✕

I russi bombardano Kiev: è il benvenuto del Cremlino all’Alto rappresentante Ue Borrell

Durante i raid almeno 4 i morti. Il duro colpo per l’Ucraina arriva in momento di difficoltà tra terreno e crisi politica con lo scontro tra il presidente Zelensky e il capo di stato maggiore Zaluzhny
2 minuti di lettura

Un’alba di terrore in tutta l’Ucraina. Dopo una settimana di tregua, una nuova ondata di ordigni si è abbattuta su sei città. Secondo gli ucraini, si è trattato di 64 tra missili e droni: venti sono riusciti a superare le barriere contraeree. Ma il quadro dell’operazione è ancora poco chiaro, confuso dalla “nebbia di guerra” delle due propagande. Kiev è stata risvegliata dalle esplosioni: la parte orientale della metropoli è rimasta senza corrente e senza riscaldamento. L’attacco è avvenuto durante la visita di Josep Borrell, responsabile Ue della politica estera e di sicurezza, alfiere del sostegno europeo all’Ucraina.

(agf)

Alcuni condomini sono stati colpiti: non è escluso che si tratti di frammenti dei missili abbattuti dalla difesa, che non riesce a intercettarli a grande distanza. Ci sarebbero almeno quattro morti e 38 feriti. Danni gravi alle case pure a Mykolaiv e a Karkhiv. Mosca sottolinea…

Un’alba di terrore in tutta l’Ucraina. Dopo una settimana di tregua, una nuova ondata di ordigni si è abbattuta su sei città. Secondo gli ucraini, si è trattato di 64 tra missili e droni: venti sono riusciti a superare le barriere contraeree. Ma il quadro dell’operazione è ancora poco chiaro, confuso dalla “nebbia di guerra” delle due propagande. Kiev è stata risvegliata dalle esplosioni: la parte orientale della metropoli è rimasta senza corrente e senza riscaldamento. L’attacco è avvenuto durante la visita di Josep Borrell, responsabile Ue della politica estera e di sicurezza, alfiere del sostegno europeo all’Ucraina.

(agf)

Alcuni condomini sono stati colpiti: non è escluso che si tratti di frammenti dei missili abbattuti dalla difesa, che non riesce a intercettarli a grande distanza. Ci sarebbero almeno quattro morti e 38 feriti. Danni gravi alle case pure a Mykolaiv e a Karkhiv. Mosca sottolinea che gli obiettivi erano di natura militare: fabbriche che producono “imbarcazioni senza pilota, sistemi missilistici costieri, razzi per sistemi a lancio multiplo ed esplosivi”. Si tratta degli strumenti tecnologici con cui le forze ucraine cercano di rispondere alla superiorità numerica russa, sviluppando con aiuti occidentali un’industria nazionale autonoma nei settori chiave. Uno degli aspetti più inquietanti del raid è l’incursione nelle regioni occidentali, le più vicine al confine con la Nato: Ivano-Frankivsk, Ternopil e Leopoli.

Il portavoce dell’aviazione, Yuriv Ignat, sostiene che i cruise russi si sono diretti verso la Polonia e soltanto a venti chilometri dalla frontiera hanno invertito la rotta, puntando sui bersagli. Varsavia ha fatto scattare l’allerta, con il decollo di tre intercettori che sono rimasti in volo per ore. Fonti russe, prive di conferma, parlano del tentativo di colpire l’aeroporto di Ivano-Frankivsk, dove sono state allestite le strutture per ospitare i caccia F-16 donati dall’Olanda e non ancora trasferiti: l’arrivo dei nuovi jet è previsto entro marzo. L’installazione però dovrebbe essere protetta in modo massiccio da batterie di Patriot.

Per la prima volta, Mosca avrebbe accompagnato l’incursione missilistica con una serie di assalti condotti da cacciabombardieri Sukhoi a ridosso della prima linea nel Donbass e nel distretto di Karkhiv. Probabilmente si tratta di una scelta tattica per tenere sotto pressione la rete della contraerea, minacciando i radar di avvistamento con armi speciali che agganciano le loro emissioni: in genere questo obbliga gli ucraini a spegnere le antenne di avvistamento, aprendo la strada ai missili a lungo raggio.

L’attacco di questa mattina è avvenuto in un momento particolarmente critico per l’Ucraina. Lo stop statunitense alle forniture belliche sta provocando una diffusa carenza di munizioni per l’artiglieria e dopo 715 giorni di combattimenti i reparti al fronte sono logori. La mobilitazione per reclutare rimpiazzi è bloccata dal braccio di ferro tra il presidente Zelensky e il comandante delle forze armate Zaluzhny, di cui è stata sostanzialmente decisa la rimozione. Una sfida in cui pesa la popolarità del generale e che sta aprendo una crepa nell’opinione pubblica. Mosca ne approfitta per andare all’offensiva su tutta la linea: la situazione più seria è ad Avdiivka, nel Donbass. I russi sono arrivati a soli cinquecento metri dall’unica strada rimasta ai difensori e stanno isolando la roccaforte della miniera di carbone dal centro abitato.

(reuters)

Il Cremlino d’altro canto dimostra di avere risorse in abbondanza: si stima che i suoi cannoni sparino venti volte più proiettili di quelli ucraini. La disponibilità di missili a lungo raggio continua ad aumentare e vengono usati anche nuovi modelli, progettati per sfuggire alla contraerea come i cruise KH-69. Ma riesce a imporre pure la vecchia tecnologia sovietica: anche ieri i vetusti KH-22 sono tutti piombati sull’obiettivo, perché volano a quattromila chilometri all’ora e non si riesce ad abbatterli. Sono imprecisi e devastanti: l’ogiva contiene una tonnellata di esplosivo. Invece ogni battaglia nei cieli diminuisce le scorte della contraerea di Kiev, che dipende interamente dal sostegno occidentale.

Leggi i commenti