Sono 21 i soldati israeliani uccisi in un solo attacco ieri a Gaza. Si aggiungono ad altri 3 militari morti nelle stesse ore nela Striscia. Mai così tanti. Lo annuncia l’esercito. “Abbiamo vissuto uno dei giorni più pesanti dall'inizio del conflitto", ma non per questo "Israele smetterà di combattere fino alla vittoria totale", ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno condotto nuovi attacchi nello Yemen contro gli Houti. Il portavoce militare degli Houti, Yahya Saree, risponde che “non resteranno impuniti” e l’Iran fa sapere che per gli Stati Uniti “sono un errore strategico”
Russia: acque inquinate, a Gaza non si potrà più vivere
Secondo la rappresentanza russa alle Nazioni Unite, Gaza non sarà più abitabile dopo la fine del conflitto tra Hamas e Israele. Lo sostiene l'ambasciatore Sergei Lavrov, che in un intervento al Consiglio di sicurezza ha espresso "dubbi sul fatto che Gaza resterà un luogo vivibile dopo la fine del conflitto". Lavrov ha sottolineato come tutte le infrastrutture siano state distrutte e le risorse idriche siano irrimediabilmente inquinate a causa dell'uso di sostanze chimiche da parte di Israele. L'ambasciatore ha, inoltre, accusato gli Stati Uniti di aver impedito al Consiglio di sicurezza di imporre il cessate il fuoco a Gaza, e avvertito che è sempre più a rischio la stabilità in tutto il Medio Oriente.
Blinken, "no a cambiamenti permanenti a Gaza"
Gli Stati Uniti sono contrari a qualsiasi tipo di cambiamento permanente al territorio di Gaza ma sono disponibili a soluzioni temporanee. Lo ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken. "Se c'è bisogno di soluzioni di transizione - ha spiegato - è una cosa, ma se parliamo dello status permanente di Gaza, noi siamo stati chiari: su questo punto non ci stiamo".
Idf: uccisi 100 militanti di Hamas a Khan Yunis
L'esercito israeliano oggi ha ucciso oltre 100 militanti di Hamas nell'area occidentale di Khan Younis durante intensi combattimenti. Ad affermarlo nel corso di una conferenza stampa serale, il portavoce dell'Idf, l'ammiraglio Daniel Hagari. "Le truppe sul terreno stanno continuando la loro missione con determinazione", dice Hagari secondo quanto riferisce 'The Times of Israel', il dopo l'uccisione di 24 soldati israeliani ieri.
Houti chiedono a operatori Usa e Gb di lasciare lo Yemen
Le autorità Houti hanno chiesto agli operatori umanitari britannici e statunitensi di lasciare lo Yemen. È quanto riferisce 'Sky News' che cita una lettera del ministero degli Affari Esteri controllato dagli Houti al coordinatore delle Nazioni Unite che chiede agli operatori umanitari con cittadinanza statunitense e britannica di lasciare il paese entro 30 giorni. Il ministero, si legge nella lettera, "invita inoltre a non assumere dipendenti con doppia nazionalità provenienti dai paesi sopra menzionati".
Usa: “Il futuro di Gaza non può includere i leader di Hamas”
Qualsiasi sarà il futuro di Gaza, non potrà includere i leader di Hamas. Lo ha detto il portavoce del consiglio alla sicurezza nazionale John Kirby.
Casa Bianca, no a riduzione territorio Gaza
Gli Stati Uniti "non vogliono vedere il territorio di Gaza ridotto in alcun modo". Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, John Kirby, rispondendo ad una domanda sulle 'zone cuscinetto' che Israele intenderebbe creare al confine con la Striscia. Gli Usa, ha aggiunto il funzionario, hanno espresso la loro posizione "sia pubblicamente che privatamente" con gli interlocutori israeliani.
