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Germania, l’Afd punta alla Dexit, l’uscita di Berlino dalla Ue

Alice Weidel con Bernd Baumann (destra) e Tino Chrupalla

 (reuters)
Lo ha dichiarato la leader dell’ultradestra Alice Weidel in un’intervista al Financial Times
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BERLINO – L’Afd sogna la “Dexit”, l’uscita della Germania dalla Ue. Lo ha dichiarato Alice Weidel in un’intervista al Financial Times, in cui ha spiegato che il partito di ultradestra punta a promuovere un referendum sulla falsariga di quello britannico che ha decretato la Brexit. “E’ un modello, per la Germania, che si possano prendere decisioni sovrane come quella”, ha puntualizzato. L’Afd è l’alleato europeo della Lega di Matteo Salvini: entrambi fanno parte degli Identitari.

Nei giorni in cui milioni di tedeschi stanno scendendo in piazza in tutta la Germania contro l’Afd dopo lo scandalo degli incontri segreti con esponenti neonazisti, la leader dell’ultradestra conferma l’impronta eversiva del partito. Se dovesse andare al governo, Weidel tenterebbe intanto di riformare la Ue rimuovendone i “deficit democratici”. Secondo Weidel andrebbero tagliati i poteri della Commissione Ue, bollato come un “esecutivo non eletto”.

Se la riforma dovesse fallire, se il tentativo di “ricostruire…

BERLINO – L’Afd sogna la “Dexit”, l’uscita della Germania dalla Ue. Lo ha dichiarato Alice Weidel in un’intervista al Financial Times, in cui ha spiegato che il partito di ultradestra punta a promuovere un referendum sulla falsariga di quello britannico che ha decretato la Brexit. “E’ un modello, per la Germania, che si possano prendere decisioni sovrane come quella”, ha puntualizzato. L’Afd è l’alleato europeo della Lega di Matteo Salvini: entrambi fanno parte degli Identitari.

Nei giorni in cui milioni di tedeschi stanno scendendo in piazza in tutta la Germania contro l’Afd dopo lo scandalo degli incontri segreti con esponenti neonazisti, la leader dell’ultradestra conferma l’impronta eversiva del partito. Se dovesse andare al governo, Weidel tenterebbe intanto di riformare la Ue rimuovendone i “deficit democratici”. Secondo Weidel andrebbero tagliati i poteri della Commissione Ue, bollato come un “esecutivo non eletto”.

Se la riforma dovesse fallire, se il tentativo di “ricostruire la sovranità degli Stati membri” non dovesse passare, allora l’Afd proporrebbe un referendum “per l’uscita della Germania dall’Unione europea”.

Il Financial Times cita un sondaggio secondo il quale la volontà di restare nella Ue è fortissima tra tutti i partiti tradizionali, con percentuali vicino al 100%, ma che tra l’elettorato dell’Afd quel consenso crolla al 55%.

L’ex economista di Goldman Sachs traccia un orizzonte preciso per la presa di potere dell’Afd: il 2029. Ma già nell’autunno di quest'anno dalle urne di tre land dell’Est, Sassonia, Turingia e Brandeburgo l’Afd potrebbe risultare trionfante: è prima nei sondaggi da mesi. E anche al livello federale veleggia intorno al 22%. Per la leader Afd è “inevitabile” che la Cdu si pieghi prima o poi a un’alleanza con loro.

Le dichiarazioni di Weidel, esponente dell’ala moderata del partito, sembra riportare l’orologio indietro alla prima fase dell’Afd, quella dei “professori” che la fondarono con l’intento di bloccare gli aiuti europei alla Grecia e agli altri paesi travolti dalla crisi dei debiti.

Negli anni successivi, soprattutto dopo l’emergenza migranti del 2015, il partito è scivolato sempre più a destra. E il consenso tra i tedeschi è cresciuto. Nel frattempo il tema del ritorno alla sovranità degli Stati membri della Ue sollevato da Weidel lega molte destre estreme parlamentari, in questi anni, compreso Fratelli d’Italia.

Un altro tema che agita l’opinione pubblica tedesca è quello della “Remigration”, un termine di estrema destra per indicare le espulsioni forzate di migranti. Nelle riunioni segrete con i neonazisti, esponenti dell’Afd vicini ad Alice Weidel avevano discusso la “Remigration” delineando un piano agghiacciante che vorrebbe costringere milioni di migranti, anche quelli con passaporto tedesco, a trasferirsi in Nordafrica.

Weidel ha immediatamente costretto alle dimissioni un suo consigliere, Roland Hartwig, quando è emerso che aveva partecipato alla riunione in cui si era parlato delle espulsioni di massa. Ma nell’intervista al Financial Times la leader dell’Afd tenta di ridefinire “remigration” sostenendo che significhi respingere i richiedenti asilo criminali o che tentino di ottenere lo status di rifugiati illegalmente. Weidel esclude ci possa essere qualcosa come un’espulsione di massa di migranti. Ma se dovessero conquistare il potere, per Weidel è chiaro che la prima misura sarebbe “introdurre controlli alle frontiere e cacciare subito i criminali stranieri”.

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