La missione (difficile) di Tajani in Israele: convincere Netanyahu a un segnale di apertura sui due Stati
dal nostro inviato Fabio TonacciLa missione quasi impossibile del ministro Tajani a Gerusalemme: convincere Bibi Netanyahu ad accettare la formula dei “due stati, due popoli”. Anche se è oggettivamente irrealizzabile in tempi brevi, considerati il consolidamento e l’espansione in corso degli insediamenti israeliani nei territori occupati della Cisgiordania. E anche se Netanyahu, fomentato dai suoi ministri della destra ultranazionalista e messianica usi a rilasciare dichiarazioni sconsiderate (l’ultima ancora ieri: “Su Gaza lanciamo la bomba atomica”, ha detto il ministro Amihai Eliyahu) ha sempre specificato di rifiutare questa formula.
Il punto - è il ragionamento che fa il ministro degli esteri italiano - è “dare un segnale di apertura”, sempre più impellente in un momento in cui lo Stato ebraico per la sua intransigenza “e per i suoi no” sta spingendo se stesso sul crinale dell’isolamento internazionale. Il modo in cui sta conducendo la caccia ad Hamas nella Striscia di Gaza, infatti, mette in difficoltà anche …
La missione quasi impossibile del ministro Tajani a Gerusalemme: convincere Bibi Netanyahu ad accettare la formula dei “due stati, due popoli”. Anche se è oggettivamente irrealizzabile in tempi brevi, considerati il consolidamento e l’espansione in corso degli insediamenti israeliani nei territori occupati della Cisgiordania. E anche se Netanyahu, fomentato dai suoi ministri della destra ultranazionalista e messianica usi a rilasciare dichiarazioni sconsiderate (l’ultima ancora ieri: “Su Gaza lanciamo la bomba atomica”, ha detto il ministro Amihai Eliyahu) ha sempre specificato di rifiutare questa formula.
Il punto - è il ragionamento che fa il ministro degli esteri italiano - è “dare un segnale di apertura”, sempre più impellente in un momento in cui lo Stato ebraico per la sua intransigenza “e per i suoi no” sta spingendo se stesso sul crinale dell’isolamento internazionale. Il modo in cui sta conducendo la caccia ad Hamas nella Striscia di Gaza, infatti, mette in difficoltà anche i governi più amici.
Il viaggio istituzionale di Tajani in Terra Santa è cominciato questa mattina con l’incontro con il presidente Isaac Herzog. “Sosteniamo con forza le azioni del governo israeliano contro le organizzazioni terroristiche e parallelamente vogliamo affrontare con i nostri amici israeliani la preparazione per un ritorno al confronto politico e diplomatico”, dice il ministro. Conferma la richiesta al governo israeliano di “tutelare in ogni modo le vite dei civili palestinesi”, e aggiunge: "Dopo le operazioni militari a Gaza bisognerà individuare immediatamente un percorso politico per evitare che gli attuali scontri" si ripetano e si allarghino nella regione. Un percorso politico che inevitabilmente dovrà portare" alla formula della soluzione a 2 Stati”.
Tajani ha anche parlato della situazione in Libano, dove è stato in visita ieri. "Nel Sud Libano è importante mantenere una distanza di sicurezza fra l'esercito di Israele e le formazioni militari di Hezbollah". Nel corso della giornata si incontrerà con Netanyahu, col ministro degli Esteri Israel Katz e col membro del "gabinetto di guerra" Benny Gantz. Il viaggio proseguirà poi a Ramallah, presso l’autorità palestinese.