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"Porre fine alla crisi ucraina e riportare la pace è più urgente che mai e le parti devono lavorare più duramente per questo obiettivo". Lo ha detto l'ambasciatore cinese all'Onu Zhang Jun durante la riunione del Consiglio di Sicurezza sull'Ucraina. Poco prima dell’inizio del Consiglio Ue l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell aveva dichiarato che “il sostegno europeo all’Ucraina continua più forte che mai”.
A Donetsk – annessa dai russi nell'ottobre del '22 – colpi di artiglieria su un affollato mercato hanno causato almeno 27 morti e una ventina di feriti.
Kiev: “Massicci attacchi russi intorno a Bakhmut”
Massicci bombardamenti russi si registrano nel Nord dell'Ucraina, intorno alla città ormai distrutta di Bakhmut. Lo ha indicato la leadership militare di Kiev. "La situazione è estremamente tesa e caratterizzata da un intenso fuoco di artiglieria, mortai e droni da combattimento, nonché da operazioni d'assalto da parte del nemico", ha scritto sul suo canale Telegram il comandante in capo dell'esercito ucraino, Oleksandr Syrskyi, aggiungendo di aver coordinato la difesa con i comandanti delle brigate sul campo. L'esercito ucraino è sulla difensiva nell'Ucraina orientale da mesi, con la Russia che ha riportato di recenti diverse conquiste territoriali
Borrell sulla frase di Trump: “ La fine della guerra in 24 ore? I miracoli si fanno a Lourdes”
"Io penso che i miracoli avvengano a Lourdes ma magari noi non abbiamo trovato la formula magica per terminare la guerra in ventiquattro ore. Ma ho visto che il presidente Zelensky ha invitato il presidente Trump affinchè vada a Kiev rapidamente per proporre la soluzione. Perchè sono gli ucraini i primi a voler la pace e sono sicuro che saranno lieti di vedere la formula magica di Trump per terminare la guerra in 24 ore". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, in merito alle affermazioni dell'ex presidente americano, Donald Trump, che sostiene di poter risolvere la guerra in 24 ore.
Onu, cinquanta Paesi accusano la Russia di ipocrisia
Circa cinquanta Paesi hanno rimproverato alla Russia la sua "ipocrisia" nel convocare una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per criticare le forniture di armi all'Ucraina. Con questa strategia, secondo loro, Mosca sta cercando di "distogliere l'attenzione" dalla sua "guerra di aggressione" e dalla sua campagna "sistematica" di attacchi aerei, responsabili di danni ai civili e alle infrastrutture critiche. I firmatari, che comprendono l'Ucraina, gli Stati Uniti e l'Unione Europea, hanno ricordato che i trasferimenti di armi alle forze ucraine sono "legali" e rientrano nel diritto di autodifesa del Paese destinatario, come sancito dalla Carta delle Nazioni Unite.
Cina a Onu: porre fine a crisi ucraina più urgente che mai, riprendere i negoziati
"Porre fine alla crisi ucraina e riportare la pace è più urgente che mai e le parti devono lavorare più duramente per questo obiettivo". Lo ha detto l'ambasciatore cinese all'Onu Zhang Jun durante la riunione del Consiglio di Sicurezza sull'Ucraina. "I negoziati devono riprendere il prima possibile. La pace non si può raggiungere inviando armi sul campo di battaglia e continuare i combattimenti significa avere altre vittime civili", ha aggiunto, ribadendo che "la Cina continua a stare dalla parte della giustizia e della pace".
