clandestinamente con i nostalgici delle camicie brune per ordire espulsioni di massa dei migranti è profonda.

E oggi la star della giornata, dopo gli ottantamila ad Amburgo di venerdì, è indubbiamente Francoforte, dove 35mila persone hanno sfilato all’ombra degli imponenti grattacieli delle maggiori banche tedesche, secondo la polizia (mentre erano 50mila secondo gli organizzatori). E dove il sindaco di origine siriana Mike Josef ha promesso che “ci difenderemo” dai nemici della democrazia. Tra i partecipanti, anche il governatore della Bundesbank, Joachim Nagel. La sua portavoce ha twittato le sue parole: “Sono così contento che tanti cittadini in Germania stiano lanciando un segnale così forte a favore della democrazia, contro il razzismo e la divisione della società. Era ora”.

I cartelli in tante città reclamavano una “ribellione del centro”, una rivolta della maggioranza silenziosa, i cortei sono stati organizzati da decine di associazioni tra cui i Fridays for Future o il Buendnis gegen Rechts (Alleanza contro la destra) ma anche da verdi, Spd e i maggiori sindacati. E venerdì si era fatto sentire anche Olaf Scholz: “lo dico con assoluta chiarezza e durezza: gli estremisti di destra stanno attaccando la nostra democrazia. Vogliono distruggere la nostra unità”. Per il cancelliere socialdemocratico è arrivato il momento di “prendere posizione a favore dell’unità, della tolleranza, della nostra Germania democratica”.

A Luckenwalde, in Brandeburgo, il land dove si vota in autunno e l’Afd è primo e sfiora il 30%, lo Spiegel ha intervistato Helmut e Ursula Sell, che esibivano un cartello con una citazione di Ovidio, “Wehret den Anfaengen”, principis obsta, badate agli inizi. Perché lei, Ursula, 84 anni, ricorda ancora il rifugio dove con i genitori riparò dalle bombe degli Alleati contro la Germania nazista. “Non voglio che accada ai miei nipoti”. I manifestanti gridano in coro “tutti uniti contro il fascismo”. E nel paesino del Brandeburgo sono arrivati tre volte i manifestanti che erano attesi: 600.

Una costante, in queste giornate di rumorosa indignazione contro l’Afd, in questa staffetta dei democratici che sta scuotendo tutta la Germania. A Coblenza dovevano essere 500, sono arrivati in settemila, a Norimberga 25mila contro i diecimila, e anche a Est sono stati tanti i segnali di ribellione contro i rigurgiti bruni. A Spremberg, nei pressi di Cottbus, sempre in Brandeburgo, 300 manifestanti hanno disperso una dozzina di neonazisti organizzati da “Die Rechte” e il loro leader Christian Worch è stato cacciato al grido di “Nazis raus”, fuori i nazisti.

E ancora i numeri, i cartelli colorati che gridano “mai più”, che celebrano la “società multicolore” e l”unità contro l’odio” e chiedono “espatriamo nazisti e antisemiti”, e fanno sentire il loro sostegno alla democrazia in decine di città dalle Alpi ai mari del nord. A Hannover, in Bassa Sassonia, sono 35mila, ed è l’ex presidente della Repubblica, Christian Wulff (Cdu) a ricordare l’anniversario della Conferenza del Wansee, a scandire dal palco che “non deve succedere mai più che in Germania si selezionino gli esseri umani in base all’origine, al colore della pelle, alla religione, alle disabilità”. A Karlsruhe manifestano in 20mila, a Kassel in 12mila, come a Giessen, dove i cartelli dettano le parole d’ordine “Mai più è adesso”. E Dov Aviv, capo della comunità ebraica della città, sottolinea che “l’Afd non è l’alternativa’ a nulla”.

A Duesseldorf, il governatore del Nordreno-Westfalia Hendrik Wuest (Cdu) ha ringraziato le decine di migliaia di partecipanti e ha sottolineato che nel centro moderato della società “c’è un’ampia alleanza” contro l’estrema destra che si deve coalizzare anche in politica, tra i partiti. E, sempre in Nordreno-Westfalia, il sindaco di Dortmund Thomas Westphal ha fatto sapere che tutta la città “odia l’Afd, un ex partito di professori confusi che è diventato una miscela tossica e che deve essere vietato”. Nella città della Ruhr hanno sfilato in 30mila, a Wuppertal 8.000 contro i mille attesi: otto volte tanti.

In Turingia si vota in autunno, come in Brandeburgo e in Sassonia, e nel capoluogo, Erfurt, tra i 10mila manifestanti c’è anche il direttore del memoriale dell’ex campo di concentramento di Buchenwald e Mittelbau-Dora, Jens-Christian Wagner. “È un segnale forte” ha commentato su X: “la gente ne ha abbastanza dell’odio dell’Afd e dei piani di espulsione voelkisch”, legato all’ultra nazionalismo tedesco di stampo ottocentesco che impregnò anche il nazismo.

Trenta sindaci del Baden-Wuerttemberg hanno lanciato un appello per “l’unità del centro democratico” contro la destra “che cerca di minare il nostro ordine democratico”. E a Stoccarda lo slogan “Insieme contro l’Afd” ha riunito 2.000 partecipanti, anche in questo caso “più del previsto” secondo un portavoce della polizia. Domani la staffetta della “ribellione della gente perbene” prosegue: a Berlino, Brema, Goerlitz, Colonia, Monaco, Ratisbona e in tante altre città. La Germania si ricompatta contro la destra.

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