RAFAH — Il mondo si è dimenticato di Gaza. Nessuno qui nella Striscia crede in una iniziativa di pace, alla fine della guerra e nelle tende al gelo cresce la frustrazione dei palestinesi. Quella che pensavamo sarebbe stata una situazione temporanea ora è diventata permanente. C’è chi cerca di ingegnarsi per rendere meno dura la vita, ma la maggior parte di noi è afflitta, scoraggiata. Nessuno sa quando potremo tornare nelle nostre case, anche se distrutte. Israele non lo permette. Il pensiero fisso di quasi tutti è come trovare un modo per scappare da Gaza. Ma ora anche le poche speranze di uscire dal valico di Rafah sono chiuse.
Qualche giorno fa Al Jazeera ha pubblicato un’inchiesta molto seria sulla corruzione legata ai permessi per andare via dalla Striscia. Per averli, devi coordinarti con la sicurezza egiziana e girava voce da tempo che ci fossero giri di tangenti, che chiedessero molti soldi in cambio di un lasciapassare. Prima 5mila dollari a testa, ora addirittura 10mila…
RAFAH — Il mondo si è dimenticato di Gaza. Nessuno qui nella Striscia crede in una iniziativa di pace, alla fine della guerra e nelle tende al gelo cresce la frustrazione dei palestinesi. Quella che pensavamo sarebbe stata una situazione temporanea ora è diventata permanente. C’è chi cerca di ingegnarsi per rendere meno dura la vita, ma la maggior parte di noi è afflitta, scoraggiata. Nessuno sa quando potremo tornare nelle nostre case, anche se distrutte. Israele non lo permette. Il pensiero fisso di quasi tutti è come trovare un modo per scappare da Gaza. Ma ora anche le poche speranze di uscire dal valico di Rafah sono chiuse.
Qualche giorno fa Al Jazeera ha pubblicato un’inchiesta molto seria sulla corruzione legata ai permessi per andare via dalla Striscia. Per averli, devi coordinarti con la sicurezza egiziana e girava voce da tempo che ci fossero giri di tangenti, che chiedessero molti soldi in cambio di un lasciapassare. Prima 5mila dollari a testa, ora addirittura 10mila. Prima della guerra Hamas era parte di questo meccanismo di coordinamento, molti pagavano per far mettere il proprio nome in cima alla liste perché i tempi di attesa erano lunghissimi. Funzionari di Hamas ancora lavorano dal lato palestinese del valico, possiamo sospettare che siano coinvolti anche loro nella corruzione, ma non ne abbiamo le prove. Dopo la denuncia di Al Jazeera, gli egiziani hanno fermato tutto per avviare un’indagine sui presunti funzionari corrotti e così anche l’unica porta che avevamo sul mondo si è chiusa. Adesso anche chi ha i soldi non può uscire da Gaza e salvare la propria famiglia.
Siamo ammassati a Rafah, oltre 1 milione e 800mila persone. I bombardamenti continuano su tutta la Striscia. Ieri è stata superata un’altra, tragica, linea rossa: più di 25mila morti, 62mila feriti, e questo senza contare che migliaia di cadaveri non sono mai stati recuperati dalla macerie. Il Ministero della Sanità di Gaza non fa distinzioni tra civili e combattenti, ma afferma che circa due terzi delle persone uccise sono donne e minori. L’esercito israeliano dice di aver ucciso circa 9mila militanti, senza fornire prove. L’85% degli abitanti di Gaza ha dovuto abbandonare le proprie case. Funzionari delle Nazioni Unite affermano che un quarto della popolazione non ha abbastanza cibo e gli aiuti sono insufficienti. È inverno, nelle tende si gela, e manca tutto: il cibo, le coperte, il gas. Presto sarà il caos, le persone cominceranno a uccidersi l’una con l’altra per un po’ di cibo o di denaro. Già ora ci sono gli assalti ai camion di aiuti.
Da qualche giorno sentiamo di grandi disaccordi tra Biden e Netanyahu. il governo di estrema destra israeliano rifiuta ogni tentativo di fermare la guerra. Speriamo che l’amministrazione americana lo costringa a cambiare idea. Qui la maggioranza delle persone è pronta a vivere in due stati, uno di Israele e l’altro di Palestina, ma la condizione perché tutto avvenga è fermare le bombe. Prima fermiamo la guerra e poi parliamo di una soluzione politica, che comunque tutti qui non vogliono preveda un governo di Hamas. Perché Hamas non ha considerato le vite dei palestinesi quando ha deciso di lanciare una guerra contro israele il 7 ottobre. E Israele ha ucciso 25mila persone per liberare 300 ostaggi, senza peraltro riuscirci.