Missione consigliere Biden per nuovo accordo ostaggi
Il consigliere per il Medio Oriente del presidente americano Joe Biden sta tenendo colloqui nella regione su un nuovo accordo, forse più lungo, per il rilascio degli ostaggi israeliani in cambio di una pausa nei combattimenti a Gaza. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Brett McGurk era in Egitto e visiterà altri Paesi per discutere "il potenziale per un altro accordo sugli ostaggi, che richiederebbe una pausa umanitaria di una certa durata", ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale John Kirby.
Casa Bianca, aperti a pause umanitarie lunghe a Gaza
Gli Stati Uniti sono aperti a sostenere lunghe pause umanitarie per il rilascio degli ostaggi e per la consegna di ulteriori aiuti a Gaza. Lo afferma il portavoce del consiglio alla sicurezza nazionale John Kirby, rispondendo a chi gli chiedeva se gli usa appoggerebbero pause di 30 o 60 o 90 giorni. Kirby ha inoltre osservato come ieri "è stato un giorno terribile per l'Idf in termini di perdite".
Idf, scoperto importante sito di produzione di armi sotterraneo a Khan Yunis
L'esercito israeliano ha scoperto un'importante rete di tunnel di Hamas nell'area di Khan Younis, con il più grande sito sotterraneo di produzione di armi finora trovato nel Sud di Gaza. Lo riferisce The Times of Israel che cita le Forze di difesa israeliane (Idf). Le truppe della 7 Brigata corazzata e della squadra d'élite di ingegneria da combattimento Yahalom hanno operato in quella che, secondo l'Idf, è una roccaforte "strategica e centrale" di Hamas a Khan Younis, in un'area residenziale e vicino a due scuole.
Mentre le truppe facevano irruzione nell'area, l'Idf afferma che gli uomini di Hamas hanno aperto il fuoco e lanciato Rpg, oltre a far esplodere gli ingressi di diversi tunnel nella zona, nel tentativo di impedire alle truppe di entrare.
Usa, 23 cittadini americani uccisi nel conflitto a Gaza
Sono in 23 i cittadini americani, in maggioranza in servizio nelle forze militari israeliane, che sono rimasti uccisi dall'inizio del conflitto a Gaza il 7 ottobre scorso. Lo ha reso noto un portavoce del dipartimento di Stato, Vedant Patel, precisando che 21 dei caduti con doppia cittadinanza erano nell'esercito israeliano, uno nella polizia. Il 23esimo è Tawfic Hafeth Abdel Jabbar, il 17enne palestinese con cittadinanza americana, che è stato ucciso in Cisgiordania la scorsa settimana.
Sono stati almeno 32 i cittadini americani uccisi durante gli attacchi di Hamas il 7 ottobre, mentre si ritiene che almeno 10 siano stati presi in ostaggio, due dei quali liberati durante gli scambi di prigionieri avvenuti alla fine dello scorso anno.
Idf, colpita struttura Hezbollah gestita da forze iraniane
L'esercito israeliano ha reso noto di aver colpito una struttura militare appartenente a Hezbollah e alle forze iraniane in Libano. Lo riporta il Times of Israel. In una dichiarazione, l'Idf ha affermato che gli aerei da combattimento hanno distrutto "una struttura militare utilizzata dall'organizzazione terroristica Hezbollah e gestita dalle forze iraniane".
Qatar, in corso colloqui seri con flusso costante risposte
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari, ha espresso un cauto "ottimismo" per i colloqui in corso per raggiungere un accordo tra Israele e Hamas, nonostante finora le risposte siano state negative. Ci sono "discussioni serie da entrambe le parti, abbiamo presentato idee a entrambe le parti, riceviamo un flusso costante di risposte da entrambe le parti, e questo di per sè è motivo di ottimismo", ha riferito, esortando a concentrarsi "sul processo di mediazione in sè".
Ex premier Barak a Netanyahu: “In nome di Dio, vattene”
Israele ha bisogno di elezioni immediate per evitare di "affondare nel fango di Gaza per gli anni a venire". Ad affermarlo è l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak che implora l'attuale primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di lasciare il suo incarico: "In nome di Dio, vattene", dice Barak. "Israele non può annunciare la vittoria senza distruggere le capacità militari e di governo di Hamas. Ma per vincere, Hamas deve solo sopravvivere. E anche se Israele uccide il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar, sopravviverà comunque", spiega Barak. "L'unico modo per uscire dal conflitto è quello di indire subito le elezioni", aggiunge.
