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Il pirata yemenita virale sui social: “All’Italia dico: via dal Mar Rosso”

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Rashid al-Hadadi con un look da attore è diventato una star in rete postando video che mostrano miliziani houti a bordo di navi occidentali sequestrate. A colloquio con Repubblica ha parlato anche del nostro Paese
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Inizia tutto con un video ripostato il 15 gennaio. Da tre giorni, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno dato il via ai bombardamenti contro obiettivi degli Houti nel Mar Rosso: il mondo osserva sgomento l’escalation militare mentre lo Yemen viene colpito dalle bombe. il commercio mondiale è minacciato dai miliziani yemeniti e dai loro pirati che sequestrano o colpiscono le navi cargo occidentali. “Siamo di fronte a un allargamento del conflitto arabo israeliano?”, ci si chiede.

Il video virale

Proprio in questi frangenti diventa virale un video di un giovane yemenita. Posta dall’account TikTok @ro1o. Il video lo ritrae su di un barchino azzurro mentre approccia la nave cargo Galaxy Leader, battente bandiera delle Bahamas, appena sequestrata dai pirati. Ha il vento tra i capelli, la musica tradizionale sincopata sottolinea il movimento dell’imbarcazione. Dall’inquadratura si capisce che il giovane è armato. A pochi metri dalla nave il video si ferma. Decine di milioni di visualizzazioni.

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Inizia tutto con un video ripostato il 15 gennaio. Da tre giorni, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno dato il via ai bombardamenti contro obiettivi degli Houti nel Mar Rosso: il mondo osserva sgomento l’escalation militare mentre lo Yemen viene colpito dalle bombe. il commercio mondiale è minacciato dai miliziani yemeniti e dai loro pirati che sequestrano o colpiscono le navi cargo occidentali. “Siamo di fronte a un allargamento del conflitto arabo israeliano?”, ci si chiede.

Il video virale

Proprio in questi frangenti diventa virale un video di un giovane yemenita. Posta dall’account TikTok @ro1o. Il video lo ritrae su di un barchino azzurro mentre approccia la nave cargo Galaxy Leader, battente bandiera delle Bahamas, appena sequestrata dai pirati. Ha il vento tra i capelli, la musica tradizionale sincopata sottolinea il movimento dell’imbarcazione. Dall’inquadratura si capisce che il giovane è armato. A pochi metri dalla nave il video si ferma. Decine di milioni di visualizzazioni.

A nessuno sfugge la bellezza del soggetto e il web lo ribattezza immediatamente: “Hot Houthi”, l’houti figo, o ancora “Timhouti Chalamet”, in omaggio all’attore e infine “Jihadi Depp” per via di Johnny e “I pirati dei caraibi”. Tuttavia il successo lo infastidisce, assicura in un’intervista con Repubblica: «Sono un amante dell’avventura ma la ragione per cui posto queste azioni è che sono dalla parte della causa palestinese ed è di questo che bisogna parlare». Il suo vero nome è Rashid al-Hadad, ha 19 anni, e la sua storia insegna che oltre alla battaglia navale ce n’è una di navigatori virtuali intrisa di propaganda che si combatte in questi giorni nel Mar Rosso.

Presto TikTok sospende l’account per la violazione delle linee guida sull’incitamento all’odio e alle azioni terroristiche. Ma è troppo tardi e per ora X gli garantisce un porto sicuro. Al-Hadad è ormai una celebrità e con lo stesso sorriso con cui è salito armato sulla Galaxy Leader, se ne infischia di TikTok: «La sospensione dell’account dimostra solo che ci sarà un sionista al comando della piattaforma».

19 anni, originario di Sanaa

È nato nella capitale, Sanaa, ma ora vive nella provincia di Ibb, non lontano dalla costa occidentale del Paese che si affaccia sul Mar Rosso. Ha studiato programmazione e si definisce abile con le tecnologie. Sulla sua occupazione attuale e la sua famiglia non vuole scendere nei dettagli ma assicura: «Sono un pirata per la causa dei fratelli della Palestina. Siamo pronti ad azioni di pirateria contro le navi israeliane e tutte quelle degli alleati di Israele». Non è dato verificare indipendentemente le sue attività reali di pirateria ma è certo che sui suoi social ci sono documenti video che attestano la sua presenza armato a bordo di navi internazionali, di cui uno in particolare risale a novembre.

La beffa sulla crisi del Mar Rosso è un genere a parte nei social media yemeniti di questi tempi. Video condivisi sui canali di Telegram mostrano che la nave Galaxy Leader è stata trasformata in un’attrazione turistica. Decine di uomini si mettono in coda sulla spiaggia di al Jazirah per essere accompagnati con i barchini azzurri a scattarsi un selfie sul ponte del cargo. Sono documenti che Repubblica ha potuto verificare indipendentemente. L’agenzia russa di video Viory ha realizzato un servizio su questi tour intervistando i turisti in attesa e a bordo della nave. Come se tutto fosse normale. E in un certo senso lo è: c’è un fenomeno social che si viralizza in chiave anti-occidentale e qualcuno che soffia sul fuoco.

Social media e propaganda

Il tono di al-Hadad nel rispondere alle domande rimane sempre tra la beffa e la propaganda ripetuta a macchinetta: «Paura di un attacco americano o di un’operazione di terra? Tutti sanno che lo Yemen è un cimitero per gli invasori. E gli americani lo sanno bene perché insieme ai loro alleati ci hanno sfidati per nove anni». La scelta delle parole è quella dei portavoce ufficiali.

Lo stesso vale per il 7 ottobre, che commenta così: «Ciò che Hamas, il Movimento di Resistenza Islamico, ha fatto è un diritto legittimo nel quadro dell’autodifesa contro i crimini di Israele e la sua oppressione nei confronti di donne, bambini e anziani. Crimini sostenuti da Stati Uniti, Gran Bretagna ed Europa».

Un messaggio all’Italia

Riguardo all’Italia, dà prova di essere al corrente dell’attuale dibattito riguardo a una missione difensiva nel Mar Rosso a cui il nostro Paese prenderà parte: «State dalla parte dell’oppressore, Israele, contro le vittime innocenti in Palestina e Gaza. Tutto questo viene fatto utilizzando il denaro e le tasse dei cittadini in modo improprio. Qualsiasi intervento militare nel Mar Rosso avrà un impatto sull’Europa, poiché i costi del cibo aumenteranno a causa delle politiche sbagliate dell’Europa che seguono l’America e la Gran Bretagna». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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