L’Ungheria non parteciperà al fondo per le armi a Kiev: ma nessun veto
L'Ungheria non impedirà ai membri dell'Ue di istituire uno strumento finanziario di 5 miliardi di euro all'anno per l'invio di armi all'Ucraina, ma non si assumerà alcun onere finanziario in questo senso. Lo ha spiegato il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto in una conferenza stampa a margine del Consiglio Esteri a Bruxelles. Parlando del nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia che l'Ue si appresta a varare in occasione del secondo anniversario della guerra in Ucraina, Szijjarto ha detto che il motivo principale dietro questa proposta è l'obbligo di "conformarsi e creare un'apparenza di azione". Il ministro ungherese ha infine confermato l'incontro con la controparte ucraina il 29 gennaio a Uzhhorod, che dovrebbe preparare quello tra il premier ungherese, Viktor Orbán, e il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky. Il meeting si terrà alla vigilia del vertice straordinario dei leader europei a Bruxelles in cui si discuterà del sostegno finanziario a Kiev su cui Budapest ha finora posto il veto
Zelensky annuncia un nuovo pacchetto di aiuti militari dalla Polonia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che la Polonia fornirà un nuovo pacchetto di aiuti militari per la difesa dell'Ucraina. "C'è un nuovo pacchetto di difesa polacco. Apprezziamo questa continua assistenza", ha detto incontrando il primo ministro polacco Donald Tusk in visita oggi a Kiev. Lo riporta Unian. "C'è una nuova forma di cooperazione per l'acquisto di armi su scala più ampia per le esigenze dell'Ucraina", ha aggiunto Zelensky, "oggi abbiamo discusso con il Primo Ministro le possibilità di una futura produzione congiunta di armi".
Mosca: dall’inizio delle operazioni in Ucraina 220 attacchi contro centri di reclutamento
Il ministero dell'Interno russo stima che dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe del Cremlino si siano registrati in Russia 220 "attacchi", compresi "incendi dolosi", contro centri di arruolamento dell'esercito russo e altre "strutture governative", e 184 "atti di sabotaggio" delle linee ferroviarie: lo riporta l'agenzia di stampa statale russa Tass citando un alto funzionario del dicastero. Secondo le autorità russe, 220 persone sarebbero state identificate in relazione agli "attacchi" contro i commissariati militari e 141 per i presunti "atti di sabotaggio" alle linee ferroviarie. Dall'inizio dell'aggressione militare delle truppe russe contro l'Ucraina, in Russia diverse persone sono state condannate a pesanti pene detentive con l'accusa di aver lanciato delle molotov contro centri di reclutamento dell'esercito.
Il Cremlino approva un decreto per la registrazione e la protezione delle proprietà di Mosca all’estero. Compresi i territori ceduti da impero e da Urss
RLa Russia di Vladimir Putin rivuole l'Alaska? Il presidente russo ha firmato un decreto che stanzia fondi per la ricerca, la registrazione e la protezione delle proprietà di Mosca all'estero. Nell'elenco sono inclusi anche i territori ceduti dall'impero russo e dall'Unione Sovietica. La lista quindi comprenderebbe anche l'Alaska, venduta agli Stati Uniti nel 1867, territori nell'Europa Centrale e Orientale, aree della Scandinavia, settori dell'Asia. Come evidenzia il magazine statunitense Newsweek, il decreto è stato firmato dal presidente lo scorso 17 gennaio. Il provvedimento non ha contorni ben definiti. L'Institute for the Study of War (Isw) evidenzia che "i parametri precisi di ciò che costituisca proprietà russa attuale o storica non sono chiari. Il Cremlino potrebbe utilizzare la 'protezione' dei territori delle sue proprietà rivendicate in paesi al di là dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale per promuovere meccanismi di soft power negli Stati post-sovietici e nei paesi vicini, per perseguire in ultima analisi una destabilizzazione interna". Il decreto, nella Russia che va verso le elezioni presidenziali di marzo, piace in particolare agli ultranazionalisti. I blogger pro-guerra, categoria in auge negli ultimi 2 anni dall'inizio del conflitto con l'Ucraina, vedono nel documento un passo avanti verso nuovi conflitti con i 'vicini', compresi gli Usa. "Suggeriamo di cominciare con l'Alaska", è l'input che arriva da un canale Telegram con oltre 530mila iscritti. Nel mirino finiscono territori di ogni latitudine: l'Ucraina non è una novità, ma entrano in gioco la Bessarabia, il Granducato di Finlandia, l'Armenia, l'Azerbaigian, gran parte dei paesi baltici e una quota significativa della Polonia.
