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Argentina, dopo i tagli di Milei alla spesa pubblica una provincia si crea una sua “quasi moneta”

Il “bocade” è a metà tra un buono e una valuta e permetterà, secondo il governatore della Rioja, a pagare gli stipendi, messi in pericolo dalla terapia schock del nuovo presidente
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BUENOS AIRES – Alla Rioja, una provincia nel nord-est dell’Argentina, i bar, i ristoranti e i negozi durante l’estate vanno in pausa dall’1 del pomeriggio alle 6 di sera. Il caldo è torrido e le temperature sono troppe alte per potere lavorare durante le ore più calde della giornata in questa provincia che conta 384mila abitanti. I paesaggi della Rioja sono impressionanti: vallate sconfinate, alti canyon dalle mille sfumature rossicce, ettari ed ettari di vigneti e uliveti. Negli ultimi anni il turismo in questa zona è cresciuto moltissimo, ma ultimamente ad aggirarsi fra le città e i piccoli paesini di questa provincia argentina non sono solo i turisti. Da quando un paio di settimane fa il governatore della Rioja, Ricardo Quintela, ha annunciato la creazione di una “quasi-moneta” della provincia, decine di giornalisti provenienti da tutto il mondo hanno deciso di andare a vedere cosa stesse accadendo.

(afp)
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BUENOS AIRES – Alla Rioja, una provincia nel nord-est dell’Argentina, i bar, i ristoranti e i negozi durante l’estate vanno in pausa dall’1 del pomeriggio alle 6 di sera. Il caldo è torrido e le temperature sono troppe alte per potere lavorare durante le ore più calde della giornata in questa provincia che conta 384mila abitanti. I paesaggi della Rioja sono impressionanti: vallate sconfinate, alti canyon dalle mille sfumature rossicce, ettari ed ettari di vigneti e uliveti. Negli ultimi anni il turismo in questa zona è cresciuto moltissimo, ma ultimamente ad aggirarsi fra le città e i piccoli paesini di questa provincia argentina non sono solo i turisti. Da quando un paio di settimane fa il governatore della Rioja, Ricardo Quintela, ha annunciato la creazione di una “quasi-moneta” della provincia, decine di giornalisti provenienti da tutto il mondo hanno deciso di andare a vedere cosa stesse accadendo.

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I tagli di Milei

La decisione di Quintela arriva dopo i tagli decisi dal governo del neo-eletto presidente Javier Milei alla spesa pubblica e alle sovvenzioni provinciali. Milei, diventato presidente da sole sei settimane, ha già messo in atto la “terapia shock” che aveva annunciato durante la campagna elettorale per far uscire il Paese dalla pesantissima crisi economica che da anni colpisce l’Argentina. Il 75% del bilancio della provincia della Rioja però dipende dalle tasse raccolte dal governo e che vengono redistribuite fra le province e ben il 67% dei lavoratori sono dipendenti statali. Milei dopo aver annunciato i tagli alla spesa pubblica, ha rifiutato di pagare alla provincia della Rioja 26milioni di dollari che sarebbero dovuti arrivare dal governo nazionale. Una decisione che ha portato il governatore Quintela a dichiarare che se il governo non effettuerà il trasferimento di denaro, la provincia avrà fondi necessari solamente per coprire le spese per i prossimi 5 mesi.

(reuters)

Il “bocade”

Per cercare di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, Quintela ha quindi deciso di stampare una valuta provinciale. Hanno deciso di chiamarla “bocade” e ne saranno emessi un quantitativo del valore di 28milioni di dollari, praticamente pari all’importo del finanziamento che sarebbe dovuto arrivare dal governo. A metà tra un buono e una moneta propria, potranno essere utilizzati per pagare le tasse, le bollette (dall’acqua all’elettricità) e, si spera, cibo, vestiti e merci dai negozi. I commercianti della Rioja sembrano scettici all’idea di essere pagati con la “quasi-moneta” e in molti hanno dichiarato che la accetteranno solo se non avranno altre alternative, scenario che sembra essere molto probabile considerando l’alto numero di dipendenti pubblici fra gli abitanti della provincia e i cui stipendi verranno in larga parte pagati in “bocades”. Quintela ha assicurato che saranno emessi entro 90 giorni e la provincia potrebbe decidere di non stampare la valuta, ma di farla circolare solo in formato digitale.

I precedenti

L’attenzione e la curiosità, tanto a livello nazionale che internazionale, è alta verso l’esperimento che sta portando avanti la Rioja e da cui potrebbero prendere esempio altre province per combattere le manovre di austerità promosse dal governo di Milei. Ma per il Paese latinoamericano la decisione di stampare una “quasi-moneta” non è certo una novità. Durante la profondissima crisi vissuta dall’Argentina nel 2001, le province avevano adottato diverse valute che potevano essere usate al posto della moneta nazionale.

Gli esempi più famosi sono stati i “Patacones” e i “Lecops”, creati dal governo di Fernando de la Rúa come bonus d’emergenza per far fronte alla crisi. Stampati inizialmente proprio per colmare i debiti che il governo aveva accumulato con le province, sono stati poi utilizzati anche per pagare gli stipendi degli impiegati statali. Ma non solo: nello stesso anno, sempre la provincia della Rioja, si era distinta per aver creato una “quasi-moneta” intitolata alla celebre Evita Perón, la figura politica più amata del Paese latinoamericano.

La crisi dell’Argentina

Guillermo Francos, ministro dell’Interno dell’attuale governo, si è scagliato nei giorni scorsi contro la decisione di Quintela, assicurando che l’esperimento portato avanti dalla provincia della Rioja è illegale e ha minacciato multe e provvedimenti nei confronti del governatore. Ma la situazione non è difficile solo alla Rioja, l’Argentina infatti ha chiuso il 2023 con l’inflazione più alta al mondo, ben il 211,4%, sorpassando il Venezuela e dopo aver registrato un aumento del 25,5% in un solo mese.

(afp)

I prezzi inoltre, rispetto a un anno prima, sono triplicati. Sebbene l’inflazione e l’aumento dei prezzi non siano certo una novità per il Paese, le politiche portate avanti in queste prime settimane del governo Milei hanno aggravato di molto una situazione già difficile. Ogni giorno i prezzi cambiano nei supermercati argentini e in questo ultimo periodo fare la spesa a Buenos Aires ha un costo di poco minore rispetto a quella fatta in una capitale europea. I licenziamenti di impiegati statali e i tagli alla spesa pubblica portati avanti da Milei nuoceranno soprattutto alla classe media che in Argentina, a differenza della maggior parte di Paesi della regione latinoamericana, è molto numerosa. Alle vetrine dei negozi di tutto il Paese sono appese locandine che annunciano sconti per chi paga in contanti e, vicino alle casse dei supermercati, c’è un cartello che viene aggiornato ogni giorno con il valore del peso argentino in dollari e in euro. E chissà che a breve su quei cartelli non venga aggiunto anche il valore delle “bocades” della Rioja e delle altre “quasi-monete” provinciali.

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