Tutti i membri della band russa Bi-2 al sicuro in Israele dopo l’arresto in Thailandia
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Sono tutti al sicuro in Israele i membri della band rock russa dissidente Bi-2 che erano stati arrestati in Thailandia sotto la sospetta pressione di Mosca. “Siamo liberi e continueremo ad andare avanti”, ha commentato il chitarrista e cantante Aleksandr “Shura” Uman parlando nella sala arrivi dell’aeroporto internazionale israeliano Ben Gurion di Tel Aviv. La band sta bene ed è molto stanca dopo la dura prova, ha aggiunto, definendo “orribili” le condizioni della prigionia tailandese.
La band era stata arrestata il 25 gennaio scorso a margine di un loro concerto nell’isola turistica meridionale di Phuket, destinazione popolare degli espatriati e turisti russi. L’accusa era irregolarità nei documenti compilati per i visti e i permessi di lavoro, ma sin da subito si era temuto che si trattasse di un mero pretesto per estradare i musicisti in Russia dove, secondo l’ong per i diritti umani Human Rights Watch, rischiavano “l’arresto o peggio per le loro critiche virulente” contro …
MOSCA – Sono tutti al sicuro in Israele i membri della band rock russa dissidente Bi-2 che erano stati arrestati in Thailandia sotto la sospetta pressione di Mosca. “Siamo liberi e continueremo ad andare avanti”, ha commentato il chitarrista e cantante Aleksandr “Shura” Uman parlando nella sala arrivi dell’aeroporto internazionale israeliano Ben Gurion di Tel Aviv. La band sta bene ed è molto stanca dopo la dura prova, ha aggiunto, definendo “orribili” le condizioni della prigionia tailandese.
La band era stata arrestata il 25 gennaio scorso a margine di un loro concerto nell’isola turistica meridionale di Phuket, destinazione popolare degli espatriati e turisti russi. L’accusa era irregolarità nei documenti compilati per i visti e i permessi di lavoro, ma sin da subito si era temuto che si trattasse di un mero pretesto per estradare i musicisti in Russia dove, secondo l’ong per i diritti umani Human Rights Watch, rischiavano “l’arresto o peggio per le loro critiche virulente” contro il Cremlino e l’offensiva russa in Ucraina.
Dei sette membri del gruppo, quattro – compresi i due fondatori Uman e Egor “Ljova” Bortnik – avevano doppia cittadinanza israeliana e australiana e tre esclusivamente russa, ma nei giorni scorsi il loro avvocato era riuscito a raggiungere un accordo per l’espulsione in Israele di tutti i musicisti. Accordo annullato all’ultimo minuto su pressione – secondo il legale – del console russo in Thailandia Vladimir Sosnov. Soltanto il cantante Bortnik era riuscito a partire. Ieri notte la svolta dopo ore di intensi negoziati, pressioni delle ong per i diritti umani e sforzi diplomatici lodati dal ministro degli Esteri israeliano Israel Katz.
Nota per aver eseguito la colonna sonora del popolare film “Fratello grande” di Aleksej Balabanov, la band Bi-2 conta 1,01 milioni di abbonati al suo canale YouTube e 376.000 ascoltatori mensili su Spotify. Diversi loro concerti in Russia erano stati cancellati nel 2022 dopo che i musicisti si erano rifiutati di suonare in un locale con striscioni a sostegno del conflitto in Ucraina. Il gruppo aveva perciò deciso di lasciare la Russia.
Mosca ha negato di aver cercato di far estradare i membri della band in patria, ma il deputato Andrej Lugovoj, responsabile della morte per avvelenamento di Aleksandr Litvinenko a Londra, aveva detto di aspettarli a “braccia aperte” e che presto avrebbero “suonato e cantato su cucchiai e piatti di metallo, ballando il tip tap davanti ai loro compagni di cella”. Mentre la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova aveva definito i musicisti di Bi-2 “figure anticulturali tossiche” e “sponsor del terrorismo”.
Secondo Bloomberg, sarebbe stato proprio il ministero degli Esteri russo ad aver incaricato i suoi diplomatici all’estero di prendere di mira le celebrità russe che si oppongono a Vladimir Putin e al conflitto in Ucraina facendo pressione sui cosiddetti Paesi “amici” per tenerli lontani dal palco, o nel caso dei Bi-2, per arrestarli ed estradarli.
La detenzione del gruppo Bi-2, del resto, non è un caso isolato. La Thailandia in passato aveva annullato gli spettacoli dei comici Ruslan Belyj e Maksim Galkin, marito della leggendaria diva pop Alla Pugaciova, che ha riscontrato ostacoli anche in altri Paesi “amici” della Russia, come il Kazakistan o l’Indonesia.
“È buffo – ha commentato Galkin – che lo Stato russo stia sprecando per questo scopo tempo e sforzi di molte persone, che potrebbero trovare un uso più degno di loro stessi per il bene della propria patria, piuttosto che nella maniacale persecuzione degli artisti dissenzienti all’estero”.