Cina a Onu, porre fine a crisi ucraina più urgente che mai
"Porre fine alla crisi ucraina e riportare la pace è più urgente che mai e le parti devono lavorare più duramente per questo obiettivo". Lo ha detto l'ambasciatore cinese all'Onu Zhang Jun durante la riunione del Consiglio di Sicurezza sull'Ucraina. "I negoziati devono riprendere il prima possibile. La pace non si può raggiungere inviando armi sul campo di battaglia e continuare i combattimenti significa avere altre vittime civili", ha aggiunto, ribadendo che "la Cina continua a stare dalla parte della giustizia e della pace".
Medvedev : “Le rivendicazioni dei territori russi da parte di Zelensky? Tra un po’ annetterà il Canada”
“Una semplice mossa di propaganda" da parte di un "tossicodipendente" per coprire il "fallimento al fronte". Così l'ex presidente russo Dmitrij Medvedev ha definito l'annuncio fatto oggi dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky di aver firmato un decreto intitolato “Sui territori della Federazione Russa storicamente abitati da ucraini”. Zelensky non ha fornito dettagli su quali azioni pratiche possa comportare questa sua iniziativa, limitandosi a dire che scopo del documento è quello di portare avanti "il ripristino della verità sul passato storico per il bene del futuro dell'Ucraina". "Facendosi brutalmente una doppia dose - scrive sul suo canale Telegram Medvedev a proposito di Zelensky - ha firmato un decreto sulle rivendicazioni territoriali contro la Russia sulle terre 'storicamente abitate dagli ucraini'". L'ex presidente e attuale vice capo del Consiglio di Sicurezza nazionale russo aggiunge che "qui non c'è niente da commentare, dal momento che gli ucraini sono russi, e la Piccola Russia è parte della Russia". Piccola Russia era il nome di un governatorato dell'impero zarista che comprendeva una parte dei territori dell'odierna Ucraina. "Per il primo ‘ucraino’ è tempo di smettere (con la droga, ndr), sennò di questo passo annetterà il Canada", conclude Medvedev.
Giornalista anti-guerra Kazantseva lascia la Russia dopo l’ondata di odio
La giornalista scientifica russa Asya Kazantseva, pubblicamente contraria alla guerra in Ucraina, ha reso noto di aver lasciato il Paese e di essersi stabilita a Tbilisi "fino a tempi migliori" in seguito a una "ondata di odio" proveniente dai gruppi più integralisti e da parte di esponenti politici, come il deputato Andrei Lugovoi che ha definito Kazantseva una "traditrice" e pubblicato l'indirizzo della sua abitazione.
La Commissione etica della Duma ha fra l'altro stabilito che Lugovoi, l'ex agente del Kgb coinvolto nell'assassinio a Londra nel 2006 del dissidente Aleksandr Litvinenko, non ha commesso nessuna irregolarità dal momento che gode del diritto di espressione garantito dalla Costituzione russa. L'indirizzo avrebbe dovuto servire, secondo Lugovoi, "a chi voleva personalmente esprimere ad Asya il fatto che tradire il proprio Paese è la cosa peggiore di tutte".
Kazantseva, 37 anni, era una delle poche esponenti del dissenso rimasta in Russia, dove dall'inizio della guerra nel febbraio del 2022 era stata più volte arrestata per la sua partecipazione a proteste, incluso quando era al nono mese di gravidanza. Il mese scorso due librerie di Mosca e Tver avevano cancellato presentazioni di un suo libro dopo le proteste di alcuni esponenti della fazione pro guerra.
Cremlino: “Non sappiamo come Trump potrebbe far finire la guerra”
"No, non abbiamo alcuna comprensione di come questo possa essere realizzato". Ha risposto così il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov alla domanda su come, secondo lui, l'ex presidente americano Donald Trump potesse portare a una rapida conclusione della guerra in Ucraina. Sulla possibile interazione tra i diplomatici russi e Trump su questo tema, Peskov ha aggiunto che "non ci sono stati contatti su questo argomento". Lo riporta l'agenzia Tass.
In precedenza, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva rivolto un invito ironico a Trump, che più volte in passato aveva affermato di poter far finire la guerra "in 24 ore".
