Allevamenti intensivi, Berkeley indice un referendum per vietarli. La California guida il movimento per il benessere animale
di Massimo BasileNEW YORK - Polli collassano e muoiono di fame. Vitellini languono nella loro diarrea. Maiali si destano dal torpore nei macelli vedendo il sangue zampillare ovunque. Per la prima volta negli Stati Uniti il destino degli allevamenti intensivi verrà deciso con un referendum. A Berkeley, California, i residenti voteranno se eliminare o no questo tipo di attività entro i confini della città della California, che si trova nel cuore liberal della San Francisco Bay Area.
Non è un caso che il primato tocchi a Berkely: questa è considerata la città più liberal d’America, oltre che sede di un campus universitari tra i più prestigiosi al mondo. E qui non ci sono allevamenti intensivi, ma il tema sta molto a cuore ai residenti e agli animalisti che hanno raccolto le cinquemila firme necessarie per istituire il referendum.
La consultazione, in programma a novembre, fa parte di un piano più ampio che punta a migliorare le condizioni degli animali, e a contrastare la pratica di tenerli confinati in …
NEW YORK - Polli collassano e muoiono di fame. Vitellini languono nella loro diarrea. Maiali si destano dal torpore nei macelli vedendo il sangue zampillare ovunque. Per la prima volta negli Stati Uniti il destino degli allevamenti intensivi verrà deciso con un referendum. A Berkeley, California, i residenti voteranno se eliminare o no questo tipo di attività entro i confini della città della California, che si trova nel cuore liberal della San Francisco Bay Area.
Non è un caso che il primato tocchi a Berkely: questa è considerata la città più liberal d’America, oltre che sede di un campus universitari tra i più prestigiosi al mondo. E qui non ci sono allevamenti intensivi, ma il tema sta molto a cuore ai residenti e agli animalisti che hanno raccolto le cinquemila firme necessarie per istituire il referendum.
La consultazione, in programma a novembre, fa parte di un piano più ampio che punta a migliorare le condizioni degli animali, e a contrastare la pratica di tenerli confinati in spazi angusti prima di sottoporli alla macellazione. Se l’iniziativa elettorale dovesse avere successo, dicono i promotori, il referendum potrebbe essere replicabile anche in altre città degli Stati Uniti. “Possiamo indicare la strada per abolire gli allevamenti intensivi”, spiega Cassie King, che fa parte di uno dei due gruppi promotori della consultazione, Direct Action Everywhere. “L’obiettivo - aggiunge Alison Morikawa, portavoce dell’organizzazione - è di lanciare la campagna per divieti simili in tutta la California e oltre”. Firme vengono raccolte per chiedere al governatore Gavin Newsom di affrontare il tema a livello statale.
Berkeley ha messo al bando la vendita di pellicce e i fornelli a gas e da tempo ha istituito i “Green Monday”, una specie di lunedì vegetariani in cui tutte le strutture pubbliche promuovono menù a base di verdure, per ridurre l’impatto ambientale da parte dell’uomo. In attesa del pronunciamento dei residenti, è stato chiuso l’ippodromo locale, il Golden Gate Fields.
Berkley è un santuario di movimenti che si sono allargati al resto dell’America, a cominciare dalle prime proteste contro la guerra in Vietnam, alla fine degli anni ’60, ma la battaglia contro gli allevamenti intensivi non sembra destinata ad avere facile successo sul piano nazionale. Il novanta per cento del bestiame allevato negli Stati Uniti è sottoposto a allevamenti intensivi, e questo avviene nonostante l’opinione pubblica sia a favore di misure per limitare lo sfruttamento degli animali. Secondo un sondaggio, più di un americano su due è favorevole a maggiori controlli nel settore.
In California è vietata la vendita di suini, pollarme e vitelli se costretti a vivere in spazi ridotti. A Berkeley sperano che il referendum sancisca la vittoria degli animalisti e lanci un messaggio al resto del Paese.
A Denver, Colorado, stanno pensando di lanciare un’iniziativa simile. Troppo poco, forse, ma gli attivisti sono convinti che il destino atroce di migliaia di animali da allevamento meriti che qualcuno si occupi di loro.