“La famiglia prima di tutto”. E l’eurodeputato tedesco lascia il seggio al figlio
dal nostro inviato Daniele Castellani PerelliSTRASBURGO – “Scelgo la famiglia!”, è il loro slogan elettorale. Un principio irrinunciabile per il tedesco Helmut Geuking, leader appunto del Partito della Famiglia. Che si è dimesso da eurodeputato e, due giorni fa, ha lasciato il seggio a suo figlio Niels.
Sembra una procedura medievale, ma è tutto regolamentare. Il secondo in lista infatti era proprio Niels. Il 60enne presidente federale di Familien-Partei lascia dunque la poltrona al figlio 31enne, segretario, come è stato annunciato in aula dalla presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola.
Che cosa è il Partito della Famiglia
Fondato in Baviera nel 1981 dalla casalinga Helga Imm, che come presidente dell’associazione “La mamma come professione” si era battuta per la retribuzione delle casalinghe, il Partito della Famiglia ha provato a imporsi a livello federale solo dopo il 1989, con un programma che punta alla crescita demografica e al finanziamento di uno Sta…
STRASBURGO – “Scelgo la famiglia!”, è il loro slogan elettorale. Un principio irrinunciabile per il tedesco Helmut Geuking, leader appunto del Partito della Famiglia. Che si è dimesso da eurodeputato e, due giorni fa, ha lasciato il seggio a suo figlio Niels.
Sembra una procedura medievale, ma è tutto regolamentare. Il secondo in lista infatti era proprio Niels. Il 60enne presidente federale di Familien-Partei lascia dunque la poltrona al figlio 31enne, segretario, come è stato annunciato in aula dalla presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola.
Che cosa è il Partito della Famiglia
Fondato in Baviera nel 1981 dalla casalinga Helga Imm, che come presidente dell’associazione “La mamma come professione” si era battuta per la retribuzione delle casalinghe, il Partito della Famiglia ha provato a imporsi a livello federale solo dopo il 1989, con un programma che punta alla crescita demografica e al finanziamento di uno Stato sociale che permetta ai genitori di passare più tempo con i propri figli e sostenga le famiglie meno abbienti.
Il partito aveva già ottenuto un seggio a Strasburgo nel 2014. Con l’inizio dell’era Geuking, però, è passato dai Conservatori europei, considerati troppo di destra, al Ppe, i popolari. Alle elezioni continentali del 2019 ha preso lo 0,7 per cento a livello nazionale e ottenuto appunto ancora un seggio, quello di papà Geuking. Che ora lo passa a Niels.
La polemica sullo stipendio
Lo stipendio del padre, 10.075 euro lordi più 4.950 euro di rimborsi spese e 338 euro al giorno per la diaria, resterà dunque in famiglia. Ma casa Geuking incasserà anche di più: il papà avrà infatti diritto a un’indennità transitoria fino all’estate, uno stipendio intero fino a fine legislatura. "Non vedo l'ora", dice Niels al quotidiano renano Allgemeine Zeitung, a cui racconta di aver rappresentato il partito a livello locale, nel consiglio di Billerbeck, cittadina di 11mila abitanti in Nordreno-Vestfalia, ma di aver sempre frequentato le istituzioni di Bruxelles insieme al padre: "Non è una grande novità per me".
La successione ha provocato polemiche. “Che sfacciato!”, ironizza il tabloid Bild. C’è chi ci vede un grave danno di immagine per il Parlamento europeo, e l’eurodeputato liberale dell’Fdp Moritz Körner (33, FDP) dice: “Il Partito della Famiglia evidentemente non si batte per le famiglie tedesche, ma esclusivamente per la famiglia Geuking”.
Geuking senior comunque non molla la politica, anzi in un videomessaggio ha fatto sapere di aver lasciato Strasburgo per potersi concentrare solo sulla campagna elettorale per la rielezione: “Siamo un piccolo partito e per noi è dura”. C’è in ballo però la grande saga dei Geuking.