L'ex primo ministro, che in precedenza è stato anche ministro della Difesa e capo di stato maggiore dell'Idf, afferma che c'è "un vuoto di leadership" in Israele, incolpando Netanyahu di aver respinto la "richiesta esplicita proveniente dal gabinetto interno" di discutere e considerare i piani postbellici a Gaza. "Se Bibi continua a rifiutare un piano di uscita ci ritroveremo a sprofondare nel fango di Gaza per gli anni a venire", dice.
Hamas rivendica attacco che ha ucciso 21 soldati israeliani
Le Brigate Al Qassam, ala militare di Hamas, hanno rivendicato l'attacco di ieri che ha portato alla morte di 21 soldati israeliani. Su Telegram hanno spiegato di aver "preso di mira una casa in cui era asserragliata una forza ingegneristica sionista" con un razzo anticarro che ha "portato all'esplosione delle munizioni e delle attrezzature tecniche" e che ha fatto "saltare completamente in aria la casa". Le Brigate hanno poi aggiunto che la loro squadra "è tornata indietro sana e salva".
Unrwa: “Uccisi 6 sfollati palestinesi in raid contro rifugio a Khan Yunis”
Sei sfollati palestinesi sono stati uccisi in un bombardamento di un rifugio gestito dalle Nazioni Unite a Khan Younis, città nel Sud della Striscia di Gaza da giorni al centro dell'offensiva israeliana. Lo ha annunciato il Commissario generale dell'Unrwa, Philippe Lazzarini, in un post sul social X.
"Il personale terrorizzato, i pazienti e gli sfollati sono ora intrappolati nei pochi ospedali rimasti a Khan Younis mentre continuano pesanti combattimenti", ha dichiarato Lazzarini.
Media: “Israele non accetterà un cessate il fuoco se Hamas continuerà a governare”
Israele non accetterà un accordo per il cessate il fuoco che lasci i suoi ostaggi a Gaza o che consenta a Hamas di continuare a governare l'enclave palestinese. Lo ha sottolineato il portavoce del governo israeliano Eylon Lavy, citato da al-Arabiya. Il portavoce ha confermato che vanno avanti le trattative per ottenere il rilascio degli ostaggi, ma non ha aggiunto dettagli per non ostacolare i negoziati
Fonti egiziane: “Hamas ha rifiutato l’accordo per due mesi di cessate il fuoco in cambio degli ostaggi”
Una fonte informata egiziana ha reso noto che Hamas ha respinto la proposta di Israele di un cessate il fuoco di due mesi in cambio del rilascio degli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza. Lo ha detto all'Associated Press in condizioni di anonimato
Unicef: “A Gaza oltre 1000 bambini hanno perso un arto per i raid di Israele”
A Gaza almeno mille bambini hanno perso un arto a causa dei bombardamenti israeliani iniziati dopo l'attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre vedendo le loro vite cambiare per sempre. Lo riporta l'Unicef. "Ogni vita deve essere protetta", si legge sul profilo 'X' dell'organizzazione
Borrell: “Israele non può avere diritto veto sulla Palestina”
"Una cosa è chiara: Israele non può avere il diritto di veto sull'autodeterminazione del popolo palestinese. Le Nazioni Unite riconoscono e hanno riconosciuto più volte il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese. Nessuno può porre il veto". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, in conferenza stampa al termine del Consiglio di associazione Ue-Egitto. Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha affermato da parte sua che vi è "un consenso internazionale sulla necessità di risolvere il conflitto sulla base di una soluzione a due Stati". "E' giunto il momento di attuarlo e la comunità internazionale ha i mezzi, le risorse e i meccanismi per farlo", ha evidenziato
Sunak: non esiteremo a rispondere ancora agli attacchi degli Houti
Il Regno Unito "non esiterà a rispondere ancora" se gli attacchi dei ribelli yemeniti filo-iraniani Houti continueranno. Lo ha affermato il premier britannico, Rishi Sunak.
