Zelensky rimuove il generale Zaluzhny. Sarà Syrsky a sostituirlo
di Gianluca Di FeoCon un messaggio di poche righe su X il presidente Zelensky ha ratificato la rimozione generale Zaluzhny, comandante in capo delle forze armate, segnando la prima spaccatura al vertice delle istituzioni ucraine dall’inizio dell’invasione russa. “L’ho incontrato e l’ho ringraziato per i due anni di difesa del Paese – ha scritto Zelensky -. Abbiamo discusso il rinnovamento di cui le nostre forze hanno bisogno. E abbiamo anche parlato di chi potrebbe essere parte della nuova leadership militare. L’ora di questo cambiamento è adesso. Ho proposto al generale di rimanere nella squadra. Vinceremo”.
Il suo posto è stato assegnato al generale Syrsky, numero uno dell’esercito. Un ufficiale con cui il presidente ha maturato una sintonia dai primi giorni della guerra, ma che non è molto amato dai soldati: lo accusano di non dare peso alle perdite, sacrificando spesso reparti per azioni di esclusivo valore politico.Il braccio di ferro con Zaluzhny andava avanti da mesi.
La popolarità di Zalu…
Con un messaggio di poche righe su X il presidente Zelensky ha ratificato la rimozione generale Zaluzhny, comandante in capo delle forze armate, segnando la prima spaccatura al vertice delle istituzioni ucraine dall’inizio dell’invasione russa. “L’ho incontrato e l’ho ringraziato per i due anni di difesa del Paese – ha scritto Zelensky -. Abbiamo discusso il rinnovamento di cui le nostre forze hanno bisogno. E abbiamo anche parlato di chi potrebbe essere parte della nuova leadership militare. L’ora di questo cambiamento è adesso. Ho proposto al generale di rimanere nella squadra. Vinceremo”.
Il suo posto è stato assegnato al generale Syrsky, numero uno dell’esercito. Un ufficiale con cui il presidente ha maturato una sintonia dai primi giorni della guerra, ma che non è molto amato dai soldati: lo accusano di non dare peso alle perdite, sacrificando spesso reparti per azioni di esclusivo valore politico.Il braccio di ferro con Zaluzhny andava avanti da mesi.
La popolarità di Zaluzhny
C’è chi ritiene che Zelensky temesse la popolarità dell’alto ufficiale, che diversi sondaggi indicano come superiore alla sua: il generale rimosso ha saputo non solo resistere in condizioni drammatiche all’attacco iniziale, ma è poi riuscito a forgiare dal nulla un’armata in grado di respingere i russi da molti dei territori occupati. Non solo: il generale è stimato dal Pentagono e dagli alleati della Nato, che gli riconoscono visione strategica e capacità organizzative. E soprattutto è un capo che ha la fiducia di tutti i militari. Zelensky però vuole riaffermare il potere del governo sui militari, un’operazione che ha portato avanti sin dalle prime settimane di guerra con le visite a ridosso della prima linea per imporre il suo ruolo costituzionale di comandante supremo.
La sostituzione di Zaluzhny nel mezzo di un conflitto ricorda lo scontro tra il presidente Truman e il generale MacArthur nel 1951 durante l’intervento statunitense in Corea: in quel caso però MacArthur era stato accusato di insubordinazione, mentre l’ufficiale ucraino ha sempre rispettato le decisioni dell’esecutivo.
Il nodo della mobilitazione
La presidenza contesta a Zaluzhny il fallimento della controffensiva estiva, che avrebbe dovuto scacciare le truppe di Mosca dalla regione di Mariupol e spingersi fino ai confini della Crimea: l’avanzata si è fermata dopo pochi chilometri, bloccata dalle fortificazioni della “Linea Surovikin”. Dallo scorso autunno la situazione si è capovolta e ora sono i russi ad andare ovunque all’assalto. Il generale ha sostenuto la necessità di mobilitare mezzo milione di uomini, per rimpiazzare le perdite e addestrare per tempo le reclute: nelle scorse settimane in due articoli sulla Cnn e sull’Economist ha scritto che bisognava rivoluzionare il modo di combattere, perché se si accettava la guerra di logoramento imposta dai russi l’inferiorità delle risorse ucraine avrebbe impedito la vittoria.
Zelensky ha criticato l’idea di nuovi arruolamenti, ritenendo che non fossero stati motivati in modo valido e ha frenato la mobilitazione dei giovani tra i 25 e i 27 anni, un provvedimento assai poco popolare in una nazione che ha già un milione di uomini in armi. In queste ore però le condizioni al fronte si stanno facendo critiche, con i russi che sono penetrati nella città di Avdiivka e procedono con più attacchi simultanei.
La scure delle forniture americane
Sugli ucraini pesa la carenza di munizioni per l’artiglieria, provocata dallo stop alle forniture americane imposto nel Congresso Usa dai Repubblicani, e anche il logoramento dei reparti che non ricevono più rinforzi da mesi. Proprio oggi un lungo reportage del Washington Post ha dato voce agli ufficiali sul campo di battaglia, che sono rimasti con un terzo degli organici e non possono far riposare i reduci: «Siamo esausti nel fisico e nel morale».
Nessuno può prevedere l’impatto della decisione di Zelensky sulla condotta del conflitto. Nei giorni scorsi Zaluzhny ha fatto trapelare di avere rifiutato un incarico di ambasciatore e manifestato la volontà di farsi da parte. I suoi rapporti con Syrsky non sono stati idilliaci.
Il sostituto Syrsky
Nell’autunno 2022, ad esempio, l’allora comandante in capo si era opposto alla resistenza ad oltranza a Bakhmut, che reputava priva di valore strategico, ma Syrsky aveva fatto sponda con la presidenza e la lotta era proseguita per mesi fino alla caduta della città con perdite pesanti. Il nuovo numero uno ha condotto in maniera brillante nella primavera 2022 le campagne per liberare la capitale e Karkhiv dall’assedio degli invasori. E ha poi gestito la collaborazione con i vertici Nato per formare le brigate destinate all’assalto estivo.
Alcuni analisti lo considerano “più sovietico” nell’impostazione rispetto a Zaluzhny e infatti il suo motto è “Avanti, sempre avanti”: una concezione che predilige l’offensiva e costa cara in termini di sacrifici. In ogni caso, da oggi la guerra in Ucraina entra in una fase completamente nuova.