Usa, verdetto storico: condannata per omicidio colposo una madre per non aver evitato che il figlio facesse una strage
di Massimo BasileNEW YORK - Per la prima volta negli Stati Uniti una madre è stata condannata per non aver evitato che il figlio facesse una strage. Quella presa dopo undici ore di camera di consiglio dalla giuria di Pontiac, in Michigan, è una sentenza storica: Jennifer Crumbley, 45 anni, è stata dichiarata colpevole di quattro reati di omicidio colposo. La mattina del 30 novembre del 2021 il figlio Ethan, a 15 anni, era andato all’Oxford High School, portando dentro lo zaino una pistola calibro 9, e aveva ucciso quattro studenti, tra i 14 e 17 anni, ferito altri sei e un docente. A dicembre è stato condannato all’ergastolo senza condizionale. Ora è toccato alla madre, che conoscerà l’ammontare della condanna il 9 aprile. Rischia fino a 15 anni. A marzo verrà processo il marito, e padre del ragazzo, James Crumbley.
Secondo l’accusa la donna è venuta meno al suo “dovere fondamentale di vigilanza”, è stata “negligente in modo abnorme”. Jennifer avrebbe potuto fermare la strage in molti modi. “Avrebbe p…
NEW YORK - Per la prima volta negli Stati Uniti una madre è stata condannata per non aver evitato che il figlio facesse una strage. Quella presa dopo undici ore di camera di consiglio dalla giuria di Pontiac, in Michigan, è una sentenza storica: Jennifer Crumbley, 45 anni, è stata dichiarata colpevole di quattro reati di omicidio colposo. La mattina del 30 novembre del 2021 il figlio Ethan, a 15 anni, era andato all’Oxford High School, portando dentro lo zaino una pistola calibro 9, e aveva ucciso quattro studenti, tra i 14 e 17 anni, ferito altri sei e un docente. A dicembre è stato condannato all’ergastolo senza condizionale. Ora è toccato alla madre, che conoscerà l’ammontare della condanna il 9 aprile. Rischia fino a 15 anni. A marzo verrà processo il marito, e padre del ragazzo, James Crumbley.
Secondo l’accusa la donna è venuta meno al suo “dovere fondamentale di vigilanza”, è stata “negligente in modo abnorme”. Jennifer avrebbe potuto fermare la strage in molti modi. “Avrebbe potuto - ha dichiarato il pubblico ministero - perquisire il suo zaino, avrebbe potuto chiedere a suo figlio dove fosse la pistola”. Avrebbe potuto mettere in allerta la scuola, raccontando i problemi mentali del ragazzo, le sue ossessioni, il desiderio di compiere una strage espresso in disegni inquietanti che neanche la scuola aveva considerato l’ultimo segnale di quello che sarebbe poi successo. “Da genitore - si era difesa la donna in aula - passi tutta la tua vita cercando di proteggere il tuo bambino dai pericoli degli altri. Non pensi mai di proteggere gli altri dal tuo bambino”.
A un ragazzo di quindici anni e così problematico i genitori avevano regalato una pistola, come se fosse un nuovo modello di cellulare. La linea difensiva è stata considerare l’atteggiamento della madre comune a quella di molte. Solo che qui c’è di mezzo una strage annunciata. La giuria non si è fatta convincere, anche se è vero che in America migliaia di minorenni vengono armati dai genitori.
Era stato così anche per il killer di Buffalo, New York, Payton Gendron, che a 18 anni, e nonostante i suoi problemi mentali, aveva ricevuto in regalo dal padre un fucile, poi usato per abbattere dieci afroamericani in un supermercato.
La sentenza può aprire un nuovo scenario legale per altre stragi. In alcuni casi i genitori dei giovani killer potranno essere considerati responsabili. Negli ultimi mesi i genitori di ragazzi che hanno sparato si sono dichiarati colpevoli di negligenza, ma quello di Crumbley appare un caso più grave: secondo quanto emerso durante il processo, c’era la consapevolezza che il figlio potesse essere una bomba a orologeria pronta a esplodere, eppure non era stato fatto niente per disinnescarla. Il ragazzo era convinto che la loro casa fosse infestata da un demone, ma ci avevano scherzato su.
Arrestata due anni fa, dopo la fuga con il marito seguita alla strage, la donna è rimasta seduta per la maggior parte del tempo, e ha ascoltato il verdetto con le mani giunte. Scortata dalla polizia fuori dall’aula, non si è voltata.