Tusk: “Con Kiev divergenze ma vogliamo risolverle”
"Ci sono dei conflitti di interessi, lo sappiamo bene e ne parleremo, non solo con spirito di amicizia, che è ovvio, ma con la volontà di risolvere questi problemi il prima possibile, non di mantenerli o moltiplicarli". Lo ha detto il premier polacco, Donald Tusk, in occasione della sua visita a Kiev secondo quanto riportato dal suo ufficio su X.
"Per me è molto importante creare la sensazione che la Polonia sia l'alleato più affidabile e stabile dell'Ucraina in questo scontro mortale con il male", ha affermato Tusk.
Borrell a Kuleba: “Il 2024 è l'anno in cui l'Ucraina prevarrà”
"Iniziamo oggi il Consiglio Affari Esteri con Dmytro Kuleba collegati in videoconferenza per discutere della situazione sul campo e del continuo sostegno dell'Ue all'Ucraina. Kiev ha bisogno di un sostegno militare maggiore e più rapido adesso, quindi il 2024 diventerà l'anno in cui l'Ucraina prevarrà". Lo ha scritto su X l'Alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell.
Cremlino: “A Donetsk mostruoso atto di terrorismo”
"L'attacco di ieri alle vie commerciali di Donetsk è un atto di mostruoso terrorismo, perché sono state usate armi indiscriminate, che hanno causato il sacrificio di così tante persone". È quanto ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando l'attacco ucraino su un mercato nella città occupata dai russi, in cui sono morte almeno 26 persone. "Il regime di Kiev continua a dimostrare il suo volto animale, colpendo infrastrutture civili, colpendo persone, civili", ha aggiunto Peskov durante un briefing con i giornalisti, come riporta l'agenzia Tass.
Incendio del gasdotto di San Pietroburgo, Mosca accusa Kiev
Mosca ha accusato Kiev di essere responsabile dell'incendio scoppiato al terminal di gas della società russa Novatek, nel porto di Ust-Luga, vicino San Pietroburgo. "Il regime di Kiev continua a mostrare il suo volto bestiale. Stanno colpendo le infrastrutture civili, la gente", ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, commentando quanto avvenuto lo scorso fine settimana.
Il premier polacco Tusk in visita a Kiev
Il primo ministro polacco Donald Tusk si trova oggi in visita in Ucraina. Sui social il suo ufficio ha pubblicato una foto dell'arrivo a Kiev, dove è previsto che incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro Denys Shmyhal. Ci si aspetta che venga discusso il tema dell'import di grano ucraino, a cui la Polonia ha imposto pesanti restrizioni, insieme a Ungheria e Slovacchia.
Ria Novosti pubblica 13 nomi di “mercenari francesi” a Kharkiv
Una lista parziale con i nomi di 13 "mercenari francesi" che sarebbero stati presenti in un sito bombardato il 16 gennaio scorso dalle forze russe nella città ucraina di Kharkiv, è stata pubblicata oggi dall'agenzia statale russa Ria Novosti. Le generalità dei miliziani, le cui età vanno dai 24 ai 49 anni, sono state fornite all'agenzia da SOS Donbass, un'organizzazione non governativa francese che ha come scopo dichiarato quello di aiutare la popolazione civile nei territori di questa regione ucraina controllati dalle forze filorusse.
"Questa - ha detto Anna Novikova, una cittadina franco-russa a capo dell'organizzazione - è una lista incompleta dei mercenari francesi in Ucraina (che si trovavano a Kharkiv). Le informazioni più importanti, che siano vivi o morti, il grado e altro, saranno diffuse in seguito, come altri nomi". La lista finora fornita comprende appunto 13 nomi, con la data di nascita di ciascuno.
Il ministero della Difesa ha affermato che in un bombardamento su un centro di raccolta temporaneo a Kharkiv sono stati uccisi "oltre 60 mercenari stranieri" e ne sono stati feriti altri 20. La stessa fonte ha aggiunto che molti tra loro erano francesi. Parigi ha smentito denunciando una "una nuova grossolana manipolazione russa". Ma Mosca ha insistito nelle accuse e il ministero degli Esteri ha convocato l'ambasciatore francese per esprimergli una protesta ufficiale.
