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Francia, aziende dell’acqua sotto accusa: “Metodi illegali per purificarle”. Nestlé: “Pratiche errate del passato”

(afp)
Secondo un’inchiesta di Le Monde e Radio France, il gruppo svizzero avrebbe utilizzato trattamenti a raggi ultravioletti e filtri a carbone attivo. Il governo sarebbe stato informato da agosto 2021 e avrebbe operato modifiche in violazione delle norme Ue. Coinvolti marchi dell'eccellenza francese quali Vittel e Perrier
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PARIGI - È uno scandalo che riguarda milioni di consumatori di acque minerali, non informati sulle pratiche di purificazione, e migliaia di posti di lavoro negli impianti delle aziende d'acqua. Secondo un’inchiesta di Le Monde e Radio France, il gruppo Nestlé - leader nel settore - ha utilizzato trattamenti a raggi ultravioletti e filtri a carbone attivo per purificare i suoi marchi di acque minerali. La bufera non riguarda solo la Nestlé Waters - che ha confermato la notizia ancora prima della diffusione dell'inchiesta - ma anche il governo informato delle pratiche illegali da agosto 2021 e che ha operato modifiche favorevoli alla regolamentazione vigente per venire incontro alle necessità del gruppo, in violazione delle norme Ue.

Una vicenda che rappresenta anche un duro colpo alla reputazione, in p…

PARIGI - È uno scandalo che riguarda milioni di consumatori di acque minerali, non informati sulle pratiche di purificazione, e migliaia di posti di lavoro negli impianti delle aziende d'acqua. Secondo un’inchiesta di Le Monde e Radio France, il gruppo Nestlé - leader nel settore - ha utilizzato trattamenti a raggi ultravioletti e filtri a carbone attivo per purificare i suoi marchi di acque minerali. La bufera non riguarda solo la Nestlé Waters - che ha confermato la notizia ancora prima della diffusione dell'inchiesta - ma anche il governo informato delle pratiche illegali da agosto 2021 e che ha operato modifiche favorevoli alla regolamentazione vigente per venire incontro alle necessità del gruppo, in violazione delle norme Ue.

Una vicenda che rappresenta anche un duro colpo alla reputazione, in patria e all'estero, di rinomate acque presentate come le più pure, vetrina dell'eccellenza francese quali Vittel, Perrier. Dopo la mancata risposta alle sollecitazioni di Le Monde e Radio France, il gruppo svizzero ha riconosciuto "pratiche errate del passato" secondo le dichiarazioni della presidente di Nestlé Waters, Muriel Lienau. Il gruppo cita la necessità "di superare l'impatto del cambiamento climatico e l'aumento dello stress idrico che ha in parte influenzato le caratteristiche minerali delle sue acque", mai la presenza di batteri o metaboliti di pesticidi nelle sue acque non depurate. Lienau ha assicurato che "abbiamo garantito la sicurezza alimentare anche se abbiamo utilizzato misure di protezione che non erano in linea con il quadro normativo o la sua interpretazione”.

Secondo i media all'origine dell'inchiesta, si è invece trattato di problemi ricorrenti o stagionali di contaminazione di alcuni pozzi da parte di batteri coliformi - "da contaminazione fecale" secondo nota riservata dell'amministrazione - che sono stati deliberatamente nascosti alle autorità. Per questo motivo Nestlé Waters ha dovuto applicare tecniche di purificazione consentite sull'acqua del rubinetto, in media più di 100 volte meno cara dell'acqua minerale.

Dopo alcune segnalazioni, il governo aveva incaricato l'Ispettorato generale degli affari sociali di verifiche sugli impianti di confezionamento delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente in Francia.

La missione, le cui conclusioni sono state presentate nel luglio 2022 e divulgate da Le Monde e Radio France, aveva confermato i “trattamenti non conformi” su un terzo dei campioni esaminati. Il rapporto assicurava che "in questa fase non è stato identificato alcun rischio per la salute legato alla qualità dell'acqua imbottigliata”.

Nestlé non è l'unico gruppo sotto accusa. Alma, che produce una trentina di marchi di acqua in bottiglia in Francia, tra cui Cristaline, Saint-Yorre e Vichy Célestins, ha confermato di essere oggetto di procedimenti giudiziari relativi a "fatti vecchi e isolati specifici di alcuni siti di produzione".

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