Argentina, ok parziale alla legge omnibus di Milei. A Buenos Aires migliaia in piazza e violente repressioni
di Elena BassoBUENOS AIRES – Da giorni ormai migliaia di persone protestano di fronte al Congreso argentino. All’interno del Parlamento i politici del Paese hanno approvato con un primo parziale via libera la Ley Ómnibus, il maxi-progetto di legge presentato dal neo-eletto presidente Javier Milei che, se entrasse in vigore, cambierebbe radicalmente la struttura socio-economica argentina. Dopo tre giorni di discussioni estenuanti e una maratona negoziale che ha ridimensionato l'imponente progetto, alla camera dei Deputati il disegno di legge ha ottenuto un primo parziale via libera, sul testo in generale, con un totale di 144 voti favorevoli e 109 contrari. La bozza passerà - a partire da martedì - all'analisi punto per punto, per ottenere il via libera finale dai Deputati, e l'invio al Senato.
BUENOS AIRES – Da giorni ormai migliaia di persone protestano di fronte al Congreso argentino. All’interno del Parlamento i politici del Paese hanno approvato con un primo parziale via libera la Ley Ómnibus, il maxi-progetto di legge presentato dal neo-eletto presidente Javier Milei che, se entrasse in vigore, cambierebbe radicalmente la struttura socio-economica argentina. Dopo tre giorni di discussioni estenuanti e una maratona negoziale che ha ridimensionato l'imponente progetto, alla camera dei Deputati il disegno di legge ha ottenuto un primo parziale via libera, sul testo in generale, con un totale di 144 voti favorevoli e 109 contrari. La bozza passerà - a partire da martedì - all'analisi punto per punto, per ottenere il via libera finale dai Deputati, e l'invio al Senato.
Le proteste a Buenos Aires
Le proteste sono state pacifiche ma, per la prima volta dal cambio di governo, la repressione delle forze dell’ordine è stata brutale. Solamente nella giornata di ieri almeno 100 persone sono state ferite dagli agenti, fra cui almeno 20 giornalisti (sia di media argentini che internazionali) che stavano coprendo le manifestazioni. Queste sono giornate cruciali per la politica argentina: fra oggi e domani dovrebbe avvenire la votazione finale che riguarda il progetto di legge e, se venisse approvato, sia l’intensità delle proteste, sia la repressione non faranno che aumentare.
Cos’è la legge omnibus
La Ley Ómnibus è composta da oltre 500 articoli e avrebbe dure ripercussioni su quasi ogni aspetto della società argentina: dai diritti dei lavoratori a quello di manifestare, dalle pensioni alla sanità e all’educazione. Con questo maxi-progetto di legge il governo di Milei punta a privatizzare tutte le imprese statali argentine (dai treni agli aerei, dalla tv alla banca nazionale), a riformare la struttura della sanità e dell’educazione che ad oggi sono gratuite, a cambiare il sistema elettorale e a modificare le leggi a tutela dell’ambiente, delle donne e della comunità Lgbtq più progressiste.
Un cambiamento profondo per la società e che si andrebbe a sommare ad altre misure già attuate nelle scorse settimane dal presidente con cui il governo ha tagliato la spesa pubblica, svalutato la moneta nazionale e licenziato migliaia di lavoratori statali.
L’inflazione più alta al mondo
La situazione vissuta dal Paese è drammatica e ha portato l’Argentina a chiudere il 2023 con l’inflazione più alta del mondo, il 211,4%, superando il Venezuela e con i prezzi che sono triplicati rispetto all’anno passato. A protestare davanti al Congreso in questi giorni sono soprattutto i sindacati dei lavoratori più colpiti dalle decisioni prese dal governo di Milei: impiegati pubblici, personale sanitario o scolastico, gli enti benificiari dei fondi per l’arte e la cultura e gruppi molto numerosi di pensionati, che vedrebbero diminuire drasticamente la propria pensione