Il Pam: minaccia di carestia imminente a Gaza
Gaza è "minacciata di carestia imminente", e gli aiuti alimentari hanno difficoltà a essere trasportati verso il territorio palestinese a causa dei combattimenti e degli ostacoli opposti dalle autorità israeliane, ha denunciato martedì il Programma alimentare mondiale (WFP). Già a dicembre l’agenzia delle Nazioni Unite aveva denunciato la situazione catastrofica per i 2,2 milioni di persone che vivono a Gaza, che si ritrovavano a un livello di insicurezza alimentare acuta, o addirittura peggiore. “Ogni giorno che passa ci muoviamo, ovviamente, verso una situazione ancora più catastrofica”, ha affermato Abeer Etefa, portavoce del WFP per il Medio Oriente durante il regolare briefing delle Nazioni Unite a Ginevra.
Il Qatar: non esiste una soluzione militare alla crisi nel Mar Rosso
All'indomani dei nuovi bombardamenti congiunti Usa-Gb contro i ribelli Houti per i loro attacchi alle navi mercantili, il Qatar ribadisce che "non esiste una soluzione militare" alla crisi nel Mar Rosso. Il portavoce del ministero degli Esteri, Majid al-Ansari ha definito i bombardamenti statunitensi e britannici "un grande pericolo" perché alimentano la tensione internazionale. "Sosteniamo tutti gli sforzi regionali per allentare l'escalation e ribadiamo che questo problema è iniziato dopo l'escalation nei Territori palestinesi occupati e finirà con la fine dell'escalation nei territori occupati", ha sottolineato il portavoce.
Netanyahu, Gantz e Gallant nel Nord di Israele dopo attacchi Hezbollah
La situazione creatasi nel Nord di Israele in seguito ai continui attacchi degli Hezbollah è stata esaminata oggi dal premier Benyamin Netanyahu, dal ministro della difesa Yoav Gallant e dal ministro Benny Gantz in un incontro a Ramat Corazim (a Nord del lago di Tiberiade) con i rappresentanti delle località israeliane di frontiera con il Libano. In quelle ore in Alta Galilea sono risuonate sirene di allarme e la base aerea sul Monte Meron (a Nord di Safed) è stata attaccata con razzi degli Hezbollah. "Noi teniamo gli occhi aperti per quanto avviene nel Nord", ha detto Gallant. "Gli Hezbollah continuano con le loro provocazioni. Noi ci teniamo pronti. Non vogliamo una guerra, mi siamo pronti ad affrontare ogni situazione che potrebbe svilupparsi nel Nord".
Netanyahu ha ribadito che malgrado le pesanti perdite umane di ieri, Israele resta determinato a combattere fino alla vittoria. "Siamo impegnati nella più giusta delle guerre. Abbiamo anche ottenuto grandi successi, anche oggi, con l'accerchiamento di Khan Yunis", a sud di Gaza. "Ma purtroppo abbiamo anche pagato un prezzo molto pesante".
L’Unrwa: più di mezzo milione di persone alla fame a Gaza
Più di mezzo milione di persone a Gaza affronta una fame catastrofica. Lo sostiene l'Agenzia dell'Onu per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (Unrwa), secondo cui nella parte settentrionale dell'enclave assediata, pochissimi aiuti sono arrivati ai residenti e alle famiglie sfollate, che hanno iniziato a macinare il mangime animale per ottenere farina. L'Unrwa ha sottolineato che gli intensi combattimenti, i blackout delle comunicazioni e le restrizioni all'accesso hanno ostacolato la capacità dell'organizzazione di "fornire aiuti in modo sicuro ed efficace".
