Il restauro della piramide di Giza fa discutere gli egiziani: “Assurdo ricoprirla col granito”
a cura della redazione EsteriIL CAIRO – Il restauro della piramide di Menkaure a Giza fa discutere l’Egitto. Il suo principale sponsor Mostafa Waziri, capo del Consiglio supremo delle antichità egiziane, lo ha soprannominato "il progetto del secolo", un “dono dell'Egitto al mondo", ma non tutti gli egiziani la pensano così. Un video che mostra i lavori di ristrutturazione ha scatenato critiche anche severe sui social media, con un esperto che ha denunciato "l'assurdità" dell’operazione.
Nel video pubblicato su Facebook, Waziri ha mostrato gli operai che sistemavano blocchi di granito sulla base della piramide, che si trova accanto alla sfinge e alle piramidi più grandi di Chefren e Cheope a Giza.
Quando fu originariamente costruita, la piramide era rivestita di granito, ma col tempo perse parte della sua copertura. La ristrutturazione mira a ripristinare lo stile originario ricostruendo lo strato granitico. I lavori dureranno tre anni.
"Impossibile!" scrive l'egittologa Monica Hanna tra i commenti. "Manca…
IL CAIRO – Il restauro della piramide di Menkaure a Giza fa discutere l’Egitto. Il suo principale sponsor Mostafa Waziri, capo del Consiglio supremo delle antichità egiziane, lo ha soprannominato "il progetto del secolo", un “dono dell'Egitto al mondo", ma non tutti gli egiziani la pensano così. Un video che mostra i lavori di ristrutturazione ha scatenato critiche anche severe sui social media, con un esperto che ha denunciato "l'assurdità" dell’operazione.
Nel video pubblicato su Facebook, Waziri ha mostrato gli operai che sistemavano blocchi di granito sulla base della piramide, che si trova accanto alla sfinge e alle piramidi più grandi di Chefren e Cheope a Giza.
Quando fu originariamente costruita, la piramide era rivestita di granito, ma col tempo perse parte della sua copertura. La ristrutturazione mira a ripristinare lo stile originario ricostruendo lo strato granitico. I lavori dureranno tre anni.
"Impossibile!" scrive l'egittologa Monica Hanna tra i commenti. "Mancava solo la piastrellatura della piramide di Micerino! Quando porremo fine all'assurdità nella gestione del patrimonio egiziano?" scrive. "Tutti i principi internazionali sulle ristrutturazioni vietano tali interventi”, aggiunge Hanna, invitando tutti gli archeologi a "mobilitarsi immediatamente".
Altri commentatori reagiscono con sarcasmo. "Quando sarà previsto il progetto di raddrizzamento della Torre di Pisa?" chiede uno. "Piuttosto che piastrelle, perché non tappezzare le piramidi?" domanda un altro.
La questione della conservazione del patrimonio in Egitto - che ricava il 10% del suo prodotto interno lordo dal turismo - è spesso oggetto di accesi dibattiti.
La recente distruzione di intere aree del centro storico del Cairo ha portato a potenti mobilitazioni da parte della società civile, che è in gran parte bandita dall'attività politica e ora concentra molte energie nella lotta contro il governo su questioni di pianificazione urbana e patrimonio culturale.
Il dibattito ultimamente si è sollevato sulla moschea Abu al-Abbas al-Mursi del XV secolo nella città costiera di Alessandria, la seconda più grande dell'Egitto.
Le autorità locali hanno annunciato un'indagine dopo che un appaltatore incaricato della ristrutturazione ha deciso di ridipingere di bianco i soffitti decorati, intagliati e colorati della più grande moschea della città.