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Usa, il dramma delle donne: 65mila rimaste incinte dopo uno stupro non hanno potuto abortire

Attivista anti-aborto a Washington (afp)
Il dato è riferito all’ultimo anno e mezzo, nei 14 Stati a guida repubblicana che hanno inasprito le leggi. Un caso su due è in Texas
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NEW YORK - Sono quasi 65mila le donne rimaste incinte dopo uno stupro e che non hanno potuto abortire negli Stati Uniti, nell’ultimo anno e mezzo. E quasi un caso su due è in Texas. I dati riguardano i quattordici Stati a guida repubblicana che hanno applicato le maggiori restrizioni all’interruzione di gravidanza, dopo la sentenza di due anni fa della Corte Suprema, che ha annullato il diritto federale all’aborto in vigore dal 1973. Il numero emerge da una ricerca condotta dal Jama Internal Medicine, la rivista dell’Associazione nazionale medici, la più importante organizzazione medica negli Stati Uniti. I ricercatori hanno messo insieme la media ogni anno delle gravidanze legate a stupri, le statistiche dei Centri federali medici, quelli dell’Ufficio di statistica del dipartimento della Giustizia e le interruzioni praticate legalmente in questi Stati: in media sono una decina al mese gli interventi in ospedale, una piccola percentuale rispetto all’emergenza sociale.
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NEW YORK - Sono quasi 65mila le donne rimaste incinte dopo uno stupro e che non hanno potuto abortire negli Stati Uniti, nell’ultimo anno e mezzo. E quasi un caso su due è in Texas. I dati riguardano i quattordici Stati a guida repubblicana che hanno applicato le maggiori restrizioni all’interruzione di gravidanza, dopo la sentenza di due anni fa della Corte Suprema, che ha annullato il diritto federale all’aborto in vigore dal 1973. Il numero emerge da una ricerca condotta dal Jama Internal Medicine, la rivista dell’Associazione nazionale medici, la più importante organizzazione medica negli Stati Uniti. I ricercatori hanno messo insieme la media ogni anno delle gravidanze legate a stupri, le statistiche dei Centri federali medici, quelli dell’Ufficio di statistica del dipartimento della Giustizia e le interruzioni praticate legalmente in questi Stati: in media sono una decina al mese gli interventi in ospedale, una piccola percentuale rispetto all’emergenza sociale.

(reuters)

I dati della statistica

Le statistiche si riferiscono a un periodo che va dall’1 luglio 2022 all’1 gennaio 2024. Nei quattordici Stati che hanno inasprito le leggi sono stati registrati circa 520mila casi di stupro, di cui 64.565 hanno portato a una gravidanza. Di queste, 5.586 - il 9 per cento del totale - sono state registrate in Stati con restrizioni ma che prevedono il ricorso all’aborto in caso di stupro, e 58.979 - il 91 per cento - in Stati dove non è prevista alcuna eccezione. Più di 26mila gravidanze frutto di violenza sono avvenute in Texas, uno degli Stati talebani d’America, con il 45 per cento dei casi. Seguono Missouri, con 5.825 casi, e Tennessee, con 4.993, poi gli altri: Arkansas (4.655), Oklahoma (4.529), Alabama (4.130). Completano il quadro: Mississippi, Kentucky, South Dakota, Idaho, Mississippi, West Virginia, Indiana e North Dakota. La statistica non indica quante gravidanze vengono portate a termine e quante vittime riescono ad abortire in uno Stato che ha leggi meno restrittive.

Il frutto della violenza

Secondo i ricercatori medici, i divieti rendono impossibile per le vittime di violenze di uscire dalla loro tragedia personale e voltare pagina. Dopo lo stupro, la maggior parte delle vittime è costretta a tenere anche il frutto di quella violenza. E questo avviene in un Paese che negli ultimi referendum statali si è schierato in difesa dei diritti delle donne e con la maggioranza degli americani, compresi i repubblicani, che ritiene l’aborto “moralmente accettabile”. Nonostante cinque dei quattordici Stati prevedano eccezioni, ci sono limitazioni che finiscono per rendere impossibile il ricorso all'intervento. La legge in quegli Stati prevede che la persona che ha subito una violenza e vuole abortire, denunci l’episodio nelle prime settimane, ma solo il ventuno per cento delle vittime si rivolge alla polizia.

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