Il Qatar: continuano i nostri sforzi di mediazione, ma l’escalation israeliana complica le cose
Continua la mediazione del Qatar per mettere fine al conflitto nella Striscia di Gaza, ma l'escalation israeliana nell'enclave palestinese, così come la difficoltà a consegnare aiuti e l'interruzione delle comunicazioni stanno complicando lo sforzo in atto: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majid al-Ansari, nel corso di una conferenza stampa. Il Qatar, ha poi aggiunto, sostiene "tutti gli sforzi regionale in atto per diminuire la tensione nel Mar Rosso" dopo gli attacchi dei miliziani Houti ai mercantili e la successiva rappresaglia di Stati Uniti e Gran Bretagna. "Deve esserci un processo di pace serio e credibile che abbia al centro la questione palestinese", ha sottolineato al-Ansari, aggiungendo che "la continuazione della guerra a Gaza costerà solo altre vite".
L’ex ostaggio Aviva Siegel: “Nei tunnel non solo le ragazze, ma anche i ragazzi prigionieri di Hamas vengono violentati”
In Israele, Aviva Siegel, una degli ostaggi liberati da Hamas, ha denunciato dinanzi alla Knesset che nei tunnel sotto la Striscia di Gaza vengono violentate le donne e anche gli uomini ancora in cattività. "I terroristi portano vestiti che non vanno bene per le ragazze, le vestono come le bambole. Hanno trasformato le ragazze nelle loro bambole, con cui possono fare quello che vogliono. Ed è incredibile che siano ancora lì", ha denunciato la donna, che fu rapita dalla sua casa nel Kibbutz Kfar Aza insieme al marito Keith, ancora tenuto in ostaggio a Gaza, e alla figlia Shir che invece era accanto a lei nell'aula del Parlamento israeliano. "Voglio dirvi che anche ai ragazzi toccano queste cose: non possono rimanere incinti ma ci passano anche loro", ha insistito. "E qualcosa ora deve cambiare. Vorrei tornare ostaggio per proteggere quelle ragazze, come ho fatto quando ero lì. Mi sentivo come se fossero le mie figlie". La raccapricciante testimonianza – raccolta dal quotidiano israeliano Times of Israel - è stata confermata anche da un altro ex-ostaggio presente, Chen Goldstein Almog: "Ci sono molte ragazze", ha detto, che "non hanno avuto il ciclo: forse per questo dovremmo pregare, perché il corpo in qualche modo le protegga in modo che, Dio non voglia, non rimangano incinte". La figlia di Aviva, Shir, ha detto ai deputati che la testimonianza della madre è "solo la punta dell'iceberg" e ha contestato il fatto che, in aula, non ci fossero ministri ad ascoltare i racconti.
Attacco di Hezbollah al comando Nord israeliano
Il gruppo militante libanese Hezbollah ha attaccato il centro di comando dell'esercito israeliano nel Nord di Israele in risposta ai "recenti omicidi e ripetuti attacchi contro civili" in Libano e Siria. Come ha annunciato lo stesso Hezbollah, sono stati lanciati missili in "gran numero" sulla base di Monte Meron. E' il secondo attacco di questo tipo da quando l'assalto di Hamas del 7 ottobre contro Israele ha scatenato la guerra a Gaza. Il primo, il 6 gennaio, è avvenuto in risposta all'uccisione del vice leader di Hamas Saleh al-Aruri in uno sciopero a Beirut ampiamente attribuito a Israele.
L’esercito israeliano: “I civili lascino subito Khan Yunis”
Le forze israeliane (Idf) chiedono ai "civili" di lasciare l'area di Khan Yunis, nel Sud della Striscia di Gaza, dopo aver annunciato di aver circondato la zona. Lo riferisce il sito israeliano di notizie Ynet. "Agli abitanti della zona di Khan Yunis, nei quartieri di al-Nasr, Al-Amal, del centro della città e del campo profughi, nei blocchi 107-112: per la vostra sicurezza dovete spostarvi immediatamente nella zona umanitaria ad al-Mawasi", si legge in un post in arabo diffuso su X dal portavoce delle Idf, Avichay Adraee, con una mappa dell'area.
