Papa: “L’odio verso gli ebrei è un peccato contro Dio, no a ogni forma di antigiudaismo e antisemitismo”
di Iacopo ScaramuzziPapa Francesco ribadisce la condanna nei confronti di “ogni forma di antigiudaismo e antisemitismo” che possa essere originata dalla guerra in Medio Oriente in una lettera inviata alla teologa Karma Ben Johanan, tra le promotrici nelle settimane passate di un appello al Pontefice, sottoscritto da circa 400 tra rabbini e studiosi, per il consolidamento dell’amicizia ebraico-cristiana dopo l’attacco di Hamas a Israele il 7 ottobre.
“Ai fratelli e alle sorelle ebrei di Israele”
Nella sua lettera del 2 febbraio, il Papa si rivolge “ai fratelli e alle sorelle ebrei di Israele” sottolineando come anche la Terra Santa non sia purtroppo esclusa da quel travaglio che attanaglia il mondo e che configura una vera “guerra mondiale a pezzi”, e che suscita nel mondo “apprensione e dolore”. Bergoglio rileva come la guerra in corso abbia “prodotto nelle opinioni pubbliche mondiali atteggiamenti di divisione, che a volte sfociano in forme di antisemitismo e antigiudaismo”, aggiungendo: “Non posso che…
Papa Francesco ribadisce la condanna nei confronti di “ogni forma di antigiudaismo e antisemitismo” che possa essere originata dalla guerra in Medio Oriente in una lettera inviata alla teologa Karma Ben Johanan, tra le promotrici nelle settimane passate di un appello al Pontefice, sottoscritto da circa 400 tra rabbini e studiosi, per il consolidamento dell’amicizia ebraico-cristiana dopo l’attacco di Hamas a Israele il 7 ottobre.
“Ai fratelli e alle sorelle ebrei di Israele”
Nella sua lettera del 2 febbraio, il Papa si rivolge “ai fratelli e alle sorelle ebrei di Israele” sottolineando come anche la Terra Santa non sia purtroppo esclusa da quel travaglio che attanaglia il mondo e che configura una vera “guerra mondiale a pezzi”, e che suscita nel mondo “apprensione e dolore”. Bergoglio rileva come la guerra in corso abbia “prodotto nelle opinioni pubbliche mondiali atteggiamenti di divisione, che a volte sfociano in forme di antisemitismo e antigiudaismo”, aggiungendo: “Non posso che ribadire quanto anche i miei Predecessori hanno affermato chiaramente più volte: il rapporto che ci lega a voi è particolare e singolare, senza mai oscurare, naturalmente, il rapporto che la Chiesa ha con gli altri e l'impegno anche nei loro confronti. Il percorso che la Chiesa ha avviato con voi, l’antico popolo dell’alleanza, rifiuta ogni forma di antigiudaismo e antisemitismo, condannando inequivocabilmente le manifestazioni di odio verso gli ebrei e l’ebraismo, come un peccato contro Dio. Insieme a voi, noi cattolici siamo molto preoccupati per il terribile aumento degli attacchi contro gli ebrei in tutto il mondo. Avevamo sperato che “mai più” fosse un ritornello ascoltato dalle nuove generazioni, eppure ora vediamo che il percorso da fare richiede una collaborazione sempre più stretta per sradicare questi fenomeni”.
Israeliani e palestinesi
“Il mio cuore è vicino a voi, alla Terra Santa, a tutti i popoli che la abitano, israeliani e palestinesi, e prego perché prevalga su tutti il desiderio della pace”, scrive il Papa. “Voglio che sappiate che siete vicini al mio cuore e al cuore della Chiesa. Alla luce delle numerose comunicazioni che mi sono state recapitate da vari amici e organizzazioni ebraiche di tutto il mondo e della vostra lettera, che apprezzo molto, sento il desiderio di assicurarvi la mia vicinanza e il mio affetto. Abbraccio ciascuno di voi, e in particolare – sottolinea – coloro che sono consumati dall'angoscia, dal dolore, dalla paura e anche dalla rabbia”.
Il rilascio degli ostaggi
“Le parole sono così difficili da formulare di fronte a una tragedia come quella avvenuta negli ultimi mesi. Insieme a voi, piangiamo i morti, i feriti, i traumatizzati, supplicando Dio Padre di intervenire e porre fine alla guerra e all'odio, questi cicli incessanti che mettono in pericolo tutto il mondo. In modo speciale, preghiamo per il ritorno degli ostaggi, rallegrandoci per quelli che sono già tornati a casa, e pregando affinché tutti gli altri si uniscano presto a loro”, scrive ancora Bergoglio. “In tempi di desolazione, abbiamo grande difficoltà a vedere un orizzonte futuro in cui la luce sostituisca l’oscurità, in cui l’amicizia sostituisca l’odio, in cui la cooperazione sostituisca la guerra. Tuttavia, noi, come ebrei e cattolici, siamo testimoni proprio di un simile orizzonte. E dobbiamo farlo, cominciando innanzitutto proprio dalla Terra Santa, dove insieme vogliamo lavorare per la pace e per la giustizia, facendo il possibile per creare relazioni capaci di aprire nuovi orizzonti di luce per tutti, israeliani e palestinesi. Entrambi, ebrei e cattolici, dobbiamo impegnarci in questo percorso di amicizia, solidarietà e cooperazione nella ricerca di modi per riparare un mondo distrutto, lavorando insieme in ogni parte del mondo, e soprattutto in Terra Santa, per recuperare la capacità di vedere nel volto di ogni persona l’immagine di Dio, nella quale siamo stati creati. Abbiamo ancora molto da fare insieme – scrive il Papa – per garantire che il mondo che lasceremo a chi verrà dopo di noi sia migliore, ma sono certo che potremo continuare a collaborare insieme per questo scopo”.