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Hong Kong, caccia alla “dea della democrazia”: “Prenderemo Agnes Chow”. L’attivista ha deciso di restare in Canada

Era tra gli animatori della protesta anti-cinese del Movimento degli ombrelli di dieci anni fa. Per avere il passaporto aveva accettato di scrivere una lettera di pentimento e di fare un tour “patriottico” a Shenzen. A dicembre la decisione di non tornare
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PECHINO - È partita la caccia alla “dea della democrazia”. “A meno che la signora Agnes Chow non si costituisca, sarà perseguita per il resto della sua vita”. Il governo di Hong Kong annuncia che l’attivista democratica è ora formalmente ricercata dalla polizia. Il suo comportamento è “vergognoso”, dice Andrew Kan, vice commissario del dipartimento di sicurezza nazionale. "Nessun fuggitivo dovrebbe illudersi di poter lasciare Hong Kong e sfuggire alle proprie responsabilità penali”.

Ventisette anni, tra i volti più noti delle proteste nell’ex colonia britannica fin dal Movimento degli Ombrelli di dieci anni fa insieme ai suoi inseparabili compagni Joshua Wong (che è ancora in carcere) e Nathan Law (in esilio a Londra) - con i quali fondò il partito Demosisto - a dicembre scorso Agnes Chow ha deciso di rimanere in Canada, dove si trova per un master, in un auto-esilio di fatto.

Attiva in politica da quando aveva 15 anni, Chow è stata soprannominata dagli hongkonghesi la “dea della demo…

PECHINO - È partita la caccia alla “dea della democrazia”. “A meno che la signora Agnes Chow non si costituisca, sarà perseguita per il resto della sua vita”. Il governo di Hong Kong annuncia che l’attivista democratica è ora formalmente ricercata dalla polizia. Il suo comportamento è “vergognoso”, dice Andrew Kan, vice commissario del dipartimento di sicurezza nazionale. "Nessun fuggitivo dovrebbe illudersi di poter lasciare Hong Kong e sfuggire alle proprie responsabilità penali”.

Ventisette anni, tra i volti più noti delle proteste nell’ex colonia britannica fin dal Movimento degli Ombrelli di dieci anni fa insieme ai suoi inseparabili compagni Joshua Wong (che è ancora in carcere) e Nathan Law (in esilio a Londra) - con i quali fondò il partito Demosisto - a dicembre scorso Agnes Chow ha deciso di rimanere in Canada, dove si trova per un master, in un auto-esilio di fatto.

Attiva in politica da quando aveva 15 anni, Chow è stata soprannominata dagli hongkonghesi la “dea della democrazia”, riferimento alla statua che nel 1989 gli studenti che a migliaia occupavano Piazza Tienanmen a Pechino costruirono nel cuore del potere politico comunista.

Condannata a 10 mesi per un'assemblea non autorizzata durante le manifestazioni del 2019, Chow venne inoltre arrestata nell’agosto 2020 assieme al tycoon dei media Jimmy Lai con l’accusa di “collusione con forze straniere”, uno dei quattro reati previsti dalla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino alla città. Nel giugno del 2021 venne rilasciata su cauzione, in libertà vigilata: sotto stretta sorveglianza e senza possibilità di espatrio.Per riottenere il passaporto, e andare a studiare a Toronto dove a inizio 2023 era stata ammessa ad un master, Chow venne obbligata a sottostare a precise condizioni: scrivere una “lettera di pentimento” sulla sua passata militanza politica nella quale si impegnava a non frequentare mai più nessuno degli attivisti con cui aveva condiviso tante battaglie per la democrazia; partecipare a un “tour patriottico” di un giorno a Shenzhen, la megalopoli cinese che confina con Hong Kong, durante il quale - scortata da cinque poliziotti - ha dovuto visitare prima una mostra che illustrava i grandi risultati ottenuti dalla Cina dopo l’era delle aperture e delle riforme e poi la sede del gigante tecnologico Tencent: alla fine ha dovuto scrivere pure una lettera di ringraziamento alla polizia per averle mostrato "il grande sviluppo della madrepatria”.

Sapendo di non avere altra scelta, Chow ha accettato. A settembre dello scorso anno, un giorno prima della partenza per il Canada, il passaporto le è stato restituito, a condizione che tornasse in città e si presentasse alla polizia il 28 dicembre, come previsto dai termini sulla cauzione.

Il 3 dicembre 2023, giorno del suo compleanno, Chow ha preso invece la decisione di non tornare più a causa dell'attuale situazione a Hong Kong e delle minacce alla sua sicurezza, compresa la sua salute fisica e mentale: "Non voglio più essere costretta a fare cose contro la mia volontà. Il mio corpo e il mio spirito crolleranno”, scrisse in un lungo messaggio in due parti pubblicato su Facebook e Instagram. “Non lesineremo sforzi per consegnarla alla giustizia”, dice la polizia della città. Già la scorsa estate il governo mise una taglia da un milione di dollari di Hong Kong (117mila euro) sulla testa di 13 attivisti fuggiti all’estero. Tra di loro anche Nathan Law, compagno di tante battaglie di Agnes Chow, la “dea della democrazia”.

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