L’esercito israeliano: completato l’accerchiamento di Khan Yunis
Le forze israeliane di terra hanno completato l'accerchiamento di Khan Yunis, la principale città nel settore meridionale della striscia di Gaza, ed hanno rafforzato la propria presenza al suo interno. Lo ha reso noto il portavoce militare. All'operazione, ha aggiunto, hanno partecipato unità di paracadutisti, della brigata Givati e mezzi blindati, assistiti da unità di commando. Quell'area - ha aggiunto il portavoce – è ritenuta una roccaforte della “Brigata Khan Yunis” di Hamas. Nel corso delle operazioni, ha aggiunto il portavoce, "abbiamo eliminato decine di terroristi e preso possesso di magazzini di armi".
I soldati israeliani uccisi a Gaza lunedì sono 24
Israele ha annunciato martedì di aver perso 24 soldati a Gaza il giorno prima, la perdita militare più pesante in un giorno dall'inizio dell'offensiva di terra nel territorio palestinese, mentre aumenta la pressione sul governo israeliano per una tregua nella guerra contro Hamas. Secondo il portavoce dell'esercito israeliano Daniel Hagari, lunedì sono morti 24 soldati, tra cui 21 "riservisti", la perdita giornaliera più pesante dal 27 ottobre. I riservisti sono stati tutti uccisi dall'esplosione di un "RPG" (razzo a spalla) che ha preso di mira un carro armato e un edificio minato dall'esercito per la sua demolizione, nel Sud della Striscia di Gaza, ha spiegato. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l'apertura di un'indagine su quello che ha definito un "disastro". Lunedì è stata superata la soglia simbolica dei 200 soldati israeliani uccisi dall'inizio dell'offensiva di terra a Gaza.
I morti palestinesi a Gaza sono arrivati a 25.490
Sono 25.490 i palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra. Lo rende noto il ministero della Sanità di Gaza, aggiungendo che gli attacchi dell'esercito israeliani hanno causato anche 63.354 feriti. Gli ultimi raid dell'Idf, aggiunge il ministero di Gaza, hanno ucciso almeno 195 palestinesi e ne hanno feriti 354. Altre possibili vittime potrebbero trovarsi sotto le macerie degli edifici distrutti dai bombardamenti.
Houti, gli attacchi Usa e Gb "non resteranno impuniti"
Gli attacchi contro gli Houti condotti da Stati Uniti e Regno Unito "non resteranno impuniti". Lo ha dichiarato il portavoce militare degli Houti, Yahya Saree, in un post su X, precisando che gli attacchi hanno colpito le province di Sanaa, Hodeida, Taez e Al-Bayda
Iran a Usa: “I raid sugli Houti sono un errore strategico”
"Abbiamo mandato messaggi agli Usa, avvertendoli seriamente che gli attacchi congiunti" con il Regno Unito contro gli Houti in Yemen sono "un errore strategico" e "minacciano la pace e la sicurezza regionali e causano l'allargamento della guerra a Gaza". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian, ieri sera New York, dopo l'annuncio degli Stati Uniti sui nuovi raid
Netanyahu: “Giorno duro ma non fermeremo la guerra”
“Abbiamo vissuto uno dei giorni più pesanti dall'inizio del conflitto", ma non per questo "Israele smetterà di combattere fino alla vittoria totale". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu riferendosi all'esplosione che ha causato la morte di 21 soldati ad Almaazi, nel centro della Striscia di Gaza. "Sono cosciente che la vita delle famiglie degli eroici soldati caduti - ha aggiunto - cambierà per sempre. Io provo dolore per queste perdite e abbraccio i parenti dei nostri militari". Il premier ha confermato che sulla vicenda è stata aperta una indagine da parte dell'esercito
Gallant: “La morte dei soldati costringe a raggiungere gli obiettivi”
