Su Macron l’incubo dei “gilet verdi”: l’estrema destra cavalca la protesta degli agricoltori
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - L’incubo “gilet verdi” plana sulla Francia. La protesta degli agricoltori si allarga, con nuovi blocchi autostradali e flash mob di trattori davanti alle Prefetture, sulle tangenziali di grandi città. L’estrema destra soffia sulla protesta dopo la morte di un'attivista e di sua figlia dodicenne, investite ieri mattina mentre presidiavano un posto di blocco. Alla guida della macchina c’era un armeno senza permesso di soggiorno e con un decreto di espulsione non applicato. “Il governo deve rendere conto di questa tragedia”, attacca Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National che definisce la protesta come "il grido di una Francia silenziosa, di una Francia lavoratrice che è soffocata da norme, tasse e imposte, che non riesce più a vivere del proprio lavoro e che non vuole essere cancellata". Bardella guida la lista del Rn alle prossime europee e già vola nei sondaggi al 30% delle intenzioni di voto.
Marion Marechal, capolista della lista rivale di Reconquete di Eric …
PARIGI - L’incubo “gilet verdi” plana sulla Francia. La protesta degli agricoltori si allarga, con nuovi blocchi autostradali e flash mob di trattori davanti alle Prefetture, sulle tangenziali di grandi città. L’estrema destra soffia sulla protesta dopo la morte di un'attivista e di sua figlia dodicenne, investite ieri mattina mentre presidiavano un posto di blocco. Alla guida della macchina c’era un armeno senza permesso di soggiorno e con un decreto di espulsione non applicato. “Il governo deve rendere conto di questa tragedia”, attacca Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National che definisce la protesta come "il grido di una Francia silenziosa, di una Francia lavoratrice che è soffocata da norme, tasse e imposte, che non riesce più a vivere del proprio lavoro e che non vuole essere cancellata". Bardella guida la lista del Rn alle prossime europee e già vola nei sondaggi al 30% delle intenzioni di voto.
Marion Marechal, capolista della lista rivale di Reconquete di Eric Zemmour, è oggi a Bruxelles per partecipare a un raduno di contadini a Bruxelles. Un raduno al quale partecipa anche Christiane Lambert, presidente del Copa, il Comitato delle organizzazioni agricole europee, secondo cui la protesta degli agricoltori in corso in Francia si estenderà anche all'Italia e alla Spagna, dopo essere già stata lanciata in Germania, Polonia, Ungheria e Romania.
A cinque mesi dal voto per le europee, la mobilitazione che può diventare la bandiera dei sovranisti in Francia, ma non solo. "L’Ue vuole la morte della nostra agricoltura” ha lanciato Bardella. Gli agricoltori lamentano diminuzione dei sussidi della Pac e regole più restrittive legate al nuovo “Patto verde”, ma c’è anche il caro-energia, i problemi di siccità e gestione delle risorse idriche e la concorrenza internazionale, in particolare il “pollo ucraino” che viene preso come esempio di dumping: produrlo costa la metà che in Francia.
I punti in comune con la rivolta dei gilet gialli che esplose tra il 2018 e il 2019 sono tanti: una protesta che nasce dalla base, scavalcando i sindacati, che evidenzia ancora una volta la cesura tra Parigi e la Francia più rurale e periferica, e che punta contro le nuove restrizioni varate in nome della transizione ecologica. Oggi come cinque anni fa a far scattare la ribellione sono le tasse sui carburanti più inquinanti.
I “gilet verdi” sono il primo banco di prova per il nuovo premier Gabriel Attal che ieri sera ha incontrato i sindacati, promettendo misure urgenti. E’ un tema cruciale per la Francia, prima potenza agricola europea. Il ministro dell'Agricoltura, Marc Fesneau, accusa l'estrema destra di “soffiare sulle fiamme della rabbia e della disperazione degli agricoltori”. “Questo non è altro che opportunismo elettorale per le elezioni europee" ha commentato Fesneau.
La mobilitazione è particolarmente forte nel Sud-Ovest - il tragico incidente avvenuto in Occitania è proprio nell'epicentro della protesta - ma si sta allargando fino a Lione e alcune strade cominciano ad essere bloccate anche nell'Est. All'alba di questa mattina, almeno 200 trattori hanno fatto irruzione sulla tangenziale di Bordeaux, snodo cruciale fra Parigi e la Spagna, bloccando la circolazione. In giornata ci si attende un altro blocco a Strasburgo, nell'Est, ed azioni a Lione, Grenoble, Orange, Amiens e Orléans. Timori anche di blocchi dell'accesso al tunnel sotto la Manica.
I trattori degli agricoltori potrebbero arrivare fino nella capitale. ''Non è esclusa nessuna opzione'' ha detto Arnaud Rousseau, capo del Fnsea, il più grande sindacato degli agricolori. "Se non avremo risposte concrete, saremo a Parigi tra pochi giorni", gli ha fatto eco Régis Desrumaux, coltivatore di cereali e membro dello stesso sindacato Fnsea.
I sindacati hanno promesso nelle prossime ore la pubblicazione di un documento con una quarantina di rivendicazioni: si va dall’obbligo di messa a riposo di porzioni di terreno coltivabile per aumentarne la fertilità (il maggese) con evidenti ripercussioni sul reddito degli agricoltori, al tema dei pesticidi vietati, dalle nuove norme ambientali che molti vedono come penalizzanti per il settore, al prezzo del gasolio.
Emmanuel Macron vuole scongiurare un’ennesima crisi sociale come quella dei gilet gialli e ha mandato un messaggio agli agricoltori su X: “Ho chiesto al governo di essere pienamente mobilitato per fornire soluzioni concrete alle difficoltà che state affrontando”.