Pechino, “tombaroli” alla sbarra: tentarono di rubare reliquie del nonno dell’ultimo imperatore della Cina
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Speravano di portarsi via qualche antica reliquia, magari trovando anche qualche gioiello o porcellana preziosi. Si erano organizzati bene: un paio di loro a fare da palo affinché gli altri - armati di trapani elettrici, lampade e generatori - potessero agire indisturbati. E invece la banda di otto tombaroli è stata beccata prima di profanare la vecchia tomba. Ora sono stati processati dal Tribunale del Popolo e rischiano grosso. Sì perché quella non è una tomba qualunque, ma appartiene a Yixuan, noto con il titolo di Principe Chun, padre del sovrano Guangxu della dinastia Qing e nonno di Puyi, l’ultimo imperatore della Cina.
L’antico sito (inserito nel 2019 tra i luoghi princip…
PECHINO - Speravano di portarsi via qualche antica reliquia, magari trovando anche qualche gioiello o porcellana preziosi. Si erano organizzati bene: un paio di loro a fare da palo affinché gli altri - armati di trapani elettrici, lampade e generatori - potessero agire indisturbati. E invece la banda di otto tombaroli è stata beccata prima di profanare la vecchia tomba. Ora sono stati processati dal Tribunale del Popolo e rischiano grosso. Sì perché quella non è una tomba qualunque, ma appartiene a Yixuan, noto con il titolo di Principe Chun, padre del sovrano Guangxu della dinastia Qing e nonno di Puyi, l’ultimo imperatore della Cina.
L’antico sito (inserito nel 2019 tra i luoghi principali per la protezione delle reliquie culturali nazionali) sorge a 35 chilometri dal centro di Pechino e i fatti - come riporta il China Daily - risalgono allo scorso 26 giugno. Sono stati i residenti che abitano nelle vicinanze, insospettiti, a chiamare la polizia, e a mettere in fuga la banda. Gli otto sono stati arrestati il giorno seguente in un hotel del distretto di Fangshan.
“Anche se non hanno portato via o danneggiato niente, è ovvio che la loro non era una normale visita turistica”, ha affermato sarcastico il procuratore Li Ying durante il processo appena conclusosi. La data della sentenza non è ancora stata annunciata.
“I dati diffusi lunedì dal Ministero della Pubblica Sicurezza hanno rivelato che la polizia cinese ha risolto più di 1.070 casi di scavo, furto o vendita di reliquie culturali da gennaio a novembre dello scorso anno, con la cattura di oltre 2.400 sospetti. Sono state recuperate più di 13mila reliquie culturali, tra cui bronzo, porcellana e ceramica”, scrive la stampa cinese.
Fatti del genere sono tutt’altro che isolati. Anche aree delle province di Henan, Shanxi e Shaanxi sono state spesso prese di mira, spiega al China Daily Zhao Li, avvocato di uno studio legale di Pechino. "La maggior parte sono ex lavoratori edili che scavano per cercare reliquie da vendere poi in cambio di denaro, e non possiamo escludere che alcune persone commettano questo crimine in nome dell'avventura dopo aver visto magari qualche film o letto qualche libro legati alle storie sulle tombe antiche”. Insomma, dei cattivi Indiana Jones.
Yixuan, noto come Principe Chun, era il settimo figlio dell’imperatore Daoguang che regnò sul Celeste Impero dal 1820 al 1850. Il secondogenito del Principe diventò l’imperatore Guangxu, mentre il suo quinto figlio - Zaifeng - era il padre di Puyi: l’imperatore bambino ultimo sovrano della Cina.
Il Principe morì il 1° gennaio 1891, poco prima del completamento dei lavori di ampliamento del Palazzo d’Estate. Venne sepolto in quella che oggi è nota come “Tomba del settimo principe”, 35 chilometri a Nord-Ovest di Pechino. Luogo che divenne pure famoso sul grande schermo: la tomba e l'area circostante sono la casa e il luogo di addestramento del leggendario monaco shaolin Pai Mei, nel film di Quentin Tarantino Kill Bill Volume 2.