Il ministro della Difesa di Israele, Yoav Gallant ha espresso le sue condoglianze alle famiglie dei soldati uccisi a Gaza, e ha ricordato che la loro caduta "costringe a raggiungere gli obiettivi della guerra". In un post su X, Gallant ha scritto che "in questa mattina difficile e dolorosa in cui il Libro di Giobbe raggiunge molte case in Israele, il nostro cuore è con le care famiglie nel momento più difficile". "Questa - prosegue il capo della Difesa dello Stato ebraico - è una guerra che determinerà il futuro di Israele per i decenni a venire: la caduta dei combattenti ci costringe a raggiungere gli obiettivi della guerra. Le mie condoglianze dal profondo del cuore alle famiglie delle vittime della campagna e i migliori auguri di pronta guarigione ai feriti"
Hamas: “Non abbiamo ricevuto alcuna proposta di cessate il fuoco”
Hamas "non ha ricevuto ufficialmente" alcuna proposta di tregua da Israele che preveda la sospensione dei combattimenti per due mesi in cambio del rilascio degli ostaggi. Lo ha detto un portavoce di Hamas in Libano, Walid Kilani, all'agenzia di stampa turca Anadolu. Per Hamas, ha ricordato, "la condizione principale per un accordo è un cessate il fuoco totale e completo, non temporaneo". Solo se questa condizione verrà raggiunta ci potranno essere colloqui sugli ostaggi, ha spiegato Kilani
Israele: “Soldati morti nell’esplosione di due edifici colpiti”
A causare la morte dei 21 soldati israeliani è stato un razzo anticarro lanciato dai "terroristi" che ha fatto esplodere e crollare due edifici in cui si trovavano i soldati.
L'attacco è avvenuto nel campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia - non distante da confine - e non come sembrato in un primo momento a Khan Yunis. "Per quanto ne sappiamo - ha detto -, intorno alle 16:00 (di ieri e non nella notte) i terroristi hanno lanciato un razzo contro un carro armato che proteggeva i soldati e si è verificata un'esplosione in 2 edifici a 2 piani. Questi sono crollati, mentre i soldati erano dentro e vicino ad essi"
Esercito israeliano: 21 soldati Israele uccisi ieri, mai così tanti
Sono 21 i soldati israeliani morti a Gaza nella sola giornata di ieri: è il bilancio giornaliero più pesante dall'inizio del conflitto. Lo ha annunciato questa mattina dal portavoce delle IDF, Daniel Hagari. La maggior parte delle vittime di ieri, ha spiegato, sono stati uccise dall'esplosione di un razzo che ha colpito un deposito e un edificio precedentemente minati dall'esercito per demolirli.
Israele: 10 soldati uccisi durante combattimenti a Gaza nelle ultime 24 ore
Dieci soldati israeliani sono stati uccisi durante gli intensi combattimenti a Gaza nelle ultime 24 ore, ha detto martedì l'esercito israeliano.
Mezzaluna rossa: 5 morti e 21 feriti in raid Israele a Jabalia
Cinque persone sono state uccise e altre 21 sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano a est della città di Jabalia, nella Striscia di Gaza: lo ha reso noto questa mattina la Mezzaluna rossa palestinese.
Cnn, capo Mossad propone esilio per i leader di Hamas
Il capo del Mossad David Barnea ha proposto che i leader di Hamas vengano esiliati dalla Striscia di Gaza come parte di un più ampio accordo di cessate il fuoco, lo rivela la Cnn. Citando funzionari che hanno familiarità con le discussioni, la rete di notizie via cavo afferma che Barnea ha sollevato l'idea durante un incontro a Varsavia il mese scorso con il direttore della Cia Bill Burns e il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, e che il segretario di Stato americano Antony Blinken ha nuovamente lanciato l'ipotesi mentre si trovava a Doha all'inizio di questo mese.
Uno dei funzionari afferma che il premier del Qatar ha detto a Blinken che l'idea "non funzionerebbe mai", poiché Hamas non crede che Israele fermerà le operazioni militari a Gaza dopo che i leader del gruppo terroristico avranno lasciato l'enclave.
Nonostante la guerra durata quasi quattro mesi a Gaza, Israele non è riuscito a catturare o uccidere nessuno dei leader più importanti di Hamas a Gaza e ha lasciato intatto circa il 70% delle forze combattenti di Hamas, secondo le stime israeliane.
