A cent’anni dalla morte soltanto i comunisti ricordano Lenin in Piazza Rossa
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – La Piazza Rossa è cordonata: nella Russia post-24 febbraio anche il minimo raduno va piantonato. L’appuntamento è qui a mezzogiorno. Ma soltanto poche decine di nostalgici osano sfidare le gelide temperature pur di commemorare il centenario della morte di Vladimir Lenin.
Garofani e bandiere rosse in mano e sciarpe con falce e martello sopra ai pesanti giubbotti o alle pellicce. Marciano compatti sotto al raro cielo blu invernale, poi uno a uno depongono i fiori e si addentrano nell’oscurità del Mausoleo per omaggiare la salma del leader bolscevico, morto il 21 gennaio del 1924 a Gorki (oggi in suo onore ribattezzata Gorki Leninskie), alla periferia di Mosca.
Zjuganov e il moderno Partito comunista
“Lenin è rimasto per sempre con l'umanità. Sulla Terra cercò per la prima volta di costruire un nuovo mondo in cui governasse il lavoro e non il capitale”, commenta a favor di telecamera Gennadij Zjuganov, il leader del Partito comunista.
Bandito il Pcus dopo il fallito golpe dell'ag…
MOSCA – La Piazza Rossa è cordonata: nella Russia post-24 febbraio anche il minimo raduno va piantonato. L’appuntamento è qui a mezzogiorno. Ma soltanto poche decine di nostalgici osano sfidare le gelide temperature pur di commemorare il centenario della morte di Vladimir Lenin.
Garofani e bandiere rosse in mano e sciarpe con falce e martello sopra ai pesanti giubbotti o alle pellicce. Marciano compatti sotto al raro cielo blu invernale, poi uno a uno depongono i fiori e si addentrano nell’oscurità del Mausoleo per omaggiare la salma del leader bolscevico, morto il 21 gennaio del 1924 a Gorki (oggi in suo onore ribattezzata Gorki Leninskie), alla periferia di Mosca.
Zjuganov e il moderno Partito comunista
“Lenin è rimasto per sempre con l'umanità. Sulla Terra cercò per la prima volta di costruire un nuovo mondo in cui governasse il lavoro e non il capitale”, commenta a favor di telecamera Gennadij Zjuganov, il leader del Partito comunista.
Bandito il Pcus dopo il fallito golpe dell'agosto 1991 ed emarginati i movimenti della sinistra più radicale, a difendere l'eredità politica di Lenin in Russia non resta che il suo partito, il Kprf, seppure accusato di far parte della cosiddetta "opposizione sistemica" e di contrapporre soltanto una resistenza di facciata al Cremlino in Parlamento.
L’anniversario passa in sordina come già i 150 anni dalla sua nascita nel 2020 e il centenario della Rivoluzione nel 2017. Pochi eventi: una mostra e una lunga intervista con Zjuganov mandata in onda nel pomeriggio da “Pervyj Kanal”, il Primo Canale della tv russa, intitolata “L’uomo che ha cambiato tutto”.
Il sondaggio su Lenin cent'anni dopo
Secondo un sondaggio condotto per l’occasione dal Centro panrusso per lo studio dell’opinione pubblica (VTsIOM), se un russo su due ha un atteggiamento piuttosto positivo nei confronti del leader socialista, uno su sette si dice negativo. E soltanto il 35% – dell’88% di intervistati che ha ammesso di conoscere o aver sentito parlare di Vladimir Lenin – pensa che le sue attività abbiano portato più benefici che danni alla Russia. Il 19% opta per più danni.
Putin contro Lenin
Opinione condivisa dal presidente russo Vladimir Putin che ha accusato Lenin di aver “piantato una bomba atomica a orologeria sotto l’edificio chiamato Russia” concedendo alle Repubbliche socialiste il diritto alla secessione, consentendo così la disgregazione dell’Urss, per lui “la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo”.
Nel discorso del febbraio 2022, con cui tre giorni prima dell’avvio dell’offensiva in Ucraina riconobbe l’indipendenza delle due autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Lugansk, disse anche: “Come risultato della politica bolscevica nacque l'Ucraina sovietica, che ancora oggi può essere chiamata con buona ragione l'Ucraina di Vladimir Ilyich Lenin". Lui è l'autore e l'architetto”.
Il dibattito sulla sepoltura
La folla raccolta in piazza Rossa non è d’accordo. La pensionata 78enne Valentina Aleksandrovna, crede anzi che il Paese sia “sull’orlo dell’abisso” e “soltanto” la dottrina di Lenin possa permettere alla Russia “di uscire dalla situazione attuale”: “rappresenta un ideale che non soltanto va rispettato, ma va seguito”.
“Solo i traditori, gli ubriachi e i mascalzoni completi possono sputare addosso a questa figura storica”, commenta Zjuganov che respinge anche i consueti appelli della Chiesa Russa Ortodossa perché la salma di Lenin venga interrata.
“Lenin fu sepolto in una cripta, a meno di 3 metri dal livello del suolo, nel rigoroso rispetto di tutte le leggi, comprese quelle ortodosse. E nelle condizioni della guerra dichiarata dagli anglosassoni al mondo russo, parlarne è un vero crimine. Anche a Putin ho detto: finché rimarrò seduto qui, questa barbarie non accadrà”.