Il ministro degli Esteri lettone: “In Russia c’è un’economia di guerra”
In Russia c'è ormai "un'economia di guerra, in cui l'industria militare lavora 24 ore su 24, sette giorni su sette. Noi non abbiamo ancora accettato del tutto il fatto che la guerra è tornata in Europa: è in Ucraina, ma ci colpisce tutti, attraverso i prezzi e altri fastidi minori. Affinché rimangano minori questi fastidi, dobbiamo assicurarci che l'Ucraina vinca la guerra, che fermi la Russia, perché altrimenti Mosca non si fermerà e il problema non farà altro che peggiorare". Lo sottolinea il ministro degli Esteri lettone Krisjanis Karins, a Bruxelles a margine del Consiglio Affari Esteri.
La ministra degli Esteri finlandese: “La Russia resterà una minaccia strategica a lungo termine. Aiutiamo l’Ucraina e prepariamoci”
"Dobbiamo purtroppo prepararci al fatto che la Russia resterà una minaccia strategica nel lungo termine per l'Europa: pertanto è di importanza cruciale che noi non solo aiutiamo immediatamente e in modo credibile, nel lungo termine, l'Ucraina, ma anche che aumentiamo le nostre capacità e la nostra industria della difesa". Lo sottolinea la ministra degli Esteri finlandese Elina Valtonen, a Bruxelles a margine del Consiglio Affari Esteri. "Dobbiamo trovare un modo strategico, di lungo termine, per aumentare le capacità produttive dell'industria europea della difesa", conclude.
Borrell: “Il sostegno europeo continua più forte che mai, Kiev non deve preoccuparsi”
"Discuteremo con i ministri del nostro continuo sostegno all'Ucraina e l'incontro Gymnich (il 2 e 3 febbraio) sarà un incontro specifico dei ministri della Difesa per discutere di come aumentare il nostro sostegno. Gli ucraini non devono preoccuparsi. Il sostegno europeo continua più forte che mai". Lo ha detto l'Alto rappresentate Ue per la politica estera, Josep Borrell, al suo arrivo al Consiglio Ue Affari esteri.
Kiev: “Abbattuti nella notte otto droni russi”
Kiev ha affermato che le forze russe hanno attaccato l'Ucraina nella notte con otto droni progettati dall'Iran. "Il nemico ha attaccato con otto Uav (veicoli aerei senza pilota) del tipo Shahed-136/131 provenienti dalla regione Primorsko-Akhtarsk della Federazione Russa", ha affermato l'aeronautica militare in un comunicato. E ha aggiunto che i droni sono stati abbattuti dai sistemi di difesa in diverse regioni meridionali e centrali dell'Ucraina. Non ci sono notizie di danni causati dalla caduta di detriti.
Comitato diritti infanzia Onu esaminerà caso bambini in Russia
Il Comitato sui diritti dell'infanzia delle Nazioni Unite, composto da 18 esperti indipendenti, esaminerà il caso dei bambini inviati con sul suolo russo dall'inizio della guerra nel febbraio 2022. L'Ucraina stima che il numero di bambini ucraini inviati con la forza in Russia sia pari a 20.000. In questa fase solo circa 400 sono stati rimpatriati dalle autorità. Mosca afferma di voler proteggere questi bambini dai combattimenti.
Zelensky: “L'Ucraina si prepara a nuovi rapporti con l'Ue”
La leadership dello Stato ha già stabilito le priorità per l'Ucraina nelle prossime settimane e si sta preparando per gli importanti negoziati con l'Unione Europea. Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky nel suo discorso serale alla nazione, riporta Ukrinform.
Sale a 27 il numero dei morti nel bombardamento di un mercato a Donetsk
È salito a 27 il numero dei morti nel bombardamento di un mercato a Donetsk, nell'est del Ucraina controllato dalla Russia. Lo hanno riferito funzionari locali e il ministero degli Esteri russo. Le autorità della città di Donetsk hanno attribuito gli attacchi all'esercito ucraino, affermando che i proiettili sono caduti in un'affollata zona commerciale nel quartiere Tekstilshchik.