Usa e alleati, "Colpite basi Houthi di missili balistici"
"Abbiamo colpito magazzini sotterranei degli Houthi e basi di controllo aereo e missili balistici". Lo hanno dichiarato gli Stati Uniti in un comunicato congiunto con Australia, Bahrain, Canada, Olanda e Regno Unito, a commento del nuovo attacco alle basi occupate dai miliziani yemeniti. L'operazione, spiega il Pentagono, "è arrivata in risposta ai continui attacchi nel Mar Rosso contro navi commerciali e mercantili, che minacciano il commercio globale e la vita di marittimi innocenti".
"Il nostro obiettivo - ha aggiunto il Pentagono nella nota congiunta - resta quello di allentare la tensione e riportare stabilità nel Mar Rosso, ma ribadiamo il nostro avvertimento ai vertici degli Houthi: non esiteremo, davanti a reiterate minacce, a difendere le vite e la libera circolazione del commercio in una delle rotte più importanti al mondo".
Mar Rosso, telefonata Blinken - Mitsotakis su sicurezza
Il segretario di Stato americano Antony Blinken e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis hanno parlato ieri dell'importanza di proteggere i diritti e le libertà di navigazione nel Mar Rosso, lo afferma il Dipartimento di Stato in una nota. Le forze statunitensi e britanniche hanno lanciato attacchi in tutto lo Yemen contro le forze Houthi nelle ultime settimane in risposta a mesi di attacchi Houthi contro le navi del Mar Rosso che i combattenti sostenuti dall'Iran hanno lanciato come risposta alla guerra a Gaza.
Egitto respinge le accuse di Israele su falle della sicurezza al confine di Gaza
L'egitto ha respinto le accuse di non aver garantito la sicurezza del suo confine con la Striscia di Gaza, favorendo così il contrabbando di armi nell'enclave palestinese. Il capo del servizio di informazione statale egiziano, Diaa Rashwan, ha puntato il dito contro i "leader israeliani estremisti che cercano di trascinare la regione nel conflitto e nell'instabilità".
Houthi: “Continueremo ad attaccare navi israeliane”
"Le nostre forze continueranno ad attaccare le navi israeliane", ha detto Hizam Al-Assad, membro dell'ufficio politico della milizia filo-iraniana, all'emittente qatariota Al-Araby, "Gli avamposti yemeniti attaccati stanotte erano aree aperte o ex basi". Una fonte della milizia Houthi ha riferito all'emittente Al Jazeera che gli attacchi di questa notte sono stati "i più violenti a Sanaa dall'inizio degli attacchi in Yemen".
Pentagono: “Attacchi a Houthi proporzionati e necessari"
Gli attacchi aerei congiunti, a firma Usa e Regno Unito, contro i ribelli yemeniti che minacciano le navi internazionali nel Mar Rosso sono "proporzionati e necessari". Lo ha detto in una nota il Pentagono, confermando il suo ruolo nei raid.
Medio Oriente, raid contro siti lancio missili e radar Houthi
I raid aerei contro gli Houthi hanno preso di mira i siti di lancio di missili e i radar dei ribelli yemeniti: lo ha detto una fonte alla rete televisiva saudita Al-Arabiya. Secondo Reuters, gli attacchi hanno anche preso di mira un sito di stoccaggio sotterraneo degli Houthi.
Difesa Gb, attacchi per autodifesa e per indebolire Houthi
Il governo britannico ha confermato il suo ruolo nei nuovi attacchi ai ribelli yemeniti Houthi sostenendo che si è trattato di "attacchi per autodifesa", per "degradare le capacità degli Houthi" e per "sostenere la stabilità regionale in Medio Oriente".
Israele, 200 i soldati uccisi nella guerra a Gaza
Sono 200 i soldati israeliani rimasti uccisi nella Striscia di Gaza da quando è cominciata la guerra ad Hamas, a fine ottobre. Lo ha reso noto un portavoce dell'esercito israeliano.